Minzolini fuori dal TG1

Minzolini fuori dal TG1

Augusto Minzolini il 6 dicembre è stato rinviato a giudizio per peculato per la storia che riguarda l’utilizzo improprio di una carta di credito della Rai. Il Cda della tv pubblica avrebbe intenzione di affidare la direzione ad interim del Tg1 a Alberto Maccari, attuale direttore della Testata Giornalistica Regionale ma prossimo alla pensione (il 31 gennaio 2012), o all’attuale vicedirettore del Tg1 Fabrizio Ferrigni.


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Martedì 13 dicembre il Cda della Rai si riunirà in seduta straordinaria, e tra gli ordini del giorno ce ne sarebbe uno che parla di “esiti dell’udienza preliminare della vicenda del direttore del Tg1, provvedimenti di nomina correlati, varie ed eventuali”.

La Rai, alla notizia del rinvio a giudizio di Monzolini, aveva affidato ad un comunicato la sua posizione: «Rai si costituirà parte civile entro il termine di decadenza previsto dalla legge, che e' quello dell'udienza dibattimentale fissata per il prossimo 8 marzo, per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale».

Fino a qualche settimana fa, a prescindere dall'esito del giudizio sul peculato, Minzolini era quasi inamovibile dal suo posto da direttore della testata giornalistica Rai, oggi invece pare che la sua poltrona non sia così sicura, anzi sempre più voci lo danno fuori dalla Rai.

Ma la fuoriuscita di Minzo dalla Rai non è fattibile. Innanzitutto perché lo vieta l'art. 3 legge 97/2001 - «l'amministrazione di appartenenza lo trasferisce ad un ufficio diverso da quello in cui prestava servizio al momento del fatto, con attribuzione di funzioni corrispondenti, per inquadramento, mansioni e prospettive di carriera, a quelle svolte in precedenza» - e secondariamente perché l'interim a Maccari o Ferrigni non è ben visto dalla minoranza del consiglio di amministrazione Rai.
Rizzo Nervo del Pd: «L'individuazione di un interim per oltre 40 giorni, peraltro attraverso la violazione della normativa Rai che vieta la proroga in servizio dei dipendenti che hanno maturato il pensionamento, contraddice qualsiasi principio di buona amministrazione aziendale e rischia di essere una confessione di impotenza».
De Laurentiis dell'Udc: «Il Tg1, però, non ha bisogno certo di provvisorietà, ma di un direttore autorevole, stabile e con un ampio progetto editoriale».

Intanto Paolo Garimberti, presidente del Cda, mette subito i paletti: «O martedì il Consiglio riesce a mandare via Minzolini o sono pronto a dimettermi, ritengo incompatibile la mia presenza alla Rai se Minzolini dovesse mai rimanere al suo posto per le divisioni e le polemiche nel Cda».

Pertanto rimangono poche le possibilità che Minzo resti alla guida del Tg1. Si fanno invece più accreditate le voci secondo le quali possa essere trasferito in una delle 14 sedi Rai all'estero a parità di stipendio e di carriera.

Comunque vada a finire, il Cda di martedì dovrà dare esito ad una delle più annose questioni procedurali che la Rai abbia intrapreso negli ultimi anni, e dovrà definitivamente decidere il dislocamento di Minzo ad altro incarico.
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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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