Il report di Facebook sulle richieste dei dati degli utenti provenienti dai governi

Il report di Facebook sulle richieste dei dati degli utenti provenienti dai governi

Un comunicato di Facebook dichiara che i governi di 74 paesi hanno chiesto i dati di 38mila utenti nei primi sei mesi del 2013. La metà arrivano dagli Stati Uniti, dall’Italia ne hanno chiesto 2.306, dal Regno Unito 2.337. All’Italia Facebook ha fornito dati nel 53 per cento dei casi, agli Stati Uniti per il 79% e al Regno Unito il 68%. Anche Google e Microsoft poco tempo fa hanno fornito i dati dei loro utenti.

Oggi i social network hanno assunto il ruolo di organizzatori di proteste, specialmente in quei paesi - Iran, Egitto, Tunisia e Libia in primis - in cui la democrazia non è proprio di casa. Per questo motivo i governi mondiali sempre più di frequente hanno scelto la strada di studiarli a fondo e cominciare a chiedere i dati degli utenti definiti scomodi per i regimi. Fa specie però constatare che il più alto tasso di richieste di informazioni arrivino proprio quei paesi  considerati democratici.

Ci sono alcuni casi in cui i social network negano di aver ricevuto richieste dei governi: ad esempio, durante l'ultima protesta in Turchia, Facebook ha negato di aver consegnato i dati degli utenti, ma dal report emerge che ne hanno consegnati 173 rilasciando informazioni nel 43 per cento dei casi. Trasparenza sì, ma il fine principale è quello di non perdere utenti e utili.

La trasparenza e la fiducia sono valori fondamentali per Facebook, e facciamo del nostro meglio per seguire questi valori in tutti gli aspetti del nostro servizio, compreso nell'approccio che usiamo per rispondere alle richieste di dati da parte di enti governativi. Desideriamo inoltre che le persone che usano il nostro servizio comprendano la natura e la rilevanza delle richieste che riceviamo e le politiche e i processi ben definiti che abbiamo implementato per gestirle.

È con piacere ed orgoglio che pubblichiamo il nostro primo rapporto sulle richieste provenienti dagli enti governativi globali.

Il report descrive quanto segue:

      • Quali Paesi hanno chiesto a Facebook informazioni sui nostri utenti
      • Il numero di richieste ricevute da ogni Paese
      • Il numero di utenti o di account utenti specificati nelle richieste
      • La percentuale di richieste per le quali, secondo la legge, dobbiamo divulgare almeno alcuni dati

Il report si riferisce ai primi 6 mesi del 2013, fino al 30 giugno.

Come evidenziato nelle scorse settimane, gestiamo tutte le richieste di dati provenienti dagli enti governativi attraverso procedure molto rigorose. Siamo convinti, infatti, che questo processo rappresenti una misura a protezione dei dati dei nostri utenti e imponga agli organi governativi di inviare richieste per l'ottenimento di informazioni sugli utenti complete e altamente conformi dal punto di vista giuridico. Vagliamo ogni richiesta attentamente e richiediamo una descrizione completa delle motivazioni giuridiche e fattuali. Contrastiamo molte di queste richieste, respingendole quando rileviamo delle mancanze giuridiche e restringendo la portata di quelle troppo vaste o vaghe. Se dobbiamo rispondere a una richiesta particolare, condividiamo generalmente solo informazioni basilari, come il nome.

Ulteriori dettagli riguardanti il nostro approccio alle richieste governative sono disponibili qui: https://www.facebook.com/safety/groups/law/guidelines/.

Ci auguriamo che questo rapporto sia utile per i nostri utenti, specialmente alla luce del dibattito costante su quali debbano essere gli standard per il trattamento delle richieste provenienti da enti governativi relative a informazioni degli utenti, nel corso di indagini ufficiali. Questo primo rapporto è un grande traguardo per noi, ma è solo il primo di una serie. Nei report che pubblicheremo in futuro, speriamo di riuscire a fornire ancora più informazioni sulle richieste che riceviamo dalle forze dell'ordine.

Come abbiamo già affermato in diverse circostanze, siamo convinti che sia possibile proteggere i cittadini affiancando la trasparenza all'impegno degli enti governativi. La chiarezza di quest'ultimi e la pubblica sicurezza non sono valori inconciliabili, ma ideali che possono convivere all'interno di società libere e che contribuiscono a renderci ancora più forti. Esortiamo con risolutezza tutti gli enti governativi a garantire una maggiore trasparenza in materia di sicurezza pubblica e continueremo a sostenere l'importanza di un'apertura maggiore.

- Colin Stretch, Facebook General Counsel

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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