Il discorso di Obama sullo stato dell’Unione

Il discorso di Obama sullo stato dell’Unione

Nel suo tradizionale discorso a Camere riunite e in diretta tv, Barack Obama ha parlato del 2014 come l'anno della svolta e ha lanciato la battaglia alla disuguaglianza sociale. Basta con la lotta ai ricchi (che non funziona), ora sostegno ai poveri.

La svolta. Il presidente americano si è detto pronto ad agire da solo, anche senza passare attraverso l'iter legislativo del Congresso, per aiutare le famiglie americane. E comincia subito alzando il salario minimo dei dipendenti federali, scrive Federico Rampini su Repubblica. Mentre Riotta, sulla Stampa, titola: "Un'agenda liberal per il paese, ma c'è molto populismo".

Grandi classici. Obama ha toccato punti noti del suo programma che però in questi anni non è riuscito ancora a realizzare: limiti alle emissioni di CO2 per controllare i cambiamenti climatici, la chiusura del carcere di Guantanamo, uso limitato dei droni e riduzione dell'attività di spionaggio dell'Nsa.

Opinioni. Ted Cruz - politico di punta del Tea Party - sul WSJ dice che l'Amministrazione è illegale perché abusa del potere esecutivo e «il presidente che può scegliere quali leggi rispettare e quali ignorare non è più il presidente». Forse esagera, ma funziona, perché c'è tutta un'America là fuori che rabbrividsce quando sente aria di sbilanciamento dei poteri.

Letture. I discorsi storicamente non spostano poi molto, dice un’indagine Gallup.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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