Odio!

Berlusconi ferito

Leggendo i giornali di oggi il minimo comune denominatore è uno solo: Berlusconi è stato aggredito dal clima di odio nel Paese.

Il Giornale apre per tre quarti con una foto di Berlusconi insanguinato, e il titolo è "Violenza costituzionale". Nel sottotitolo della prima si legge "L'assalitore è un pazzo, ma i mandanti morali sono noti. E anche certi politici del centrodestra... Di Pietro è contento: «è lui che istiga». Bossi: «È un atto terroristico»". All'interno l'articolo di Sallusti ha il primo passaggio molto interessante: "Berlusconi il dittatore, il fascista, il tiranno, il monarca assoluto da abbattere a qualsiasi costo. Parole di Antonio Di Pietro, e non soltanto sue. Il fronte dell'odio anti Cavaliere ha incassato il primo risultato."
Il Tempo invece la foto la propone per metà, ma titola "Siamo arrivati a questo" e prosegue nel sottotitolo con "Il clima di odio verso Berlusconi produce effetti devastanti". L'articolo della Rondinelli ha dei passaggi a dir poco surreali: "Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla, fa un cenno della mano per dire «sto bene». Si guarda intorno per qualche istante mentre i suoi uomini lo guidano verso la macchina. La gente è incredula per quanto è appena successo. Qualcuno scoppia anche a piangere urlando «presidente resisti»."
Il Resto del Carlino invece è più pacato titolando la foto di mezza pagina "Il tempo dell'odio", ma il commento di Franco Cangini - È quasi peggio di un attentato - è perfetto per l'occasione: "Per compiere un attentato basta una cellula terroristica, o il gesto solitario di un fanatico. Ma l'aggressione subita ieri da Berlusconi a Milano è  la conseguenza della campagna di odio che minaccia la pace civile degli italiani. Tra le invettive di Di Pietro contro questo governo fascista, il comitato di liberazione nazionale da Berlusconi auspicato dal mite Casini, le mille piazze mobilitate da Bersani, e il ricorso alla critica delle armi non è che un passo."
L'editoriale di PG Battista sul Corsera, Un clima avvelenato, ha anch'esso un passaggio molto cruento: "Il linguaggio improntato all'odio può sfociare in gesti non privi di retroterra". Il Ministro Matteoli sul Messaggero dice che «L'antiberlusconismo viscerale che ha caratterizzato l'azione di qualche avversario politico di Berlusconi poi porta a gesti inconsulti e di violenza. Il clima di odio che vive il Paese carica la mano a qualche sciagurato che fa quei gesti». Giampaolo Pansa in un'intervista al Corriere risponde «Mi aspetto che adesso si usino le bombe, i proiettili per togliere di mezzo i politici che non ci piacciono più. Oggi hanno aggredito Berlusconi. Domani può accadere a Fini, Bersani, allo stesso Di Pietro. Speriamo di no, ovviamente...». Ovviamente...

Questa breve carrellata solo per farvi notare che il clima d'odio che vive il Paese è stato strumentalizzato dalle testate giornalistiche e dai suoi scribi. Analizzando meglio questo clima del terrore, la cosa che salta all'occhio è che solo i giornali o i giornalisti di destra - compresi naturalmente i loro politici - pensano al nostro Paese come ad uno stato sotto assedio. È assolutamente vero che alcuni politici di sinistra hanno fatto dichiarazioni allarmanti ("istiga alla violenza" Di Pietro, e "non faccia la vittima" la Bindi), ma è altrettanto vero, anzi forse di più, che proprio i giornali vicini a Berlusconi e i giornalisti che si rispecchiano meglio nella politica berlusconiana, sono stati i primi a parlare di odio verso il premier quando è stato esattamente il contrario per quasi due anni.

Questi faccendieri scribacchini, ricordando le parole di Di Pietro e della Bindi, avrebbero fatto bene anche a ricordarsi che il presidente del Consiglio sono due anni che attacca tutte le massime cariche della Repubblica: il Presidente Napolitano perché non mantiene le promesse, la Corte Costituzionale perché ha rigettato il lodo Alfano, la Magistratura perché indaga nei suoi confronti e i giudici perché politicizzati. Ora, quando la prima carica dell'esecutivo sputtana (mi adeguo ai loro termini) la Carta Costituzionale la quale ha giurato di obbedire, quando offende gli organi della Consulta chiamandoli giudici di sinistra, quando ripetutamente afferma che il Presidente della Repubblica non è il garante della Costituzione ma solo un ex comunista (che sarà mai!), quando pubblicamente dice che i giudici sono strumentalizzati dalla sinistra e quando afferma ripetutamente che la legge non  uguale per tutti, io, da spettatore, forse, un pensierino su chi ha creato questo clima di odio me lo farei. Guardando non solo a sinistra, ma soprattutto a destra magari.

Mi ha fatto sorridere l'inizio dell'articolo della Rondinelli sul Tempo: "Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla, fa un cenno della mano per dire «sto bene»". Ecco, io vorrei sapere dove ha visto queste immagini la Rondinelli, perché in nessun filmato si vede Berlusconi che esce dalla macchina per rassicurare la folla, si vede solamente un Berlusconi che esce dalla macchina per farsi riprendere tutto insanguinato dalle telecamere. Sarà che la partigianeria di qualche giornalista è disarmante, sarà perché fino a ieri questo clima d'odio veniva solo scritto senza essere percepito dalla gente, almeno io non lo percepivo, sarà probabilmente che il Governo era in rotta viste le continue prese di posizioni dei suoi luogotenenti. Saranno state decine di situazioni diverse che hanno portato ad un clima di paura e di odio adesso, non prima dell'attentato a Berlusconi.

Un pensiero che mi frulla da stamattina. Da settimane i giornali di destra parlano di antiberlusconismo per via del No-B Day e del Mille piazze del Pd, che, per inciso, sono state tra le manifestazioni più pacifiche mai registrate nel nostro Paese; da mesi i politici di destra dicono di avere un libretto con i nomi dei programmi e dei conduttori anti-Berlusconi; da mesi si va avanti in Parlamento solo con decreti legge e con la fiducia; gli scontri tra Berlusconi e Fini in questo ultimo periodo si sono acuiti ulteriormente; anche i giornali esteri parlano male di Berlusconi e dei suoi problemi con la giustizia; Spatuzza che accusa Berlusconi di essere mafioso; l'altro giorno Berlusconi in un vertice europeo ha attaccato la Magistratura e la Costituzione senza nessun motivo plausibile. E infine ieri, durante il comizio a Milano, Berlusconi ha detto che i consensi al suo Governo sono al 55 per cento, e se non ricordo male - e posso anche sbagliarmi  - qualche mese fa erano ben oltre il 60 per cento, quindi nettamente in calo. A questo punto la domanda che mi pongo è la seguente: e se per esempio Berlusconi non fosse la vittima ma il colpevole?

[Update: pare che le parole della Bindi siano state: "Sia ben chiaro, questa intervista deve aprirsi con la solidarietà a Berlusconi e con la condanna del gesto. Resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima. Questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta però sono spiegabili". Quindi il significato prende una piega completamente diversa se letta in tutto il contesto, e non è la sola non faccia la vittima che prende ma la frase nella sua interezza che è a mio parere condivisibile.]

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

3 Comments
  1. 15 dicembre 2009 at 10:22
    Reply

    Il brutto è che molti italiani ci crederanno. In Internet ci bazzicano per lo più i giovani e guarda caso i sondaggi tra i giovani danno Silvio in caduta libera.

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