Il Vaticano non ha proibito ai vescovi irlandesi di denunciare i preti pedofili

Il Vaticano non ha proibito ai vescovi irlandesi di denunciare i preti pedofili

La Santa sede si difende dall'accusa di aver ostacolato le indagini sui casi di pedofilia emersi nella diocesi di Cloyne in Irlanda.

Il Vaticano «ha esaminato con attenzione» il «Cloyne Report», dedicato alla gestione dei casi di pedofilia del clero nella diocesi guidata fino a qualche tempo fa dal vescovo Jonh Magee, già segretario particolare di tre Papi (Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II), riscontrando «gravi ed inquietanti errori nel modo di affrontare le accuse di abuso sessuale di bambini e minori da parte dei sacerdoti della diocesi». E afferma che la Santa Sede nel 1997, pur esprimendo «riserve circa l’obbligo di denuncia» alla polizia dei preti pedofili, «non ha però proibito ai vescovi irlandesi di denunciare alle autorità civili le accuse di abuso sessuale sui minori, né ha incoraggiato i vescovi a non osservare la legge».

È quanto si legge nel documento che la Santa Sede ha pubblicato oggi in risposta alle pesanti critiche rivoltegli dal governo irlandese per come il problema era stato gestito. Secondo il premier irlandese Enda Kenny, il rapporto avrebbe «evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un’inchiesta in uno Stato sovrano» e avrebbe fatto «emergere la disfunzione, la disconnessione e l’elitarismo che dominano la cultura del Vaticano. Lo stupro e la tortura di bambini sono stati minimizzati per sostenere, invece, il primato delle istituzioni, il suo potere e la sua reputazione».

[ad#x-logic]

Il "Cloyne Report" in 341 pagine affronta 19 casi di abusi avvenuti in quella diocesi, accusa inoltre il vescovo e i suoi collaboratori di non aver denunciato alle autorità civili nove di quei sacerdoti. Dal documento emerge come la curia di Cloyne non abbia applicato a dovere le nuove norme introdotte da Papa Wojtyla e dal cardinale Joseph Ratzinger dieci anni fa. La Santa Sede viene tirata in ballo dal rapporto soltanto in un caso, in merito alla risposta che venne data ai vescovi irlandesi nel 1997, dopo che questi avevano presentato al vaglio del Vaticano alcune disposizioni per affrontare i casi di pedofilia che prevedevano, tra l’altro, la denuncia obbligatoria alla polizia. La Congregazione del clero, esaminato il testo, fece sapere che quel documento conteneva «procedure e disposizioni che appaiono contrarie alla disciplina canonica e che, se applicate, potrebbero invalidare gli atti degli stessi vescovi che stanno tentando di porre fine al problema», rendendoli dunque vani e inefficaci in caso di ricorso da parte dei preti sotto accusa.

Con questo documento di 25 pagine il Vaticano risponde ufficialmente al governo irlandese per gli abusi su minori nella diocesi avvenuti tra il 1996 e il 2009. Risponde soprattutto al premier irlandese Enda Kenny, il quale agli inizi di luglio aveva sferrato un durissimo attacco in Parlamento al Vaticano, affermando che il rapporto della commissione ha evidenziato il tentativo della Santa Sede di bloccare un'inchiesta in uno Stato sovrano, democratico e repubblicano tre anni fa, non trent'anni fa.

Siamo convinti che la storia avrà ancora una lunga coda polemica.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector