I tabù di Galan

I tabù di Galan


L'Unità intervista Giancarlo Galan, ex ministro dei Beni culturali e soprattutto ex governatore veneto in discordia con il plenum di via dell'Umiltà. Un paio di risposte mi sono piaciute e le descrivo brevemente per aprire un minimo di dibattito interno a verifica delle mie supposizioni.

Inizialmente il giornale chiede delle sparate di Berlusconi sull'euro e sulle possibili alleanza future - o presunte tali - con Lega, Udc e Fli. Dato che non mi entusiasmano tanto, vado direttamente alle domande che trovo più interessanti senza scompensare gli attacchi diretti a La Russa, Calderoli e Alfano: sono storie già lette decine di volte, preferisco sorvolare stavolta.

Tullia Fabiani parte con la legge elettorale: La legge elettorale sarà determinante per le alleanze?

  • "Penso che la legge elettorale non verrà cambiata".

Ecco, siamo in due.

Molti suoi colleghi di partito, a cominciare dal segretario, sostengono il contrario: ne fanno una questione di credibilità davanti agli elettori.

  • "Se il problema è la credibilità dei partiti avrebbero già cambiato tutto un anno fa. La verità è che non conviene a nessuno cambiarla. Non conviene alla sinistra convinta di vincere, e non conviene alla destra che può in un momento difficile per il partito indicare le liste".

La credibilità di una classe politica non si vede dalla legge che li ha fatti eleggere, ma dal lavoro che hanno svolto in Parlamento. E' vero che non conviene a nessuno dei partiti oggi sugli scranni di Palazzo Madama e Montecitorio, ma è altrettanto vero che un minimo di ricambio generazionale - con proposte che partano anche dal basso, ovvero con le preferenze - debbano necessariamente far fronte alla scarsità e alla pochezza politica che questi tizi hanno portato in Parlamento. In linea di massima mi trovo d'accordo con Galan.

L'Unità gli chiede quale sia la sua proposta politica, questa la risposta:

  • "Meno Stato, più cittadino. Meno burocrazia, più libertà. E più lavoro, con qualche modifica all'articolo 18. Se dovessi riformulare una proposta chiamerei alcune persone, Martino, Urbani, Oscar Giannino, e qualcun altro e gli direi riscrivete il programma in venti punti, comprensibili alla gente... il programma di una rivoluzione liberale, quella per cui siamo scesi in campo nel '94".

Tutto bello, ma i nomi citati da Galan sono coloro i quali erano a capo delle rispettive competenze quando Forza Italia vinse le elezioni nel '94: Antonio Martino, cofondatore e tessera numero 2 di FI, agli Esteri durante il primo governo Berlusconi, alla Difesa nel secondo e terzo governo B.; Giuliano Urbani, anche lui cofondatore di Fi aveva elaborato il programma istituzionale del movimento, ministro alla Funzione pubblica nel primo mandato berlusconiano, ai Beni culturali nel secondo e terzo; Oscar Giannino è l'unico, che io mi ricordi, a non aver mai fatto parte del mixer politico-culturale di Berlusconi, anche se ruota attorno a Forza Italia e alla sua ala politica sin dagli albori. Con questi nomi, che non saranno gli unici naturalmente, si ripete la storia della discesa in campo del Cavaliere 19 anni fa: dove sta la novità?

Il giornale di Claudio Sardo fa a Galan la stessa mia domanda:

  • "Per questo chiederei di riscrivere il programma, e non di tirarlo fuori da un cassetto. E poi la rivoluzione liberale non c'è stata. La proposta del liberalismo non è mai stata applicata".

Fondamentalmente Galan vuole la macchina del tempo: torniamo nel 1994 per correggere i nostri errori, riscriviamo un programma che sia l'attuale sintesi del vecchio e torniamo in campo per fare quello che non siamo riusciti a fare in un ventennio. L'unico problema è che i tempi cambiano e il liberismo che voleva applicare allora Berlusconi era particolarmente assoggettato alla sua persona. Vogliamo commettere lo stesso errore? Non credo cambierebbe di una virgola dato che i problemi legali di Berlusconi sono quasi tutti lì a distanza di vent'anni.

Domanda topica: Toglierebbe l'Imu?

  • "Sulla prima casa certamente, mentre sulla seconda studierei una formula diversa. Più che tassare i sogni di un cittadino sarei favorevole a una tassa sui grandi patrimoni".

E' davvero interessante che un politico abbia tutta questa voglia di riprogrammare le tasse per i cittadini facendo in modo che paghi meno a parità di servizi ricevuti. Credo però, sempre per lo stesso motivo, che una patrimoniale, essendo una tantum, non riuscirebbe a coprire tutti i rischi che una tassa specifica potrebbe negoziare. Se invece si parla di tassa tipo un'Irpef maggiorata sui grandi patrimoni (ed è a questo che si potrebbe riferire Galan), mi chiedo come mai la proposta del Pd di tassare i patrimoni finanziari non è stata mai presa in considerazione dal suo partito. O devo credere che la sua linea conti davvero così poco nel Pdl?

Questa è una domanda che non riesco a capire in quale contesto si prefiguri con le domande poste finora, ma tant'è: Favorevole ai matrimoni gay?

  • "Favorevole alle libertà civili. Tutte le unioni meritano un dignità non dissimile a quella delle famiglie tradizionali. Sono favorevole anche alle adozioni da parte di coppie gay e da parte di single".

Non posso che essere d'accordo.

Si torna alla politica: Condivide la posizione del suo partito circa il voto su Lusi?

  • "Io avrei votato contro l'arresto. Detto ciò non sarei uscito dall'aula. Per dovere un parlamentare deve metterci la faccia ed essere a favore del voto palese. Si deve rispondere delle proprie scelte ai cittadini".

Questa risposta mi spiazza: perché allora non è rimasto in aula? Sarebbe stato in ottima compagnia, non credo sarebbe stato l'unico a pensarla così, per motivi anche diversi, all'interno del suo partito.*

Qui andiamo nel paranormale: E del presunto piano segreto che Berlusconi avrebbe su Renzi, che ne pensa?

  • "Onestamente non ne sapevo niente. Mi sembra però un modo per screditare Renzi. Se è vero si vedrà a breve".

Breve cronistoria: L'Espresso ha pubblicato oggi un'inchiesta isterica sulle presunte collusioni tra Berlusconi e Renzi. Galan ha risposto benissimo, secondo me. Null'altro da aggiungere.

Le domande si spostano sulle vicende della Tv di Stato, ovviamente L'Unità è parte in causa essendo un giornale prettamente di partito (ormai!). Unisco le ultime due domande perché sullo stesso argomento: Si fa il suo nome anche per un posto nel cda della Rai. Da consigliere rinuncerebbe alle primarie?

  • "Non ho mandato il curriculum, penso che comunque ce l'abbiano. Ho qualche esperienza e qualche titolo. Mi considero un candidato".
    "Nel caso poi valuterò. Le primarie al momento sono la priorità, poi vediamo che succede".

Mi auguro che arrivi presto il momento in cui la politica tolga le sua manacce dalla Rai.

* Galan in realtà non è rimasto in aula per il semplice motivo che non è parlamentare. Mi sono accorto solo adesso dell'errore e lo stesso Galan mi ha corretto su Twitter. Doverosa la correzione e le scuse - già poste - all'ex ministro.


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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