Listening In on Europe

Listening In on Europe

L'editoriale del New York Times rimbrotta i governi europei che si sono indignati per lo scandalo Prism dopo che lo Spiegel ha scoperto che la NSA ha tenuto sotto controllo i loro sistemi informatici. È incoraggiante sapere che il principale quotidiano americano si senta punto nell'ego quando è l'Europa a far la voce grossa agli Usa; ma è altrettanto incoraggiante leggere la richiesta al governo statunitense di regole più severe sulle intercettazioni e quindi di fare più attenzione su chi viene spiato: in gioco ci sono gli accordi commerciali internazionali. E non è roba da poco

Pare che vi sia un po’ di sceneggiata nell’indignazione che Francia, Germania e altri governi europei stanno manifestando da quando l’edizione online dello Spiegel, la rivista tedesca di informazione, ha riferito lo scorso fine settimana che l’Nsa, l’Agenzia per la sicurezza nazionale americana (National Security Agency) aveva spiato gli uffici diplomatici e tenuto sotto controllo i loro sistemi informatici interni.

Spiare gli alleati dà una cattiva impressione e di rado è argomento del quale si discute apertamente, tranne quando, come adesso, alcuni documenti delle agenzie di spionaggio sono fatti pervenire alla stampa. Ma i governi di entrambe le sponde dell’Atlantico (e di pressoché qualsiasi altra regione) di fatto hanno spiato a lungo nello stesso modo alleati e nemici.

È lontana ormai l’epoca in cui, spiegando la decisione presa nel 1929 di chiudere l’ufficio decifrazione codici del Dipartimento di stato, il segretario di stato americano Henry Stimson disse: “I gentiluomini non leggono la posta altrui”. L’Nsa fu creata in gran segreto nel 1952 con l’incarico di intercettare ogni tipo di comunicazione proveniente da fonti straniere con qualsiasi dispositivo di ascolto immaginabile.

L’unico elemento nuovo è la tecnologia informatica che rende economica l’archiviazione e rapida l’analisi delle informazioni, al punto che le agenzie ormai non hanno alcun vincolo tecnico su quante informazioni raccogliere e utilizzare. E ciò rende ancora più importante varare un’assennata politica della restrizione, della quale per altro è assai difficile discutere quando ogni dettaglio è segreto e ignoto all’opinione pubblica.

La maggior parte dei governi europei presumibilmente è da tempo consapevole delle capacità dell’Nsa, ma i comuni cittadini europei ne erano inconsapevoli. Almeno finché lo Spiegel non ha pubblicato questa settimana le cifre relative alle telefonate private, ai messaggi di posta elettronica e ai messaggi di testo che l’Nsa controlla in Europa ogni mese. Nella sola Germania la rivista ha parlato di 500 milioni di intercettazioni in un mese. L’enormità di tali cifre solleva qualche dubbio sul fatto che buona parte delle intercettazioni dell’Nsa non avesse a che fare con la sicurezza nazionale statunitense né con l’intento di sventare operazioni terroristiche.

In conformità alle leggi degli Stati Uniti, l’ascolto da parte dell’Nsa delle comunicazioni dei comuni cittadini europei è legale. In mancanza dell’autorizzazione di un tribunale, però, l’agenzia ha il divieto di spiare i cittadini statunitensi. Neanche le agenzie d’intelligence tedesche sono autorizzate a spiare i tedeschi. Sarebbe pertanto ingenuo presumere che le agenzie d’intelligence alleate non si scambino reciprocamente le informazioni che altrimenti sono loro precluse.

Ecco perché l’indignazione palesata dai politici europei appare del tutto esagerata, come per altro la loro minaccia di sospendere ogni trattativa per l’accordo commerciale transatlantico (scopo della vigilanza dell’Nsa potrebbe essere stato la messa a punto di strategie per tale negoziazione). Qualora si venisse a sapere che anche gli europei hanno cercato di raccogliere alla spicciolata informazioni sulle strategie di negoziazione degli statunitensi non ci sarebbe di sicuro di che stupirsi. Nonostante tutto, arrivare a un accordo sarebbe nell’interesse di tutti.

Un risultato positivo delle recenti rivelazioni potrebbe essere il rafforzamento delle richieste europee di regole più severe sulla raccolta di informazioni riguardanti singoli soggetti da parte delle aziende e dei governi. L’Nsa potrebbe non considerare tali regole come limitanti ai fini delle attività segrete di intercettazione, ma esse potrebbero far sì che l’agenzia sia più attenta e selettiva nelle sue operazioni. Inimicarsi la popolazione di alcuni dei nostri alleati più stretti non è una strategia tanto promettente se si vuole migliorare la sicurezza internazionale.

Traduzione PressEurope

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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