L’inchiesta sulla violazione dei diritti umani in Egitto

L’inchiesta sulla violazione dei diritti umani in Egitto

Un'inchiesta del Guardian rivela le torture e gli omicidi dell'esercito egiziano ai danni degli oppositori dell’ex presidente Hosni Mubarak durante la primavera araba. Nei 18 giorni di rivolta cominciata nel gennaio 2011, sono stati oltre mille gli oppositori al regime incarcerati spesso senza che nessuno ne fosse al corrente, per poi venire torturati e uccisi o semplicemente facendoli sparire nel nulla.

L'inchiesta del quotidiano inglese mette in risalto le incongruenze dell'esercito egiziano - che ha sempre negato qualsiasi ruolo attivo nella cosiddetta "primavera araba" - raccontando maltrattamenti, torture e sepolture in fosse comuni per gli oppositori dell'ex presidente Mubarak, molti dei quali detenuti: «Molti civili sono morti mentre erano in carcere e sono stati sepolti in fosse comuni come se non avessero identità», scrive il Guardian. Malgrado le torture e i maltrattamenti fossero evidenti, le autorità non hanno mai indagato.

L'inchiesta fa parte di un rapporto governativo commissionato dall'attuale presidente Morsi, completato nel gennaio del 2013, il cui risultato è stato finora tenuto segreto. La commissione incaricata di scoprire il ruolo dei militari durante la rivoluzione che ha portato alla caduta del regime di Mubarak, ha chiesto al governo egiziano di mettere sotto inchiesta i vertici dell'esercito per violazione dei diritti umani. Ma il presidente Morsi, capo supremo delle forze armate, non ha ancora proceduto.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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