Il modello Facebook

Il modello Facebook

850 milioni gli utenti, due miliardi e mezzo i commenti e i "mi piace", circa 250 milioni le foto caricate, Facebook si quota in Borsa per ricavarne almeno cinque miliardi di dollari. Sono questi i numeri del principale social network presente in rete.

Portando i documenti alla Sec (Securities and Exchange CommissionFacebook spera in un investimento di 5 miliardi di dollari che farebbe diventare ancora più grande il social network più grande del mondo. Ma con il lancio a Wall Street si scoprono dati e cifre che finora ci eravamo solo illusi di conoscere: nel 2011 i ricavi sono stati 3,7 miliardi di dollari (+400% rispetto al 2009), i guadagni 668 milioni di dollari (+600% rispetto al 2009) l’85% grazie ai ricavi pubblicitari, ma nettamente in calo rispetto al 98% del 2009 e al 95% del 2010 (colpa delle versioni mobile che non presentano inserzioni). Il resto dei ricavi proviene dai giochi online, come Zynga, che da sola contribuisce col 12% del totale.

Dai dati possiamo tranquillamente confermare che ogni utente è portatore sano di denaro nelle tasche di Mark Zuckerberg: 4,5 dollari ciascunoTim Loughran della University of Notre Dame spiega così l'andamento del social network: “Facebook ha bisogno di trovare più modi per trarre profitti dai propri utenti”. Ed è anche vero se rapportati ai 30 e passa dollari che Google incassa da ogni utente, ma è altrettanto vero che Facebook è lanciato verso il miliardo di utenti per l'estate 2012 con un'unica sola prerogativa: crescere.

Il modo migliore è riuscire ad entrare in quei paesi in cui la forza sociale non è ancora massimizzata: Brasile, Germania, Russia, Giappone, India e Sud Corea. E Cina, se Zuckerberg riuscisse a entrare nel mercato più grande del mondo.

Quindi il passo della quotazione viene fatto in buona sostanza per incentivare l'uso del social network verso quei paesi in cui la presenza non è preminente. Lo si nota anche dalla lettera ai futuri azionisti che Mark Zuckerberg ha scritto pochi giorni fa:«Le persone condividono sempre più informazioni, e così riescono a conoscere le opinioni delle persone di cui si fidano su prodotti e servizi che utilizzano. Questo rende più semplice scoprire quali sono i prodotti migliori e migliora la qualità e l’efficienza delle loro vite». Come Steve Jobs prima di lui, Zuckerberg ha una visione globale del suo cosetto: «Rendere il modo più aperto e connesso. Non vogliamo mettere a punto servizi per guadagnare soldi, guadagniamo per costruire servizi migliori. [...] La migliore strada per raggiungere il nostro obiettivo è costruire una società forte e di valore».

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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