Il patto di sindacato tra Renzi, Cuperlo e Landini

Il patto di sindacato tra Renzi, Cuperlo e Landini

Alla fine Cuperlo ha detto sì a Renzi: sarà il presidente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico. Non senza patemi, però. I colloqui con l'ambasciatore dei giovani turchi, il ministro Andrea Orlando, hanno portato ad un risultato positivo - più per sfinimento, credo, che per convinzione - quindi Gianni Cuperlo ha telefonato a Matteo Renzi per accettare la proposta del neo segretario. Domattina, dalle 10,30 in poi a Milano, l'assemblea Pd eleggerà ufficialmente il suo nuovo segretario e il suo nuovo presidente.

Nell'era dei lanci di stampa via Twitter, Cuperlo ha preferito la vecchia maniera per accettare l'incarico. Non senza strascichi:

Ovviamente ce l'ha con chi, in questi giorni, ha fatto di tutto per fargli dire no alla presidenza. L'opposizione interna del Pd - quella non civatiana - aveva mandato avanti il leader maximo con i suoi suggerimenti a denti stretti. Dopo ieri a fare pressing è rimasto solo l'ex ppi Fioroni, una delle otto anime Bersanian-dalemian-cuperliane. Un'area di resistenza, sembrerebbe, collaborativa nel merito ma distantissima dalla gestione Renzi e dalla sua dirigenza super-maggioritaria (81, contro i 22 di Cuperlo e 17 di Civati). Cuperlo deve adesso fare i conti con la dolorosa interpretazione del suo compito: super-partes come obbliga il ruolo, ma allo stesso tempo deve saldare i legami con la sua area per non rinunciare alle idee e non scendere dal treno dem. Non è cosa da poco.

Renzi ha personalmente assicurato che non gli farà lo sgambetto; i giovani turchi hanno giurato che non verrà ingabbiato nel 'ruolo di garanzia'. Fatto sta, che dopo aver preso la decisione, il giro dei ringraziamenti è aumentato come si fa con un dirigente che accetta il male personale per il bene comune. Tutto come da copione, insomma. Da qui a guidare, o provare a guidare, l'opposizione interna ce ne passa, si vedrà presto se il delfino di D'Alema riuscirà nell'ardua impresa di serrare le fila. Al momento bersaniani e ex ppi sono inclini alla guerriglia urbana, i giovani turchi sono abbastanza collaborativi con la segreteria (Renzi avrebbe voluto Matteo Orfini in segreteria, ma il niet di Cuperlo ha bloccato l'operazione) anche perché sono gli unici a voler rottamare la vecchia guardia. I nostalgici del correntone - ex DS e dalemiani in testa - sono al varco per la prima vera prova da segretario: amministrative ed europee del 2014. Tenere insieme tutti non sarà facile, Cuperlo non è leader per natura e lo si è visto nella riunione d'area di giovedì per scegliere i 22 nomi da mettere in Direzione nazionale.

Renzi, anche qui come da copione, procede spedito: incassata la fiducia - o per meglio dire la non belligeranza - di Cuperlo e Civati dopo aver spuntato la freccia del primo facendogli accettare la presidenza, e mettendo in segreteria il civatiano Taddei al secondo, domani verrà proclamato segretario e da lì, anche se si sono già visti i primi lampi, inizierà con gli effetti speciali sul governo del paese. Sempre domani dovrebbe annunciare la prima delle sorpresine per Grillo, ovvero l'abolizione dei rimborsi elettorali: inizialmente doveva essere il botto della rinuncia alla tranche 2014 del finanziamento pubblico, ma Letta lo ha fregato facendolo approvare per decreto. Vedremo cosa spunterà dal cilindro renziano. Il secondo, dopo tanti rimandi, dovrebbe essere il piano sul lavoro ispirato dalla proposta Ichino, il 'Jobs act': il contratto unico indeterminato per tutti e rimodulazione dell'Art. 18 dove il soggetto viene prima dell'oggetto, cioè la tutela per il lavoratore non solo quando perde il lavoro ma durante tutta l'attività lavorativa. È una svolta, soprattutto alla luce del positivo incontro con Maurizio Landini: Renzi ha usato parole d'interesse sulla legge di rappresentanza sindacale, il cavallo di battaglia dei metalmeccanici, dando appuntamento al leader della Fiom prossimamente per parlare di lavoro e sindacato.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector