L’Iran invia navi da guerra in Siria

L’Iran invia navi da guerra in Siria

Ahmadinejad alimenta la tensione e invia due navi da guerra a Damasco in aiuto del dittatore siriano Bashar al Assad contro i manifestanti. GB e Israele chiedono inasprimenti delle sanzioni nei confronti di Teheran.

L'Iran invia navi da guerra in Siria
Navi da guerra iraniane

Le due unità navali sono state autorizzate ad attraversare il canale di Suez dalla giunta militare egiziana, che controlla la via d’acqua che collega il Mar Rosso al Mediterraneo, attraccando nel porto siriano di Tartus - a circa 220 km da Damasco - dove sono previste delle esercitazioni militari insieme alla Marina siriana, come prevede un accordo siglato tra i due paesi tempo fa.

Israele seguirà da vicino le navi. L'Iran è legittimato a percorrere Suez dato che dal 2008 è presente nel Golfo di Aden dove svolge azioni di contrasto alla pirateria. Nel frattempo uno dei responsabili del ministero degli Esteri israeliano, parlando con l'Afp, ha detto che Israele «seguirà da vicino lo spostamento delle due navi per verificare che non si avvicinino». Intanto il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, ha chiesto alla comunità internazionale di aumentare le sanzioni contro l'Iran prima che il paese entri in una "zona di immunità" che renderebbe inutili gli eventuali raid contro il suo programma nucleare.

Anche il Regno Unito vigila. Il ministro degli esteri britannico William Hague, in un’intervista al Telegraph, è convinto che la «volontà iraniana di dotarsi di armi nucleari minaccia di innescare una nuova guerra fredda che pone rischi ancora maggiori del confronto tra Urss e occidente». Tutte le opzioni sono aperte per far desistere Teheran dal continuare le ostilità nei confronti dell'occidente. Il responsabile del Foreign Office ha poi aggiunto che non riuscire a dissuadere l'Iran «potrebbe portare ad una corsa alle armi nucleari nel Medio Oriente senza gli stessi 'meccanismi di sicurezza' del confronto tra est e ovest».

Gli Usa non stanno a guardare. Il dipartimento di Stato americano ha annunciato di avere inviato “un buon numero di droni” nel territorio per monitorare gli attacchi ai manifestanti da parte delle forze di sicurezza governative.

Non è la prima volta che la marina iraniana punta al Mediterraneo dopo la rivoluzione islamica del 1979. La prima risale al febbraio 2011, agli inizi della primavera araba, quando alcune navi percorsero il canale di Suez  alimentando le tensioni ma senza causare nessun incidente. Il ministro degli Esteri israeliano definì allora il gesto come “una provocazione”. Oggi un'altra "provocazione".

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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