Quando cinema e illustrazione si incontrano : “Nat e il segreto di Eleonora”

Quando cinema e illustrazione si incontrano : “Nat e il segreto di Eleonora”

La grafica in 3D, dando volume e spazialità ai disegni, ha certamente contribuito all'attuale successo del cinema d'animazione, guadagnandosi fama e rispetto nel panorama cinematografico mondiale.

Senza nulla togliere alle grandi produzioni d’Oltreoceano (Disney-PixarDreamWorks), vale la pena riscoprire alcuni capolavori del cinema europeo, in cui il disegno è il vero protagonista, come in un albo illustrato. Matite e pennelli scorrono sullo schermo, regalando poesia e stile ad opere pregevoli come “Appuntamento a Belleville”, di produzione francese, o all'ultimo “Pinocchio”, disegnato dal nostro Lorenzo Mattotti.

In questo scenario si colloca “Nat e il segreto di Eleonora”,  di produzione italo-francese, diretto da Dominique Monféry, talentuoso regista di formazione disneyana.

 

In questo piccolo gioiello d'animazione, presentato  in concorso al Festival di Roma del 2009, gli appassionati del genere riconosceranno il tratto deciso e inconfondibile dell'illustratrice Rebecca Dautremer.

L' artista francese ci ha regalato, negli anni,  volumi splendidi come  “Il piccolo teatro di Rebecca”, del 2012, nel quale cita, in una serie infinita di trafori di carta,  i quasi 100 personaggi delle sue opere, come Alice o Pollicino.

Tratto distintivo dell'illustratrice di Gap,  la grafica poetica e i colori caldi, che donano alle atmosfere del film una dimensione sospesa fra sogno e realtà, come in alcuni capolavori del cinema d'animazione giapponese.

La storia è semplice.

Il piccolo Nat riceve un’eredità singolare: una rara collezione di libri di fiabe. Per un bambino che ha difficoltà di lettura un regalo difficile da gestire. Soprattutto quando gli amati personaggi  chiedono di essere salvati da un terribile destino: rischiano di scomparire per sempre.

La memoria ci riporta a “La storia infinita”,  ma qui siamo lontani dall'ambientazione fantastica del film del 1984.  Gli eroi della nostra infanzia escono dalle pagine dei libri prendendo vita e carattere proprio attraverso il disegno. E il libro illustrato si fa movimento, costituendo un incredibile invito alla lettura, come cita il titolo francese "Kèrity - la maison des contes",  ovvero la casa dei racconti.

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