Il rapporto su Beppe Grillo dell’ex ambasciatore Usa

Il rapporto su Beppe Grillo dell’ex ambasciatore Usa

All'ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli il leader del Movimento 5 Stelle piaceva parecchio. Lo rivela oggi La Stampa che pubblica un telegramma inviato nel 2008 dall'ex ambasciatore al Segretario di Stato Condoleeza Rice, in cui, dopo aver pranzato con Grillo, lo giudica in maniera strepitosa tanto da definirlo "interlocutore credibile" nella comprensione del sistema politico italiano, grazie al fatto di essere l'unico ad aver denunciato la corruzione nella vita pubblica. La missiva è stata resa pubblica grazie alla legge sulla trasparenza degli atti pubblici, il Foia.

Colpisce soprattutto la lungimiranza dell'amministrazione Bush, la quale, già cinque anni fa, decise di prendere informazioni sul Movimento 5 Stelle e sul suo carismatico capo. Descrivendo nei minimi particolari - anche umane - le caratteristiche di Grillo, Spogli non esita di rimarcare le notevoli differenze con i politici abituali che definisce "i nostri abituali interlocutori”: «Giuseppe Beppe Grillo è un ex comico politicamente schietto che ha ottenuto una celebrità mondiale scorticando ogni giorno i politici italiani sul suo blog e organizzando con successo una manifestazione contro la corruzione nel governo alla quale lo scorso autunno hanno partecipato oltre 150mila persone. Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano». Secondo Spogli il leader del 5 Stelle è in grado di «galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia degli italiani verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità dell’élites di migliorare le condizioni del Paese - con la conseguenza di - aver creato un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media».

Gli americani sono stati colpiti in particolare dall'atteggiamento di Beppe Grillo in occasione del caso Parmalat, nel quale svelò i problemi economici di Tanzi ancor prima di essere resi noti al grande pubblico dalle inchieste giudiziarie. «Grillo ritiene che l’endemica corruzione nella classe politica italiana ha distrutto ogni speranza di migliorare le prospettive economiche nazionali - fino al punto che, continua Spogli - l’unica soluzione è la rimozione di praticamente tutti i politici di destra e sinistra rimpiazzandoli con giovani che hanno meno legami con l’establishment e meno interesse nel mantenimento dello status quo».

Per il diplomatico statunitense la chiave di lettura sta nella capacità di Grillo di voler lottare contro la corruzione politica sotto ogni sua forma, siamo esse le più classiche tangenti piuttosto che la progettazione di opere ritenute sbagliate e pericolose: «energia nucleare, rigassificatori e inceneritori perché sarebbero tutti progetti destinati a enormi perdite di fondi pubblici a vantaggio di corruzione, mafia o entrambi». Spogli aveva capito già allora che l'elemento continuativo di Grillo è quello di bloccare ogni forma di manipolazione politica delle procedure amministrative, dalla collusione fra imprenditori e politici alla tendenza dei maggiori mezzi di informazione a non dare risalto alle illegalità. Grillo cinque anni fa diceva all'ambasciatore Spogli che i nostri politici «non se ne vanno mai, neanche se incriminati o condannati come 24 degli attuali membri del Parlamento».

«Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche - conclude il rapporto Spogli - ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove. La sua unica miscela di humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano».

Sarà un caso che il rapporto dell'ex ambasciatore americano sia stato reso pubblico solo oggi a sondaggi praticamente inservibili?

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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