Sesso e droga nel Dipartimento di Stato di Hillary Clinton [VIDEO]

Sesso e droga nel Dipartimento di Stato di Hillary Clinton [VIDEO]

Non c'è pace per Obama. Stavolta lo scandalo riguarda il Dipartimento di Stato presieduto da Hillary Clinton: alcuni esponenti del corpo diplomatico di stanza a Baghdad sono stati accusati di "comportamenti illegali e inadeguati" a sfondo sessuale e legato alla droga. Il network americano Cbs è venuto in possesso del meme di un funzionario della sicurezza del Dipartimento di Stato, nel quale riporta che diverse indagini "sono state influenzate, manipolate o semplicemente annullate".

Come se già non bastavano le grane sulle intercettazioni telefoniche abusive della Nsa, la scoperta del progetto Prism che tiene sotto controllo tutte le attività online degli utenti stranieri - e la relativa intervista del Guardian alla talpa Edward Snowden -, per il presidente degli Stati Uniti non è affatto un periodo felice.

Con questo nuovo scandalo la Clinton si è giocata buona parte della sua reputazione e la possibilità di candidarsi alla Casa Bianca nel 2016. Il documento in mano alla Cbs cita otto esempi di come il servizio di sicurezza del Dipartimento di Stato, incaricato di proteggere il segretario di Stato e gli ambasciatori americani all’estero, abbia insabbiato o manipolato decine di indagini in cui si sospetta che alcuni degli oltre 70mila dipendenti del DdS hanno avuto condotte disdicevoli. Si parla di aggressioni sessuali ai danni di cittadini stranieri assunti come custodi dell’ambasciata di Beirut; “ingaggio di prostitute durante viaggi istituzionali” da membri della sicurezza di Hillary Clinton, e di comportamenti “endemici” - continua il memorandum.

Nel documento si legge anche di un traffico di droga presso l'ambasciata di Baghdad che riforniva i consulenti del servizio di sicurezza del Dipartimento di Stato e un ambasciatore "che ricopriva un incarico molto sensibile" e "sospettato di essere cliente abituale di prostitute in un parco pubblico". Quest'ultima indagine, si legge nel documento, fu addirittura bloccata dal servizio di sicurezza.

Intervistata dalla Cbs, l'ex ispettore del Dipartimento di Stato Aurelia Fedenisn afferma che: «Eravamo molto turbati, perché ci aspettavamo delle pressioni, ma il grado di queste pressioni fu molto forte e diventò davvero inquietante», e conferma che in molti casi le fu impedito di indagare «pienamente, correttamente e accuratamente». Nel suo lavoro la Fedenisn si è trovata di fronte «a diversi comportamenti criminali che in realtà non sono mai diventati dei casi». A volte degli alti funzionari del Dipartimento di Stato le chiedevano semplicemente di fare «marcia indietro».

Il Dipartimento di Stato ha fatto sapere alla Cbs che «non rilascerà dichiarazioni su specifiche accuse di cattiva condotta, investigazioni interne o questioni inerenti il personale. Non tutte le accuse sono comprovate. Va da sé che il Dipartimento non giustifica alcuna interferenza con le indagini da parte di qualsiasi suo dipendente».

Qui sotto il servizio della Cbs andato in onda ieri

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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