Il programma Monti sul mercato del lavoro e del Welfare

Il programma Monti sul mercato del lavoro e del Welfare

Mario Monti in conferenza stampa presenta le linee guida sulle politiche del lavoro e del Welfare della lista che porta il suo nome. Tra le proposte presentate, assieme al senatore Pietro Ichino, l'aumento dell'età pensionabile effettiva e la rimodulazione del contratto a tempo indeterminato in maniera da renderlo più flessibile e meno costoso.

«È necessario aumentare l'età pensionabile effettiva e garantire nel tempo l'equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici». Queste le linee guida contenute nel programma Monti sul mercato del lavoro e del Welfare, presentato oggi in un incontro a Milano. «In materia di lavoro - spiega il Professore - si affianca all'intervento sull'età pensionabile l'istituzione dell'Aspi, un trattamento di disoccupazione di livello europeo, pari al 70% dell'ultima retribuzione». Il governo Monti ha già riformato lavoro e welfare, dice Monti, per «interrompere la consuetudine di ricorrere alle pensioni di anzianità, una abitudine oggi diventata insostenibile perché è del tutto in contrasto con la necessità di aumentare l’età pensionabile effettiva e garantire nel tempo l’equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici».

Poi prende la parola Pietro Ichino, l'ex senatore del Pd passato alla lista di Monti, che spiega le riforme di "Scelta Civica per l'Italia": «una rimodulazione del contratto a tempo indeterminato, tesa a renderlo più flessibile e meno 'costoso'». Il modello è quello della flexsecurity già proposto dallo stesso Ichino. «Non si propone una revisione della nuova disciplina dei licenziamenti individuali introdotta dalla legge 92 del 2012 - si legge nel documento - ma la possibilità di sperimentare soluzioni più flessibili, in particolare per la regolarizzazione delle collaborazioni continuative autonome irregolari. Vogliamo opporre alla situazione attuale un mercato del lavoro nel quale si può scegliere».

Infine, sulle tasse, prende la parola nuovamente il Professore: «Le tasse istituite dal governo sono servite per non far fallire il Paese. Ora è possibile pensare a diminuirle». E ancora: «Le tasse sono quelle che ha lasciato il mio predecessore - ribadisce Monti - più quelle che dovevano servire per evitare il fallimento. Questa volta, se non altro, le tasse sono servite e non sono finite in un impalpabile calderone. L'Italia è solida e oggi possiamo impegnarci in una riduzione graduale delle tasse. È chiaro che se la situazione cambia, le politiche economiche possono anch'esse prudentemente cambiare».

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