Londra sta peggio di Atene

Londra sta peggio di Atene

"Non esiste una politica di austerità espansiva". Il mantra del Nobel Krugman e di altri economisti continua a rimbalzare inutilmente contro il muro irremovibile dei governi. Ma le politiche di austerità a loro volta continuano a rimbalzare contro la parete dei fatti.

Gli esperti della Troika avrebbe trovato ad Atene un debito di venti miliardi contro gli undici e mezzo ammessi dal premier Samaras. Ma se la voragine greca dopo tre anni è ormai un dato scontato, il caso inglese diventa alquanto interessante, perché la Gran Bretagna non ha nessun problema di collocazione dei titoli di stato con rendimenti pressoché identici a quelli della Germania.

Eppure sul rapporto Deficit/Pil, secondo le stime di Morgan Stanley, dovrebbe essere il peggiore di tutta Europa toccando il 7,8 per cento: un punto e mezzo più della derelitta Atene, due punti abbondanti oltre quelli della Spagna. Già, perché le politiche dei conservatori hanno garantito a Londra una permanenza nella crisi ormai più lunga di quella del 1929.

Per loro fortuna non sono soggetti alla BCE e dei cambi fissi dell'Euro, altrimenti sarebbero anche loro in mutande.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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