L'analisi alla fermezza

L'analisi alla fermezza


[Corriere by Coiro]

Ieri un'amica mi ha suggerito di leggere l'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere. Trovo la prima parte esatta: l'immigrazione è il fenomeno che più inciderà sul futuro dell'Europa nei prossimi anni, e finora in pochi hanno ben capito cosa voglia realmente dire "integrazione". Nemmeno io, per la verità, riesco a comprendere cosa voglia dire questo termine per molti politici italiani.

Mi lascia perplesso invece l'attacco alla seconda parte. Chiamare diseducatori gli insegnanti che provano a integrare gli immigrati abolendo gli addobbi natalizi, non vuol dire abolire le tradizioni nostrane, come non può essere questa strada unanimemente sbagliata. È forse corretto dire che l'integrazione parte nel momento in cui si aboliscono le culture locali? Naturalmente no. Come non è corretto dire che una buona integrazione sia eliminare le insegne cristiane dalle scuole. Non è questo il messaggio che dovremmo inviare, il nostro messaggio dovrebbe essere quello di far capire che più tradizioni e molte culture possono coesistere senza problemi. Panebianco secondo me fa integralismo al contrario scrivendo così, ma è ben consapevole di ciò che dice dato che è la strada intrapresa dal Corsera negli ultimi tempi. La mia idea di integrazione è saper gestire le diverse culture e le diverse tradizione senza far soccombere l'una a discapito dell'altra. Il messaggio degli educatori è stato, secondo me, quello di accettare le diverse religioni non mettendo al primo posto nessuna di esse ma mostrando rispetto verso tutte. Panebianco chiama diseducatori gli insegnanti che hanno tolto il crocifisso: non hanno messo l'effige del Corano al posto del nostro, per cui non capisco come possano preparare il terreno a futuri scontri di civiltà, se insegnano ai piccoli italiani e stranieri l'arte del rispetto reciproco senza distingui di fede. Perché l'integrazione non può essere da entrambe le parti?

La scelta delle parole usate per la questione islamica è anche questa sorta di una partigianeria non indifferente. L'immigrazione clandestina è un problema a prescindere dalla fede e della persona: è vero che l'integralismo islamico è spesso associato alla Jihad, ma è altrettanto vero che essere integralisti non è per niente illegale, anzi. Panebianco distingue nettamente gli integralisti integrati da quelli militanti, salvo poi commettere l'errore di confluirli entrambi verso lo jihadismo estremo con la nota a margine che negando il problema è da irresponsabili. L'irresponsabilità, quando c'è, non è conforme alle responsabilità di accettare o meno l'integralismo come illegale, ma quanto accettare l'integralismo violento come reato. Capito questo, e facendo una netta distinzione tra fede e violenza, si capirà molto meglio dove sta la linea di demarcazione tra immigrati integralisti integrati e immigrati violenti non integrati. Non è difficile, basta aprire gli occhi.

L'immigrazione clandestina legata alla criminalità organizzata è un altro problema che il nostro ha deciso di risolvere a colpi di editoriali: Panebianco continua a fare il politically correct dicendo tutto senza dir nulla. Partendo dalle ultime vicende di Rosarno, l'editoriale definisce il punto d'incontro tra xenofobi anti-immigrazione e i fautori dell’accoglienza indiscriminata: la linea netta che divide regolari da clandestini è invisibile perché nessuna delle parti accetta le proposte dell'altro. Esistono xenofobi o oltranzisti che - dai rispettivi punti di vista - vogliono o meno integrare gli immigrati in Italia, ma la maggioranza degli italiani vuole un'integrazione regolata da leggi giuste che rispettino i diritti dei clandestini perché sono principalmente persone. Dopo, se vogliamo, possiamo anche parlare di quale legge è meglio rispetto alle nostre esigenze, certamente non l'attuale. La Bossi-Fini indica le modalità con cui un immigrato clandestino può rimanere sul nostro territorio. La legge in questione è decisamente una brutta legge, ma se per xenofobi si indica quella parte politica ed elettiva che corrisponde al partito di Bossi, non possiamo non escludere che il nostro Paese vive costantemente sotto l'attacco dell'immigrazione clandestina, per cui una legge che si adopera per bloccare sul nascere questa invasione è assolutamente realistica. Poi possiamo discutere in eterno su quale sia la soluzione migliore per sbloccare l'ambaradan legislativo nostrano, ma ciò non significa che si è xenofobi o oltranzisti se si vuole una legge che permetta gli sbarchi e l'immigrazione nelle giuste considerazioni nazionali.

Il finale, poi, è da intenditori perché col finale si capisce dove vuole veramente andare a parare. Indicando come un errore madornale l'incostituzionale per il reato di clandestinità che il Governo vorrebbe approvare, l'editorialista fa capire che tutto l'articolo è stato solamente un giro di parole per attaccare i magistrati: «Immaginiamo che la Corte costituzionale si pronunci domani con una sentenza favorevole alla tesi di quei magistrati. Bisognerebbe allora mandare a memoria la data di quella sentenza perché sarebbe una data storica, altrettanto importante di quelle dell’unificazione d’Italia e della Liberazione.» E prosegue «Con una simile sentenza, la Corte stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «non statale». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no. Se risultasse che una legge, regolarmente votata dal Parlamento, che stabilisce il reato di clandestinità, è incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione repubblicana nega allo Stato italiano il tratto fondante della statualità: la prerogativa del controllo territoriale.»
Vorrei spiegato da Panebianco quanti Stati sovrani hanno emesso una legge che indica come reato la clandestinità, e vorrei anche sapere cosa centra il trattato di Schengen - che parla della libera circolazione all'interno dell'area Euro - quando proprio il trattato permette il coordinamento degli stati membri per la lotta alla criminalità internazionale compresa l'immigrazione clandestina.

In ultima analisi, proprio per finire in bellezza, Panebianco fa anche il paragone tra debito pubblico e immigrazione, e qua rientra il commento della mia amica fatto in un altro mio articolo. Perché si deve decidere una legge per poi farla diventare esattamente come tante altre fatte negli anni passati è un dilemma che mi soggiunge continuamente, ma forse il nostro editorialista ha anche una risposta per questa domanda.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

3 Comments
  1. hirondo
    10 gennaio 2010 at 01:18
    Reply

    Jack: "<i>ma la maggioranza degli italiani vuole un’integrazione regolata da leggi giuste che rispettino i diritti dei clandestini </i>"scusa Jack ma ciò che mi spaventa di più sono le certezze.intanto, definiamo il termine "clandestino" perché questa parola è divenuta troppo ambigua e, di conseguenza, portatrice di frasi interpretabili a piacere.quindi ora ti do la mia definizione e discutiamola: <b>clandestino:</b> è una persona - uomo o donna che sia - che non potendo entrare dalla porta con regolare permesso si intrufola in casa mia dalla finestra, a volte anche forzandola se la trova chiusa, e abbandonando prima i suoi documenti al di là del fosso.e in questa ottica il clandestino è un fuorilegge e i suoi diritti, per me, sono solo umanitari.[nel senso che non lo lasci morire di fame dentro casa ma "restar dentro" neppure un'ora di più. e se non la vedi così vengo a casa tua, entro dalla finestra, non ti rubo nulla ma ti svuoto la dispensa in loco e mi dichiaro clandestino. e poi prova a dir qualcosa.. ;)]<b>immigrato regolare:</b> una persona che entra nello stato con un regolare permesso e con regolari documenti di identità. nell'esempio di casa tua, sono l'idraulico che viene a ripararti il rubinetto.non mi serve una protezione umanitaria perché pago regolarmente tasse e previdenza e sono alla pari con te. [non hai il rubinetto che perde? pazienza, aspetterò che si rompa].<b>immigrato irregolare:</b> cioè con documenti d'identità ma permesso scaduto. la previdenza però ce l'ho ancora o mi arrangerò come tutti i disoccupati.esempio casalingo? son già in casa tua, ti sei rotto di aspettare che il rubinetto si rompa. ma io che ci posso fare se non si rompe? ;)è colpa tua? dimmi tu.. potrei offrirti una manutenzione straordinaria oppure far qualcos'altro.. cosa facciamo? io sono disposto ad aspettare, non voglio andarmene, non sia mai che il rubinetto si rompa appena svolto l'angolo. e non voglio essere considerato un fuorilegge perché fuorilegge non sono, mi hai chiamato tu a ripararti il rubinetto. ora, questo è il mio punto di vista, aperto al confronto e a mutare in un altro più condivisibile. ma finché questi termini non avranno una definizione risoluta continueranno ad essere giostrabili a seconda del vento, allontanando ogni reciproca comprensione.********************Rosarno: quello che più mi fa incazzare è la cecità assoluta - non tua, eh! - ma quel che proprio non si vuol vedere e di cui nessuno parla. eppure è talmente risaputo cosa facciano lì queste persone e come. e da tempo. a 25 (venticinque) euro al giorno - in nero - a raccogliere agrumi ! e dichiaratamente in nero !e ancora non si sa di chi siano gli agrumeti ! perché è il proprietario, i proprietari degli agrumi che dovrebbero essere perseguiti perché sono i primi ad essere dei banditi.o non verrà fuori che sono stati gli extracomunitari a volere quel salario ed essere stipati come bestie ?!magari inducendo i poveri proprietari ad eludere ogni norma di sicurezza, prevenzione, fiscale e così via ?!perché, per il momento, sono stati loro, gli immigrati, ad essere trasferiti nei cpt e temo in un calderone fra regolari, irregolari, clandestini e fors'anche rifugiati politici. ma diamo pure la colpa alla "Bossi-Fini".. ora, immaginiamo un altro scenario:i proprietari degli agrumeti assumono regolarmente - quindi con un contratto, anche a termine - manovalanza agricola, regolarmente pagata e con tutte le sue normali tassazioni.è però probabile che le mani che raccolgono le arance non sarebbero più tutte di colore ma, anche lo fossero, certamente non vivrebbero in quelle condizioni.è anzi molto probabile che avrebbero alloggi decenti. in ogni caso, magari in compagnia, se li potrebbero permettere, pur mantenendo una cospicua somma da mandare a casa loro.poi permettimi un appunto, caro Jack:"<i>Vorrei spiegato da Panebianco quanti Stati sovrani hanno emesso una legge che indica come reato la clandestinità, e vorrei anche sapere cosa centra il trattato di Schengen – che parla della libera circolazione all’interno dell’area Euro – quando proprio il trattato permette il coordinamento degli stati membri per la lotta alla criminalità internazionale compresa l’immigrazione clandestina</i>". qui ti smentisci da solo. ;)perché fra "criminalità" e "clandestina" c'è un "compresa" giusto in mezzo.il che significa che entrambi i termini sono sullo stesso piano, ovvero considerati reati dagli stati sovrani europei che, nel trattato, prevedono la libera circolazione dei cittadini dell'unione.e un clandestino può essere considerato un cittadino di uno stato membro ? a meno che non ci sia un distinguo fra comitiva o singolo.. ovvero, se entrano tutti insieme sono criminali ma se entrano in fila indiana no perché ne passa uno alla volta. e in quanto ad altri stati sovrani non compresi nell'unione eu, prova a entrare in Cina senza visto, se ci riesci.. e p<i>l</>ova a di<i>l</i>e "clandestino".. [per tua informazione, in Cina entri solo con un invito a garanzia. e non giri dove e come vuoi anche se ci vai per commercio]</i>

  2. 10 gennaio 2010 at 11:45
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    Eccomi!1) Il clandestino è quell'immigrato che entra nel Paese senza permesso (e qui possiamo pure fare tutti i distingui che vuoi, ma tale rimane), e, a prescindere se sia africano o svizzero, ha diritto ad essere trattato come essere umano e non come una bestia come sovente accade.2) Le definizioni che hai chiarito sono anche le mie, mica ho scritto il contrario!3) Tra reato di clandestinità e lotta all'immigrazione clandestina c'è un abisso grande quanto il mare, e tu dovresti saperlo molto meglio di me. Con tutto ciò, per chi non lo sapesse (quindi non tu) chiarisco in due parole le differenze: il reato di clandestinità si attua esclusivamente per chi è già nel territorio, mentre la lotta all'immigrazione clandestina si attua - in teoria, e spesso solo in teoria, purtroppo - prima di entrare nel Paese, e il trattato di Schengen fa della collaborazione tra i paesi membri il suo punto principale.4) Il trattato prevede la libera circolazione dei <b>cittadini</b> dell'unione. I clandestini, o gli immigrati irregolari - non lo sono, quindi anche all'interno di eurolandia devono <b>sempre</b> dichiararsi.E per ultimo: siamo in Europa, non in Cina ;)

  3. hirondo
    10 gennaio 2010 at 15:37
    Reply

    :) uhm !1.- smentisce la voce 2) - o la 2 smentisce la voce 1), come preferisciperché il clandestino non è un immigrato, in quanto spesso privo di documenti e non identificabile. anch'io potrei far figurare di sbarcare da un gommone, del resto è cosa già accaduta, Fabrizio Gatti ti dice niente? [ha ricevuto anche il "premio Terzani" per questo] quindi, il clandestino non è un immigrato ma solo una persona che nasconde la sua identità e, di conseguenza, la sua patria.3.- hai appena ammesso che la clandestinità è reato in tutta l'unione europea. e il trattato di Schengen, almeno in teoria, non fa altro che lasciare al singolo stato la decisione di come combattere questo reato.tornando all'esempio di casa tua, se tu parti lasciando la porta spalancata non puoi lamentarti se sono entrati a rubare - il che non significa che non vengano poi perseguiti i ladri - ma sei comunque colpevole di incauta custodia. e lo stesso sarebbe lo stato verso i suoi cittadini se non provvedesse a difendere i confini.con l'unione eu ai confini dei singoli stati si è aggiunto il confine dell'unione alla cui difesa, con Schengen, sono chiamati a collaborare anche gli stati interni (tipo l'Austria)4.- il clandestino NON è un immigrato irregolare.perché l'irregolare - se anche gli è scaduto il permesso per vari motivi - è identificabile, ha un nome, un'origine e un passaporto. nonché, spesso, ha in tasca la ricevuta della richiesta di rinnovo.poi, irregolare è anche il turista che si ferma oltre i termini di legge.proprio come irregolare è anche guida scordandosi la patente sul comodino. e non è che vien sbattuto in galera per questo, vien multato e gli vien dato un breve termine per dimostrare di possederla.e se non lo fa è ovvio che la multa si aggravi.;) in "ultimo": mi spiace ma questa tua è una frase che odora e in ambo i sensi perché chissà se vuoi dire che loro sono meglio di noi o che noi siamo meglio di loro.

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