Il cerchio si stringe attorno a Penati: trovata la lista delle tangenti

Il cerchio si stringe attorno a Penati: trovata la lista delle tangenti

Giorno dopo giorno l’inchiesta sul “sistema Sesto“, in cui tra gli indagati risulta ancheFilippo Penati, si fa fitta di nuovi particolari. Al vaglio degli inquirenti c’è una lista di documenti – ricevute bancarie e versamenti - consegnata ai Pm da Piero Di Caterina in cui venivano annotati i nomi dei beneficiari e l’importo versato.

Di Caterina, titolare della società di trasporti Caronte, grande amico nonché grande accusatore di Penati, appuntava tutto. La Guardia di Finanza adesso sta cercando di ricostruire il giro di tangenti che, dal 1997 al 2000 e fino al 2007, venivano pagate all’amministrazione di centro-sinistra retta da Penati sindaco di Sesto – e successivamente presidente della provincia di Milano fino al 2009 – per le edificazioni sull’area delle ex Acciaierie Falck e Marelli e per l’interessata gestione del Sitam, il Sistema integrato tariffario area milanese.

I Pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia hanno trovato tra gli appunti di Di Caterina oltre 30 ricevute che vanno dai 2.500 ai 7.500 euro a favore di ignoti indicati con nomi in codice o sigle: «DiCaterina»,«DG»,«Giulia per DG».
Alla dicitura «presidente» vengono ascritti versamenti da 5mila euro alla volta per un totale di 45mila euro tra il febbraio 2005 e il gennaio 2006. Prima del 2001, invece, buste da 10 a 25 milioni di lire a favore di un certo «Big Bruno», un «Bruno» che potrebbe essere la stessa persona, «Antonella», «V/P» e «VP36».

L’intera documentazione adesso dovrà essere controllata al microscopio per capire esattamente di quanti soldi si parla realmente e chi siano i beneficiari delle tangenti.
Gli inquirenti vogliono anche capire se nelle mazzette per amministratori locali e faccendieri, spunta anche il nome di Penati oltre quello dei suoi collaboratori finora coinvolti nell’inchiesta.

«Si tratta di ricostruzioni parziali, contraddittorie e unilaterali – si difende Penati –indotte da persone coinvolte nella stessa vicenda giudiziaria che con una montagna di calunnie mi stanno accusando per coprire i loro guai giudiziari».

«Se Penati ha sbagliato, pagherà. Sarà un giudice a dire se è colpevole, anche se ora va sottolineato che lui viene accusato da un suo avversario politico», il commento del vice capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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