Conventio ad excludendum

Conventio ad excludendum

Chissà quante altre sberle dovrà prendere la sinistra europea prima di capire che se continua così non c'è davvero motivo di votarla. L'ultimo ceffone - antipasto di quello più corposo di domenica prossima - arriva dalla Baviera dove i cristiano-sociali hanno anticipato di un mese l'Oktoberfest asfaltando socialdemocratici e verdi e conquistando la maggioranza assoluta in una delle regioni più ricche e potenti della Germania.

Che dalle parti dell'Allianz Arena non hanno mai ottenuto granché lo sanno anche i muri. Chissà poi perché avrebbero dovuto essere votati adesso: hanno appoggiato ogni scelta del governo durante la crisi che hanno scaricato sul groppone degli altri europei, hanno continuamente ribadito la conventio ad excludendum nei confronti della Linke - con i cui voti avrebbero potuto guidare la Germania già da due elezioni - e sono già pronti a riallearsi con la Merkel nel nome di quelle larghe intese che hanno fatto scuola anche da noi.

Sì, certo, in questa corsa all'estinzione noi siamo largamente in testa sui tedeschi: invece di allearsi con i democristiani, la nostra sinistra li ha già messi al suo comando. E però siamo tutti più contenti delle larghe intese, no?

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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