Il primo sì di Londra alle nozze gay

Il primo sì di Londra alle nozze gay

400 voti a favore e 175 contro. Così si è espressa in merito al «Marriage Bill» la Camera dei Comuni del Regno Unito, con ben 225 voti di maggioranza. Una vittoria schiacciante, incoraggiata probabilmente dal voto di sabato a Parigi dove il matrimonio gay è già legge.

Passa così il primo step il «Marriage Bill», fortemente voluto da David Cameron, grazie al quale persone dello stesso sesso potranno unirsi in matrimonio in Inghilterra e in Galles e godere di tutti i diritti previsti per le coppie etero. La legge era stata presentata a gennaio e ha dato esito positivo questa settimana quando è stata votata in seconda lettura dalla Camera dei Comuni (si sa che la prima lettura è solo un passaggio formale). Terza tappa è l'esame della commissione ed infine l'approvazione dell'alta camera britannica, la Camera dei Lord. il cui consenso permetterà l'ultima definitiva votazione per la Camera dei comuni.

Mentre Laburisti e Liberali si dicono favorevoli ai matrimoni omosessuali, i Tory restano divisi. A spingere maggiormente per il cambiamento è il premier conservatore David Cameron che ritiene che l’equiparazione di coppie etero e omo renda «più forte la nostra società» nonché rafforzi la stessa istituzione del matrimonio.

Allo stesso modo la parlamentare Caroline Lucas ha dichiarato durante una manifestazione a sostegno della legge: “C'è ancora molta strada da fare. Cambiare la mentalità e i valori delle persone richiede tempo. A volte bisogna prima cambiare le leggi. Ma credo che tra qualche anno la gente guarderà indietro con occhi diversi”.

Questa forma discriminante che non permette a tutti i cittadini di essere uguali di fronte alla legge in realtà fa semplicemente distinzioni tra esseri umani che allo stesso modo si amano e che si considerano già intimamente legati al di la degli aspetti legali o sociali che questa unione comporta. La società moderna ha più che mai bisogno di scrollarsi di dosso una volta per tutte i pregiudizi che non ci permettono di vedere il lato affettivo della questione. La profondità dei sentimenti della maggior parte di queste coppie è in realtà il vero perno su cui si dovrebbe basare un matrimonio ed è un controsenso continuare a negarglielo. Infondo si tratta di un sentimento comune a quanti vivono l'amore come un impegno nei confronti dell'altra persona, una scelta di vita assolutamente slegata dalla differenziazione dei generi sessuali.

Anche se il percorso verso questo grado di civiltà in realtà è ancora lungo, disapprovato dalla Chiesa Anglicana quanto da quella Cattolica che continueranno a ritenere questa pratica "illegale", potrebbe non esserlo per tutte le confessioni religiose.

Tra le proposte di Cameron vi è infatti quella di mettere in condizione di poter celebrare i matrimoni gay a tutte le organizzazioni religiose che vorranno farlo.

La Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa di Scozia confermano il loro disappunto, allungando il distacco dal cuore di migliaia di sudditi di Sua Maestà. Infatti, secondo un sondaggio lanciato preventivamente da Cameron tra marzo e giugno scorso oltre il 53% degli intervistati si dice favorevole o indifferente.

Sono moltissimi i paesi europei in cui le coppie gay sono perfettamente integrate: in Islanda, in alcuni Stati USA (Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland e Washington Dc), in Canada, in Sudafrica, in Argentina, in Spagna, in Portogallo e in Messico. In Olanda le unioni gay sono realtà già dal 2001. In Belgio il matrimonio omosessuale è in vigore dal 2003 e le adozioni gay dal 2006. La Norvegia lo è dal 2009 così come la Svezia dove l'adozione da parte di coppie omo era già legale nel 2003. In Francia l’Assemblea Nazionale ha appena votato il primo articolo della legge che definisce il matrimonio come «contratto tra due persone di sesso diverso o del medesimo», ma l’iter parlamentare non è ancora concluso.

E mentre l'Europa ed il Mondo rispolverano il coraggio di combattere e vincere battaglie in nome dei diritti umani La situazione in Italia rimane stagnante. Non esiste, infatti, nessuna legislazione né per i matrimoni gay né per le coppie di fatto (etero o omo che siano). Alcune regioni tra cui Calabria, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, hanno approvato degli statuti favorevoli ad una legge sulle unioni civili anche omosessuali, e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha istituito un registro delle unioni civili in cui la metà delle prenotazioni riguarda coppie gay.

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Il cinema, poi io e infine Bianchina

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