Patricia Cornwell e il finanziamento a sua insaputa

Patricia Cornwell e il finanziamento a sua insaputa

Si sta per chiudere, finalmente, una causa milionaria iniziata nel 2009. La celebre giallista Patricia Cornwell, che di solito i casi li fa risolvere al suo personaggio immaginario Kay Scarpetta, medico legale Virginiano, ha ottenuto la condanna di Evan Snapper e dello studio di consulenza incaricato di gestire il suo patrimonio - l'Anchin, Block & Anchin LLP di New York - per la cifra record di 50,9 milioni di dollari.

La storia è questa: improvvisamente i conti alla Cornwell non tornavano più; decine di milioni di dollari si erano eclissati in soli quattro anni, decisamente più soldi in meno tempo di quello che avrebbe potuto consumare l'autrice per le sue  "spesucce".

Il tribunale Federale di Boston le ha riconosciuto diversi abusi denunciati dai legali della scrittrice: sembrerebbe che lo studio abbia approfittato della fragilità mentale della donna che da anni soffre di disturbi cronici (depressione, anoressia e personalità bipolare) per arrogarsi il diritto di intraprendere finanziamenti arbitrari molti dei quali naufragati, altri azzardati e altri ancora discutibili come il finanziamento elettorale irregolare alla campagna di Hillary Clinton per le primarie democratiche del 2008. Quest'ultimo tramite l’acquisto per 50mila dollari di biglietti per un concerto di fundraising di Elton John.

La Anchin, Block & Anchin si faceva pagare dall'autrice 40.000 dollari al mese per gestire le sue finanze, senza però dire che aveva ottenuto prestiti a suo nome per milioni di dollari, acquisito mutui per proprietà immobiliari e acquistato un elicottero.

La compagnia deve aver gongolato a lungo nell'amministrare con tanta insolenza il patrimonio dell'erede di Harriet Beecher Stowe, l’autrice del famoso romanzo abolizionista “La Capanna dello Zio Tom”, ma adesso la Anchin, Block & Anchin è stata giudicata colpevole e dovrà versare il risarcimento record di 50,9 milioni di dollari (pari a quasi 38 milioni di euro). La sentenza non è ancora definitiva perché il giudice potrebbe ancora decidere di aumentare la cifra fino al triplo del totale.

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Il cinema, poi io e infine Bianchina

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