La rivoluzione delle idee

La rivoluzione delle idee

Da anni c’è una sola richiesta da parte dell’elettorato di centrosinistra che ci trova tutti concordi: per favore, unitevi e non litigate. Non prendete il cappello come fecero Bertinotti e Vendola facendo saltare il governo Prodi consegnandoci così alle truppe berlusconiane. Siate lungimiranti. Restituiteci la speranza che esiste un’Italia diversa da questa, un paese meno marcio e corrotto, un parlamento dove siedano i migliori e non le terze o quarte linee di 20 anni fa, un governo capace di salvaguardare chi lavora e di pensare ai nostri indignatissimi figli. Fateci tornare a vivere con dignità, fieri di dove siamo nati.


[ad]
Un normalissimo elettore di centrosinistra qual è il sottoscritto, desidererebbe partecipare e votare un programma e uno schieramento che esprima un modello di paese opposto a quello attuale. Un pensiero politico nuovo e fecondo. Un progetto che prenda le distanze dalle teorie “liberal” che ci hanno messo in catene, così come dai regimi comunisti - compreso il capitalismo comunista cinese, un ossimoro vincente sul piano economico ma lesivo dei diritti dell’uomo. Noi elettori comuni dell’opposizione chiediamo unità, un progetto di pochi punti largamente condiviso che metta in primo piano un forte rilancio dell’economia, una tassazione dei grandi patrimoni immobiliari (unico modo, oltretutto, per individuare gli evasori fiscali), una legge elettorale per votare i candidati da noi scelti, il rispetto della Costituzione e di uno straccio di valori etici. Già ottenere questo, nell’ambito di un pensiero politico nuovo, di un’idea di sinistra tutta da partorire, lo saluteremmo come un miracolo.

Ma ci vuole molto? E’ davvero impossibile darci questo? No. E' possibile purché si presentino nell’agone politico uomini antropologicamente diversi da gran parte dei politici attuali.

Un tempo ci volevano le guerre perché dopo milioni di morti potesse emergere il sano e il nuovo in tutti i campi. Tutti i dopoguerra sono stati dei “Rinascimenti”, in politica e nelle arti. Oggi, per fortuna, non è in programma un eccidio universale come una guerra mondiale. Eppure è in corso qualcosa di orrendo e di similare: una guerra mondiale dei soldi.

Oggi, una percentuale minima di esseri umani forte di una decina di multinazionali, ha scatenato una guerra nucleare finanziaria al 95 per cento del mondo. Destabilizzando Paesi, governi, e famiglie costrette a pagare gli errori che hanno commesso loro. Noi, la schiacciante maggioranza di esseri umani, sta perdendo la guerra. Siamo tutti più poveri dei nostri padri e i nostri figli staranno ancora peggio. Eppure a sinistra non c’è nessuno - è incredibile ma è così - che abbia partorito un programma politico, un’idea battagliera capace di muoversi democraticamente in guerra contro questa enorme e paradossale ingiustizia sociale. Questo compito, in Italia, spetterebbe al PD perché attualmente – stando ai sondaggi - è il primo partito del paese. Però sta all’opposizione.

Il giovane Renzi, sindaco di Firenze, con il suo “Big Bang” è riuscito a menare una mazzata alla premiership dirigenziale del Pd scribacchiando sulla lavagna con un edonismo niente male. Non ha elaborato nulla di nuovo, ma ha dato lo scossone - forse - indispensabile per un ricambio ideologico del primo partito italiano. Oggi lo addossano di essere di destra e avere idee di destra. Non è colpa di Renzi - per carità - essere cresciuto nel berlusconismo. Il “giovanilismo” che lo anima è pari all'età del cerone del premier. Sono giovanilisti entrambi. I “brontosauri” li cacci solo con la potenza di un’idea, non solo esibendo la tua carta d’identità. Ed è quello che Renzi, ma anche Civati e Serracchiani a Bologna, hanno voluto mostrare alla dirigenza dei Democrat.
Tutti dicono, compreso Renzi, che i politici devono essere “al servizio del Paese”. Loro, i giovani del Pd, devono innanzitutto stare al servizio del PD, il partito che gli ha dato tanto e che merita forse un po' più di rispetto. Senza umiltà, senza aver prima attraversato un lungo deserto, non si va da nessuna parte. Un grande pensiero, come quello di Gramsci, non è un caso che nasca in carcere. Nell’isolamento, in uno di quei momenti in cui si è soli nell’universo.
[ad#x-logic]
L’Italia è tra i paesi più disastrati dell’Occidente. Avere il coraggio (non la faccia tosta) di occuparsi davvero del bene comune, di questi tempi, è da “grandi anime”. Ma di esempi di simili personalità è piena anche la storia italiana. E in genere (il problema è antico) non fanno una bella fine. Si sacrificano come Matteotti o come Giovanni Falcone. Eppure, senza le loro luci, oggi l’ombra che ci sovrasta sarebbe assoluta.
Solo chi comprende fino in fondo l’alto valore, spirituale ed etico, di avere “senso dello Stato”, può tirarci fuori da questo guado. Noi tutti dobbiamo fare in modo di creare i presupposti, l’humus, il terreno, perché possano germogliare anche in Italia semi di personalità capaci di reggere un compito di tale portata. Nessun uomo della salvezza, per carità. Una squadra e un progetto disinteressati al protagonismo e al potere. Forse è un’utopia, ma se ci fosse stata la terza guerra mondiale, sarebbe già possibile. Tempo fa sentii una battuta: abbiamo bisogno di un dopoguerra senza la guerra prima. In realtà oggi la guerra c’è, e la stanno vincendo una dozzina di miliardari (fra i quali il nostro premier, da ieri proprietario anche dei “casinò” con i quali gli italiani possono ulteriormente rovinarsi giocando su Internet).

C’è bisogno di una rivolta democratica contro questi poteri e queste persone che stanno schiacciando l’Italia. E forse, da domani, il vento di Occupy Italy passerà davvero dal nostro disgraziato Paese.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector