Istinto di sopravvivenza

Istinto di sopravvivenza

Mi fa davvero ridere che gli uomini siano chiamati uomini e non animali (o bestie, che forse si ci avvicina di più). Non è offensivo credetemi - non lo è per gli uomini, per gli animali non so, spero di no - perché è quell'istinto primordiale, l'istinto di sopravvivenza del titolo, che ci fa diventare come dei lupi affamati appena troviamo una cacchetta di vacca.

Succede questo: fino al giorno delle primarie Matteo Renzi era considerato l'amicone di Berlusconi, l'infiltrato della destra pronto a prendersi la sinistra e distruggerla (magari fosse così facile!) con la scusa del voto popolare. Poi le primarie passano e Renzi diventa il tacchino bersaniano da portare sui tetti dei palasport; passano pure le elezioni che il Pd ha rovinosamente "non vinto" e tutti danno la colpa al povero Bersani.

Alessandra Moretti, portavoce del segretario, sul Corriere:

«Se Renzi fosse ritenuto decisivo per promuovere un approccio diverso saremmo tutti pronti a lavorare per questa soluzione. Mi appello alla responsabilità dei renziani. Che senso ha accanirsi con Bersani, come fosse l’unico responsabile della sconfitta?».

Tommaso Giuntella, comunicazione web di Bersani, sul Fatto Quotidiano:

«Sicuramente quel tono moderato ha avuto poca presa sulla gente [...] Doveva essere più netto, proporre argomenti. Creare un sentimento collettivo, condividere un progetto. Grillo ha detto: sfasciamo tutto. E l'hanno capito benissimo. Noi che abbiamo detto?»

Matteo Ricci, giovane turco, sul Foglio:

«Io credo che anche per noi sia inevitabile ammettere che il futuro, oggi, si chiama Matteo Renzi. Credo che per il domani i rinnovatori del centrosinistra, tutti, sia quelli che si sono schierati con Renzi sia quelli che si sono schierati contro di lui, debbano dar vita a una sorta di grande coalizione tra rottamatori. Matteo oggi è uno dei pochi che ha le potenzialità per competere con Grillo e per rivoluzionare il Pd ma se vogliamo che sia lui il nostro candidato del futuro dobbiamo far scattare l’operazione Panda. Che in una parola significa salvaguardare Matteo e non bruciarlo come mi sembra che stia provando a fare qualcuno con una certa malizia»

Matteo Renzi è diventato il politico di riferimento di tutti, l'uomo la cui tesi politica è così di "sinistra" da sposare immediatamente. Non è più l'infiltrato berlusconiano che con la sua "rottamazione" brutta e cattiva voleva portare il Pd ai tempi del fascismo. No, è diventato il candidato ideale per far fuori Bersani prima e Grillo poi. Il giovane figlio della nostra sinistra oggi si chiama Matteo Renzi; ieri si chiamavano D'Alema, Fassino, Veltroni, Bersani. Uccidere il padre è lo sport preferito della sinistra italiana, peccato che lo uccidano ogni tre anni senza nemmeno farlo crescere.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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