I montiani del Pd

I montiani del Pd

Da quando Monti è al governo, ci si è spesso chiesti se il Partito Democratico appoggi davvero Monti o, come al solito, sono solo elucubrazioni teoriche dettate più dalla convenienza politica che dal reale bisogno del paese.

E' un argomento talmente bistrattato che sono nate varie correnti all'interno dello stesso Pd, chi favorevole chi contrario ma tutte con un comune denominatore: essere i "montiani del PD”.

Sulla falsariga di quanto scritto altre volte, mi rendo perfettamente conto che l'attuale governo è più di destra che di sinistra; inoltre, data la mia appartenenza politica, sono convinto che un governo di centro-sinistra avrebbe lavorato più che bene durante la grave crisi in cui siamo sprofondati. Con questo non posso, e non voglio, dare per scontato che avrebbe funzionato solo un governo di sinistra, credo anzi che qualsiasi governo con un minimo di cultura politica che si rispetti - quindi anche di centro-destra o addirittura di destra-destra - sarebbe riuscito a portarci fuori dal baratro in cui eravamo fino a cento giorni fa. Esattamente da queste basi vorrei partire con un filo logico in cui metto dentro non solo il Pd astrattamente come partito, ma tutti gli uomini e le donne che ne fanno parte, compreso io.

I montiani del Pd del titolo è un pensiero astratto che mi è nato leggendo l'ottimo post di Marco Campione di cui ne prendo un'importante assunto:

Noi, i “montiani del PD”, siamo invece quelli che pensano che vada salvaguardato lo schema bipolare e che auspicano che chiunque vinca le prossime elezioni proponga un governo che abbia lo stesso stile e la stessa forza del Governo Monti. Su chi lo guiderà tra noi probabilmente ci sono opinioni differenti, ma è del tutto marginale. Quel che conta – lo ripeto – sono lo stile e la forza. Su Monti Premier dico di più: personalmente tenderei ad escludere possa essere lui il prossimo Capo del Governo (salvo casi particolari al momento imprevedibili), in quanto la sua forza è data per gran parte dalla sua credibilità e siccome ha ribadito più volte di non essere disponibile, se si candidasse perderebbe gran parte della propria forza.

Essere montiani non vuol dir nulla. Essere consapevoli di dover guidare un paese difficile come il nostro non è solo un'opera teologica - Marco cita giustamente qualcun altro - a cui far riferimento solo in questo momento. E' un compito doveroso verso quei 60 milioni di italiani che hanno pienamente diritto di avere una classe politica degna di questo nome.

Essere montiani significa, secondo il mio modestissimo parere, riuscire a fare tutte quelle cose che il paese ha bisogno senza minimamente pensare cosa faranno alle prossime amministrative i propri elettori; significa pensare seriamente alla comunità prima delle proprie convenienze personali (che ci sono e continueranno ad esserci); significa avere quel giusto rigore morale in cui la Patria, la nostra Patria, sia davvero fondamentale per la vita di tutti noi a cominciare dai giovani. Significa semplicemente pensare alle generazioni future, oggi, perché saranno loro il futuro del paese.

Monti a quanto pare sta facendo tutto questo, e se il Pd o qualsiasi altro partito/coalizione non parte dalle basi che l'attuale governo sta lasciando, beh, la parola "montiani" tornerà a non significare nulla.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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