Francesco Pinna, la sua morte è la punizione di Dio a Jovanotti

Francesco Pinna, la sua morte è la punizione di Dio a Jovanotti

La mamma degli imbecilli è sempre incinta. La mamma in questione è quella di Bruno Volpe, fondatore nonché direttore di Ponitifex, il sito cattolico che ha creato l'ordine settaro degli imbecilli.

Nel suo ultimo post, Volpi dice che la disgrazia di Trieste, quella del ventenne Francesco Pinna morto sotto l'ammasso dei tralicci mentre montava il palco di Jovanotti, è opera di Dio. E lo spiega in questo modo:

Fiorello si esibì con il suo penoso "salvalavita Beghelli", alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente...

Per cui, secondo Volpe, la morte di un innocente è la punizione di Dio a Jovanotti per aver incoraggiato "via etere il libertinaggio sessuale". Non è minimamente passato per la testa al povero Volpi che il profilattico ha salvato e continua a salvare milioni di vite. No! E' "libertinaggio sessuale".

Ma chi è Bruno Volpe?

Bruno Volpe è un avvocato che fino a qualche anno fa lo si vedeva in qualche comparsata nei talk show pomeridiani nella veste di criminologo. Ultimamente invece si sente parlare di lui, oltre che su Pontifex, per alcuni dubbi fatti di cronaca.

Alcuni mesi fa, a Bari, è stato arrestato un quarantanovenne per stalking. Una pattuglia di carabinieri l’aveva colto in flagrante mentre si trovava sotto casa di una donna, intento a scrivere frasi ingiuriose sul muro e croci sul citofono con lo spray. L'uomo si era invaghito di una giovane di 26 anni, ma date le continue avances non risposte, erano iniziate delle vere e proprie persecuzioni nei confronti della ragazza fino a raggiungere lo stalking. I due si sarebbero così conosciuti l'anno prima in quanto consulente legale dell’azienda nella quale la vittima lavorava. L’uomo era arrivato a lasciare il fegato di un animale vicino al citofono della casa di lei, e alla fine, la giovane, ha dovuto abbandonare il lavoro per un forte stress a causa delle ripetute molestie.

La Gazzetta del Mezzogiorno, l’edizione barese di Repubblica e il Corriere del Mezzogiorno riportano solo le iniziali (B.V.), l’età (49 anni), la professione (presumibilmente un avvocato) e la residenza nel quartiere Murat di Bari. Tutti dati che fanno pensare proprio a Bruno Volpe, l'integerrimo direttore di Pontifex.

Dal sito non arrivarono conferme né smentite, stranamente l’ultimo articolo firmato da Volpe risaliva al 30 luglio, giorno precedente all’arresto del misterioso stalker. Secondo l'art. 612-bis D.L. 23 febbraio 2009, lo stalker è punito con il carcere da sei mesi a quattro anni nel caso la vittima sporga querela, nel caso contrario invece "la persona offesa può esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta". Cioè il questore può chiedere all'autore dello stalking di comportarsi meglio. Insomma, se la vittima sporge querela c'è il carcere, se non ne sporge solo una ramanzina.

Volpe è tornato a scrivere sul sito ultra-cattolico a settembre di quest'anno dopo diversi mesi di assenza, ma visto e considerato che non ha mai smentito le accuse (ed erano davvero tante) forse - e dico forse - quelle accuse non erano poi così infondate...

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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