La guerra è un inferno

La guerra è un inferno

"È facile: vanno più lenti, miri più vicino".

Uso la battuta del mitragliere pazzo di Full Metal Jacket mentre sparava su donne e bambini, per giustificare l’aggiungersi di queste righe alle tante che stanno prendendo di mira il PD dopo il caso Cancellieri. Perché è vero che si spara sulla Croce Rossa, ma chiedersi se ci fanno o ci sono è ormai improcrastinabile.

Proprio per la ragione adottata da Letta: siamo l’unico partito rimasto in Italia, l’unico dove sia possibile esercitare la normale dialettica politica. Quindi dovremmo fare di tutto per propagandare il metodo. Ma dopo oggi, come faremo a criticare i metodi a 5 stelle. Gli interventi fulminatori di Grillo sui dissenzienti. Come farà Sartori ad invocare l’espulsione dal Parlamento di chi rinnega la libertà di mandato? Come spiegheremo agli elettori le dichiarazioni di voto in cui si dice, sostanzialmente, che il ministro fa un po’ schifo e vorremmo che se ne andasse, ma siccome ad altri fa ancora più schifo noi la difendiamo.

Con che faccia i candidati alla segreteria parleranno al popolo delle primarie, dopo aver fatto il contrario di quello affermato fino al giorno prima. Che credibilità possono più avere? La guerra è un inferno.

«Si parla tanto della questione se il segretario del Pd può fare anche il premier, ma oggi si è visto che la cosa funziona al contrario. Nel Pd di adesso è il premier che fa anche il segretario»

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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