La leggerezza delle Ong

La leggerezza delle Ong

La settimana appena trascorsa, oltre che per le vicende tutte italiane a cui purtroppo siamo mestamente abituati, si potrà ricordare per due vicende che, soprattutto su internet, hanno destato molto clamore: il video virale Kony 2012 e l'arresto di George Clooney a Washington.

La leggerezza delle Ong

George Clooney arrestato a Washington

L'arresto dell'attore premio Oscar per Syriana, è una vicenda molto più grande di come viene semplicemente descritta. Clooney è stato arrestato perché in un sit-in contro il presidente del Sudan Omar al-Bashir, in seguito al genocidio della popolazione locale nel monti Nuba nel South Kordofan, assieme ad altri manifestanti ha occupato il suolo di proprietà dell'ambasciata sudanese a Washington.

Di per sé è un atto di protesta legittimo e assolutamente meritevole; per contro appare invece come l'ennesima “photo opportunity” di un Vip al centro dei riflettori per una giusta causa.

L'eccidio del Darfur, che dall'inizio del conflitto vede di fronte il governo di al-Bashir e i ribelli di SPLA, JEM e SLA, ha fatto oltre 400mila morti tra i civili della regione. Tra il luglio e l'agosto del 2006, c'è stata una recrudescenza del conflitto al punto che l'Onu ha approvato la Risoluzione 1706 e la missione UNAMID: una forza di pace composta da circa 200mila caschi blu da affiancare ai 7mila dell’Unione Africana già presenti nella zona. Lo scopo era quello di controllare e di bloccare gli scontri e di fermare – anche se apparentemente impossibile – le continue atrocità del presidente sudanese alla popolazione del Darfur. Il governo sudanese ha fortemente obiettato la risoluzione considerando nemiche le forze ONU che entravano nella regione minacciando che li avrebbe trattato da invasori stranieri. Il giorno successivo i militari sudanesi hanno iniziato una rappresaglia senza eguali nella regione. Dal 2010 è in vigore una tregua, ma l'esercito governativo spesso viola il cessate il fuoco attaccando i villaggi facendo ancora decine di vittime inermi.

Clooney, col gesto dei giorni scorsi, ha messo in evidenza i vent'anni di guerra, ed ha chiesto a Obama di attivarsi personalmente per gestire la crisi umanitaria una volta per tutte.

La protesta dell'attore mette il dito nella piaga per la scarsa fiducia dell’opinione pubblica nei confronti delle iniziative cosiddette "umanitarie". Negli ultimi periodi le associazioni no-profit camminano su un terreno minato. La scarsità di risorse economiche, ha fatto in modo che venga preso in considerazione chiunque possa offrire loro denaro in cambio della visibilità nelle iniziative. L’ultimo caso è quello noto di Invisible Children e del video virale Kony 2012.

Su Kony 2012 si sono sprecati fiumi d'inchiostro e a tutt'oggi non si è ancora capito se gli ideatori del filmato sono dei geni o degli sprovveduti. Del resto 15 minuti di gloria non si negano a nessuno. L'ultimo incubo per la Ong americana è l'arresto di uno dei fondatori, nonché regista del video, Jason Russell: è stato fermato perché nudo ad un incrocio ha iniziato a masturbarsi e colpire le auto in sosta. Portato in ospedale, Russell è apparso subito malnutrito, disidratato e con un inizio di esaurimento nervoso, causato presumibilmente dagli attacchi cui sta subendo Invisible Children dopo la scoperta che tra i loro sostenitori ci sono le lobby omofobe della destra americana.

Non è il primo caso e non sarà nemmeno l'ultimo in cui le associazioni umanitarie vengono prese di mira per la loro leggerezza. A me fa paura che per le donazioni agli enti benefici resti solo il televoto di Telethon o Amici.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector