In Iowa la prima va a Romney

In Iowa la prima va a Romney

Update: con il riconteggio delle schede la vittoria è andata a Rick Santorum per 38 voti.

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In Iowa, per i caucus che aprono la stagione delle primarie repubblicane, è stata una battaglia fino all'ultimo scrutinio. Mitt Romney supera Rick Santorum per soli otto voti: 30.015 contro 30.007, 24,6% contro 24,5%.

Mai nella storia dell'Iowa si era vista un caucus più combattuto di quello di stanotte. Romney batte Santorum sul filo di lana per soli otto voti, 30.015 a 30.007, spaccando letteralmente in due lo Stato del Midwest americano in due tronconi: i moderati, che stanno con Romney, e i conservatori più tradizionalisti che stanno con Santorum. Un risultato questo che potrebbe perfino sconvolgere le dinamiche stesse delle primarie repubblicane. Infatti, se fino a pochi giorni fa i sondaggi davano per vincitore certo l'ex governatore del Massachusetts dividendo il Gop, oggi la partita si fa più aspra e aperta che mai.

Le seconde linee non sono affatto spacciate: Ron Paul, arrivato terzo con il 21%, rimane ancora in gara, così come Newt Gingrich, che si è piazzato quarto con il 13%, potrebbe avere qualche speranza negli altri Stati. Invece il governatore del Texas Rick Perry, finito quinto, ha detto che valuterà nei prossimi giorni se ritirarsi, mentre Michele Bachmann e Jon Huntsman sono virtualmente fuori, anche se quest'ultimo inizierà ufficialmente la sua corsa dal New Hampshire settimana prossima.

E' stata una notte lunghissima a Des Moines, con i primi risultati che davano vincitore prima l'uno poi l'altro. Fino a metà scrutinio i contendenti alla vittoria erano i primi tre piazzati, dalla metà in poi si è capito che il testa a testa si sarebbe ridotto a Romney e Santorum. Ron Paul, pur piazzandosi terzo, si è detto felice del risultato perché lo considera una vittoria delle idee libertarie e che continuerà fino alla convention di Tampa. Il dato importante riguarda il conteggio dei voti: ogni volta che arrivavano i voti di una contea, iniziava una snervante odissea nel conteggiare le schede che, inesorabilmente, assegnavano la vittoria a Santorum o Romney per una manciata di voti. E così fino alle 2 di stanotte (le 9 italiane) quando si è concluso lo spoglio con la vittoria di misura di Romney.

Il risultato è stato immenso soprattutto per Rick Santorum: figlio di un immigrato trentino scappato dal fascismo, Rick senza grossi finanziamenti ha fatto una campagna porta a porta in tutte le 99 contee che lo ha portato al raggiungimento di un risultato a dir poco sbalorditivo che lo potrebbe rilanciare anche negli altri Stati (e ad altri finanziatori). Puntando principalmente su quei conservatori che non si vedono in Romney, Santorum si è visto aprire tutte le porte soprattutto dopo il fallimento degli altri estremisti del Gop Bachmann, Perry, Cain e Gingrich.

Su Ron Paul il discorso è leggermente diverso: il deputato texano gode del fatto di aver attirato l’attenzione di tutti sulle proprie idee, e già questo potrebbe rilanciarlo nelle prossime settimane. Gingrich invece è ancora adirato per il trattamento ricevuto da Romney negli spot, ma anche lui è contento di essere arrivato a tal punto.

Mitt Romney ha concluso con una vittoria nello Stato in cui si è speso meno e dove ha investito poche risorse. Lo Iowa non era il suo Stato e lo si sapeva, vincere in questo terreno vuol dire soprattutto mettere i paletti alla vittoria finale nell'attesa di prevalere con più ampio margine nelle zone a lui più congeniali, iniziando martedì prossimo dal New Hampshire.

Quella di Romney è stata una vittoria che ha pienamente soddisfatto la Casa Bianca - con Obama presente nel Midwest solo in video-conferenza essendo l'unico candidato democratico - perché porterà inevitabilmente ad un logoramento dello sfidante avvantaggiando il presidente quando si arriverà al momento che conta.

A consolidare questa tesi, Gingrich ha già fatto sapere che sta preparando spot televisivi e pubblicità sui giornali che metteranno in evidenza i limiti dell'ex governatore del Massachusetts. Con molta probabilità non lo aiuteranno per la nomination, potrebbero però aiutare Santorum dalle primarie della South Carolina il 21 gennaio.

Il prossimo 10 gennaio ci saranno le importanti primarie del New Hampshire, la battaglia tra i repubblicani è appena cominciata e noi naturalmente ci godremo le scintille dei prossimi giorni.

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About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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