Il peggior Nobel per la Pace

Il peggior Nobel per la Pace

La motivazione del Nobel per la Pace all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac in italiano, Opcw in inglese) è esplicita: è un Nobel per la Siria, un investimento sul futuro come per Obama nel 2009. La guerra siriana è diventata la più grande minaccia alla pace su scala mondiale, e la questione delle armi chimiche è diventata fondamentale per la comunità internazionale. L'attacco americano alla Siria è stato evitato grazie alla firma di Bashar al-Assad alla Convenzione delle armi chimiche patrocinata dalla Russia col placet statunitense. L'ipotesi oramai possibilista di un accordo politico internazionale che ponga fine al profilarsi delle armi chimiche - e porre quindi fine definitivamente alla guerra in Siria - è legata esplicitamente a quella Convenzione, e sarà proprio il Nobel 2013 a vigilare che ciò accada.

Per quanto riguarda il Nobel per la Pace, si sa che il comitato vaglia tutte le proposte che arrivano dal mondo per poi scegliere in autonomia (o quasi) il vincitore. Scorrendo la lista dei nominati di questi 112 anni di premio, se ne trovano alcuni veramente paradossali, mentre in qualche caso si poteva fare uno sforzo in più.

• Vladimir Putin. Pro: Putin si è adoperato alla rimozione delle armi chimiche - fornite dal Cremlino - in mano al dittatore siriano Bashar al-Assad. Contro: la repressione contro gayoppositori politici, alle Pussy Riot e, ciliegina sulla torta, ha negato l'esistenza della guerra in Cecenia fino al bagno di sangue di Beslan, nel 2004.

• Stanley "Tookie" Williams. I fans di Williams pensavano che bastava scrivere qualche best seller per fargli vincere il Nobel per la Pace. Se solo non avesse fondato a Los Angeles la gang dei Crips, se solo non avesse falciato tre immigrati taiwanesi e un veterinario dell'esercito, se solo non avesse commesso 1.979 rapine, e soprattutto se nel 2005 non fosse nel braccio della morte di San Quintino, probabilmente il suo attivismo a favore della non-violenza e contro le gang - e i suoi libri per tenere i ragazzi lontano dal crimine - gli avrebbero fatto vincere il Nobel del 2001. D'altra parte per il Premio alle intenzioni bisognava ancora attendere otto anni e un presidente nero.

• Adolf Hitler. Il testo della nomination del 1939 ad Adolf Hitler designato dal membro del Parlamento svedese Erik Gottfrid Christian Brandt recitava così:

Per il comitato norvegese del Nobel. Il sottoscritto si permette di suggerire rispettosamente che il Premio Nobel per la Pace per il 1939 sia assegnato al Cancelliere del Reich e Führer Adolf Hitler, il quale, secondo l'opinione di milioni di persone, più di qualsiasi altro uomo al mondo è meritevole di questo premio prestigioso. Nel 1938 si è autenticamente documentato che la pace nel mondo era in grande pericolo, mancavano poche ore allo scoppio di una grande guerra europea. L'individuo che in questa situazione di pericolo ha salvato il nostro continente dal disastro orribile è stato senza dubbio in primo luogo un grande leader del popolo tedesco, che nel momento cruciale ha volontariamente evitato di lasciare esplodere la mina, anche se non aveva il potere di evitare la guerra mondiale.

Nella pagina del Comitato per il Nobel non c'è però scritto che Brandt aveva nominato Hitler per protestare contro la nomina a Primo Ministro inglese del "maestro dell'appeasement" Neville Chamberlain. Dimenticanze.

• Fidel Castro. Pensare che El Jefe meritasse il Premio per la Pace 2001 secondo le referenze del parlamentare svedese Hallgeir Langeland, è come dire che eliminare la libertà di stampa e di riunione prevista dalla legge cubana, radunare i gay nei campi di concentramento e terrorizzare i dissidenti con i Comitati di Difesa della Rivoluzione, sono imprese di poco conto rispetto agli sforzi fatti da Castro per aiutare le nazioni in via di sviluppo, anche se spesso in cambio di petrolio a prezzi agevolati.

• Joseph Stalin. Ci credereste che l'ideatore dei gulag, l'architetto delle grandi purghe, è stato nominato due volte - nel 1945 e nel 1948 - per gli sforzi nel porre fine alla seconda guerra mondiale? Sono cose che noi umani non potremo mai immaginare capire.

• Hugo Chávez. Non importa se con la sua rivoluzione bolivariana ha perseguito gli oppositori politici ed ha soppresso la libertà di parola; non importa nemmeno che Human Rights Watch nel 2012 ha dichiarato che «i rischi per i magistrati, i giornalisti e i difensori dei diritti umani sono maggiori di quanto siano mai stati sotto Chávez». El Comandante, l'uomo la cui gloria è osannata dal popolo venezuelano, avrebbe fatto di tutto per vincere il Premio per la Pace 2005.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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