La retorica sulle armi

La retorica sulle armi

Dopo la strage nella scuola del Connecticut si ricomincia a parlare del problema delle armi negli Stati Uniti. Ma è l’ennesimo esercizio di retorica. Certo non si può tener conto delle conversazioni private, ma nei dibattiti pubblici e nei mezzi d’informazione, negli ultimi quindici anni qualcosa è cambiato: non si parla quasi più di “controllo delle armi”. L’argomento più diffuso è “il diritto alle armi”. L’analisi di Nate Silver.

La sparatoria di massa di venerdì in una scuola elementare a Newtown, Connecticut, ha già scatenato un acceso dibattito politico. Gli oppositori di una regolamentazione più severa per il possesso delle armi hanno accusato i loro avversari di politicizzare una tragedia. I sostenitori più radicali per il controllo delle armi hanno sostenuto che la sparatoria in Connecticut è la dimostrazione che le leggi contro le pistole possono avere conseguenze disastrose. Permettetemi di eludere la discussione per porre una domanda diversa: con che frequenza si parla di una politica pubblica verso le pistole? E che lingua stanno usando per inquadrare i loro argomenti?

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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