Perché ricostruire la Città della Scienza

Perché ricostruire la Città della Scienza

I Science Center riqualificano i quartieri rilanciando l'economia locale e l'interesse per la cultura. Mentre a Napoli si lavora per la ricostruzione e per l'identificazione degli autori del gesto doloso la città di Trento si prepara all'apertura il 27 luglio prossimo di un grande  centro scientifico, il Muse

Le immagini delle riprese dall'alto parlano chiaramente: non è rimasto che cenere. Del tentativo di recuperare il territorio di Bagnoli,  meglio conosciuto come "il porto della Camorra", non è rimasto che cenere. In una delle città italiane con il più alto tasso di  dispersione scolastica è avvenuto un vero attentato alla cultura, aggravato dalla scomparsa della telecamera posizionata appena fuori dal capannone che avrebbe potuto filmare i colpevoli in azione. I fili penzolanti sono la firma del gesto, chiaramente doloso. Ma chi può volere tanto male a Napoli? Che si sia trattato del gesto di un folle è ormai da escludersi. Il sindaco, ex magistrato,  Luigi De Magistris non ha dubbi: l'incendio è opera della criminalità organizzata. La città adesso deve rispondere, deve reagire, deve continuare il suo cammino di emancipazione da chi non vuole vederla fiorire. Napoli ha bisogno del suo Science Center, ora più che mai.

Il professor Vittorio Silvestrini, presidente della Città della Scienza, in merito al dibattito che si è aperto sulla ricostruzione della struttura, nell’esprimere il suo stupore e la preoccupazione che l’incendio raggiunga il suo scopo – cancellare Città della Scienza e il suo Science Centre da Coroglio – chiarisce che Città della Scienza è organicamente inserita nel PUA di Bagnoli, come da approvazione del Consiglio Comunale, senza condizioni transitorie o ostative.

La ricostruzione si farà.  È un investimento essenziale. Cosa sarebbe di Napoli senza la Città dela Scienza? È ormai constatato che I Science center rilanciano i centri urbani, agendo da "incubatori di innovazione" per le imprese locali, attraggono  studenti di tutte le età  e appassionati  di materie scientifiche.

Numerose città europee hanno puntato sull' amore per la scienza per riqualificare i propri  quartieri a rischio, migliorando la qualità del tessuto sociale e l'economia locale.  L'Europa ce ne fornisce numerosi esempi felici. A Parigi la "Cité des Sciences e de l'industrie" dagli anni  ottanta  ospita  esposizioni permanenti  e non sui grandi temi della scienza, sale da concerto e aule destinate ad attività creative. Avviene così anche a Lisbona dove il "Pavilhao do conhecimento - Ciencia Viva" dal 1999 ad oggi attrae ogni anno circa  300mila visitatori. Lo stesso avviene ad Amsterdam che nel 2000 ha aperto il suo "Nemo" rilanciando il quartiere della stazione centrale grazie all’avveniristica costruzione a forma di nave realizzata da Renzo Piano. Wolfsburg vanta con il "Phaeno" una delle strutturee più antiche e pregevoli del vecchio continente, attivo già dal 1923. Riconoscibile per la  tipica forma ad astronave  e definito: “uno dei dodici edifici moderni più importanti del mondo”.

In attesa della ricostruzione del Science Center di Napoli, anche Trento si prepara all'apertura di un grande  centro scientifico, il Muse, progettato da Renzo Piano. Si tratta di una costruzione imponente. Il Museo delle Scienze che darà lustro al quartiere Le Albere , infatti, misurerà 12mila metri quadrati e sarà arricchito da un altro polo multifunzionale per concerti e attività teatrali attivo a partire dal 2015.  L'apertura è prevista il prossimo 27 luglio.

About the Author

Il cinema, poi io e infine Bianchina

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector