La Russia di Putin bandisce i gay

La Russia di Putin bandisce i gay

In Russia molto presto sarà reato baciarsi in pubblico. Attenzione però: non tutti i baci verranno considerati un atto criminale, ma solo i baci omosessuali. Sì perché mentre la Duma, il Parlamento russo, approvava la legge contro l'omosessualità, fuori gli attivisti russi subivano le cariche della polizia, picchiati e arrestati. Gli attivisti si erano dati appuntamento davanti al Parlamento per una sorta di bacio collettivo. La Duma ha approvato  il disegno di legge «in difesa dei bambini» e contro la «propaganda omosessuale» con 338 voti a favore, un astenuto ed un solo contrario.

Yelena Mizulina, presidente della Commissione degli Affari della famiglia, in tv ha spiegato che la legge «proteggerà i minori dalle conseguenze dell’omosessualità. La sua propaganda senza freno la troviamo ovunque». Al sit.-in di protesta hanno partecipato un centinaio di persone, non solo militanti ed attivisti gay, ma anche giornalisti e l'opposizione al governo di Putin. Secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti, la polizia sarebbe intervenuta per sedare i gruppi di attivisti dagli esponenti della Chiesa ortodossa russa che erano andati con l'intento di aggredire i manifestanti. A detta di una giornalista di Novaya Gazeta che si trovava in piazza, la milizia ha arrestato solo una ventina di esponenti dei movimenti Lgbt, mentre tutti gli altri sono stati solamente dispersi. È questo il risultato della contestatissima legge che Russia Unita, il partito di maggioranza di cui fa parte il premier Putin, ha presentato alla Duma nel marzo 2012 come progetto di legge federale.

Il reato che la nuova norma prevede è momentaneamente amministrativo, va da se che col tempo potrebbe naturalmente essere modificata fino a diventare un reato penale e quindi perseguibile col carcere. La norma prevede multe da 4.000 rubli (circa 100 euro) per i soggetti che compiono «atti di propaganda» in presenza di minori. Gli "atti di propaganda" vanno dal semplice bacio in strada fino alle manifestazioni pubbliche come ad esempio il Gay Pride. Per le organizzazioni la multa arriva fino a 500.000 rubli, ossia 12.500 euro. La legge vieterà di fatto qualsiasi manifestazione, sia pubblica che privata, a sostegno delle attività omosessuali. Vieterà implicitamente anche la semplice diffusione di messaggi positivi sull'omosessualità, compresa la proiezione di film a sfondo sociale per i diritti delle persone omosessuali.

 Dal punto di vista legislativo, la legge dovrà essere votata altre due volte alla Camera Bassa, per poi passare alla Camera Alta in seduta singola prima di arrivare sul tavolo di Putin per la firma definitiva. «Il testo in esame è molto controverso - ha detto Yelena Kostiuchenko, giornalista e attivista - La legge è molto confusa e non riesce a definire cosa significhi propaganda, anche perché “propaganda gay” non significa niente». Gli attivisti per i diritti umani promettono battaglia: l’approvazione della legge a San Pietroburgo ha già condotto al boicottaggio della città da parte del gruppi di difesa dei diritti gay internazionali. E lo stesso potrebbe accadere a Mosca - che in sette anni ha sempre vietato il Pride - e in tutte le grandi città russe. In Russia il movimento Lgbt non ha vita facile, anche perché l'omosessualità è stata depenalizzata solo nel 1993 e la politica e l'opinione pubblica non è certo tollerante con gli atteggiamenti "immorali" tanto che i commenti omofobi sono all'ordine del giorno. In un sondaggio del 2010 viene amplificato che il 74 per cento dei russi considera l'omosessualità non solo immorale, ma addirittura una malattia mentale: «Accettando queste ed altre simili leggi restrittive e proibitive, lo Stato si schiera con la parte, per così dire, non-progressista della società», ribadisce l’attivista Olga Lenkova.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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