Il valore della fattura nel recupero crediti

Quando si emette una fattura, solitamente ci si aspetta di essere pagati, per l’importo indicato in tale documento. Eppure, può capitare che ciò non avvenga e si decide, quindi, di pretendere il dovuto, anche ricorrendo a un decreto ingiuntivo del giudice.

Fattura e recupero crediti

La sola fattura, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente per dimostrare di vantare un credito verso una persona, che potrebbe anche contestare il documento e la pretesa di denaro.

Il documento è scritto e inviato dal creditore al debitore e quindi è un atto unilaterale. Secondo quanto indicato anche da una sentenza della Cassazione, altri documenti che possono essere utili per dimostrare di dover essere pagati sono:

  • Un ordine d’acquisto firmato dal debitore.

  • Una mail in cui il debitore riconosce il dovuto.

  • La firma leggibile o un timbro su un documento di trasporto.

Insomma, ogni documento che il rapporto fra le parti è iniziato prima che il creditore emettesse fattura.

Se così non fosse, in mancanza di condizioni di rapporto reciproco di lavoro documentate, chiunque potrebbe emettere fattura a carico di chiunque altro e pretendere pagamenti anche in assenza di alcuna prestazione fornita.

Le prove documentali

Le prove documentali sono degli atti necessari alla buona riuscita del recupero crediti:

  • Scrittura privata (accordo fra le parti firmato in autonomia, in carta semplice o siglato da un nitaioo da un pubblico ufficiale).

  • Fax.

  • Telegramma.

  • Raccomandata, meglio con ricevuta di ritorno.

  • Email o posta elettronica certificata.

  • Atto pubblico.

Fattura e decreto ingiuntivo

La fattura è valida solo se il debitore non si oppone al contratto o ad altro motivo che abbia portato alla richiesta di pagamento. Non lo è se il debitore nega di dover pagare e quindi rimane solo come elemento che indica la presenza di un credito.

Eppure, secondo quanto stabilito dal Codice di Procedura Civile, la fattura è utile per richiedere al Tribunale o al Giudice di Pace un decreto ingiuntivo, perché velocizza le procedure di recupero crediti.

Il recupero crediti

Dalla notifica del decreto, il debitore ha quaranta giorni di tempo per opporsi al Tribunale o al giudice, dando così inizio a una causa che stabilirà l’effettiva esistenza e ammontare del debito. In questo caso la fattura emessa dal creditore non ha più valore ed egli dovrà dimostrare altrimenti il suo diritto di rivalsa. A tale scopo può essere utile la messa in mora, un documento che il creditore deve presentare e che contiene la richiesta di pagamento dell’importo segnato in cifre e i suoi riferimenti. In questa lettera possono esserci anche altri importi, aggiuntivi, previsti dalle norme vigenti: gli interessi e le spese.

 

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