L’uomo dietro lo shutdown americano

L’uomo dietro lo shutdown americano

Da quindici giorni in shutdown e a due dal default, solo un giovane 31enne in questo momento è felice della situazione statunitense. Il suo nome è Michael Needham, Ceo della conservatrice Heritage Action for America, e sta creando il panico nella Washington lacerata dalle divisioni dei Good Ol’ Boys repubblicani.

Grazie alle pressioni esercitate attraverso una campagna di spot TV e mobilitazione della base repubblicana, la Heritage Action for America, una delle più potenti lobby statunitensi, ha contribuito a far diventare maggioritaria la linea dura del Tea Party. Michael Needham guida la Heritage senza concedere nulla ai moderati e senza tentennamenti sulla riforma sanitaria di Obama, anche a costo del default. Lo dice chiaramente in un'intervista al Wall Street Journal: «Ma questa battaglia non sta costando cara ai repubblicani?», alludendo ai sondaggi che danno il GOP al 28 per cento. La risposta è inequivocabile: «Da mesi parliamo solo di Obamacare, se non avessimo fatto pressione staremmo discutendo dell’agenda democratica». Sulla riforma sanitaria Needham non ha dubbi: «Obamacare significherà la fine del sistema americano di libero mercato sanitario e quindi qualsiasi piano che la fermi è un buon piano». Nessun arretramento quindi, per cui la maggioranza guidata da John Boehner alla Camera non approverà una legge di bilancio e la spesa pubblica rimarrà congelata.

Il think-tank che produce una parte consistente del pensiero conservatore americano è una costola della Heritage Foundation, e a guidarla c'è il giovane newyorchese senza remore. Grazie alla sentenza Citizens United, la Corte Suprema ha consentito ad organizzazioni indipendenti di raccogliere fondi illimitati e anonimi per spenderli in favore o contro un candidato. Da quel giorno è stato un fiorire, soprattutto a destra, di SuperPac (così si chiamano i comitati di raccolta fondi) e anche la Heritage si è dotata della più importante macchina da guerra che vede tra i primi finanziatori i fratelli Koch (proprietari delle Koch Industries, la seconda azienda privata più grande degli Stati Uniti), miliardari divenuti famosi per essere stati il portafogli della rivolta del Tea Party nel 2010.

Non far passare l'Obamacare è la linea di Heritage Action e il lavoro di Michael Needham, anche a costo di affossare i repubblicani e soprattutto il paese. Del resto Heritage è un’istituzione indipendente, non un partito, e la sua agenda è far avanzare i valori conservatori, non far vincer i repubblicani. O perlomeno vincere dopo aver preso il potere nel partito. Di questo passo Heritage diventerà una macchina di propaganda senza autorevolezza, ma non importa. Lo scopo è vincere a tutti i costi.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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