Putin candidato ufficialmente alle presidenziali russe

Putin candidato ufficialmente alle presidenziali russe

Con una kermesse degna di uno spettacolo tv, gli undicimila delegati di Russia Unita hanno ufficializzato la terza candidatura di Vladimir Putin alle presidenziali del prossimo marzo. Una candidatura che i sondaggi prevedono vittoriosa, nonostante un calo di consensi per il partito, che già alle legislative del mese prossimo potrebbe scendere dal 64 per cento al 53 per cento.

«Sono grato al presidente Medvedev e al Congresso per avermi designato come candidato alla presidenza della Federazione Russa. Naturalmente accetto la proposta con molta riconoscenza». Tra Putin e Medvedev, dunque, si compirà una vera e propria staffetta; un modo per aggirare il limite costituzionale di due mandati presidenziali.

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Contro questa sorta di “patto” ieri a Mosca hanno manifestato i militanti dei partiti di opposizione, che già chiedono trasparenza e rispetto delle regole in tutto in processo elettorale.

Vladimir Putin, il super eroe, il salvatore della Patria, l’uomo forte e muscoloso, il ‘macho’ della Russia. Le immagini che inondano la televisione in questa campagna elettorale ricordano in modo singolare quelle che tra il 2000 e il 2008 fecero il giro del mondo: il timido e sconosciuto primo ministro di Boris Eltsin, nel 1999, che nel tempo è riuscito a costruire attorno a se stesso un vero culto della personalità.

Indispensabile ma non più intoccabile. Ecco la differenza rispetto al suo ultimo mandato da presidente, quattro anni fa. Lo testimoniano le immagini rimbalzate su internet e che hanno fatto discutere: durante un evento sportivo, per la prima volta, il premier russo è stato fischiato dalla folla. Una parte importante dell’elettorato russo è infastidito e Putin, che ha sempre conosciuto percentuali di popolarità da far impallidire i suoi omologhi occidentali, registra un calo significativo di consensi.

Probabilmente i russi sono stanchi di questa singolare alternanza: nel 2008, dopo due mandati e l’impossibilità costituzionale di ripresentarsi, Putin spinge sul proscenio un giovane, sconosciuto e timido come lo era lui nove anni prima. Dimitri Medvedev diventa presidente.

In una delle prime uscite pubbliche Putin gli augura buona fortuna e ribadisce di avere la massima fiducia nel suo successore ma tutti sanno che l’ex presidente non rimarrà nell’ombra. In effetti è lui che forma il primo governo della presidenza Medvedev, una posizione che lo vede in carica da 4 anni e che gli ha consentito di mantenere, almeno in parte, le redini del potere. Se Medvedev si è lentamente emancipato dal giogo del suo mentore, i due da quattro anni recitano il copione della coppia invincibile. Ma l’aver deciso di prendere l’uno il posto dell’altro sembra inizi a irritare molti.

La candidatura di Putin non è una sorpresa e suona come se la presidenza di Medvedev non sia stata altro che una parentesi legale per permettergli di ritornare al Cremlino. Il suo stile e la sua retorica non sono cambiati. Austero ma ansioso di apparire vicino alla gente, Putin si presenta ancora una volta come il salvatore della Casa Russia, aiutato quest’anno da una difficilissima congiuntura mondiale. «Ci sono ancora molti rischi e incertezze. Ed è molto importante che si lavori come una squadra in queste tempestose condizioni, nelle condizioni di crisi, in modo che la nostra barca non si capovolga», ha detto Putin nel suo discorso d'incoronazione .
Negli ultimi quattro anni i russi avevano sperato in una nuova musica, ma fino al 2024 potrebbero dover ascoltare sempre la stessa.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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