Il Kenia si ritira dalla Corte Penale Internazionale

Il Kenia si ritira dalla Corte Penale Internazionale

Lo scorso 5 settembre il Parlamento di Nairobi ha approvato una mozione con la quale chiede al governo di ratificare il ritiro del paese dalla Corte penale internazionale. Il Cpi vuole processare il presidente Uhuru Kenyatta e il vicepresidente William Ruto per crimini contro l’umanità riguardo alle violenze scoppiate dopo le elezioni del 2007, le accuse contro i due politici sono di aver ordinato gli stupri e l’uccisione di appartenenti agli opposti schieramenti politici. Il processo dovrebbe iniziare settimana prossima e Kenyatta dovrebbe salire sul banco degli imputati a novembre, ma la Cpi ha fatto sapere che il processo andrà avanti anche se il Kenya non dovesse più riconoscere lo Statuto della Corte penale, poiché la decisione di Nairobi non può essere retroattiva.

La mozione è stata presentata dal leader di maggioranza Adan Duale che ha affermato: «Kenyatta e Ruto sono stati eletti democraticamente e quindi dobbiamo fare qualcosa per ritirarci dallo Statuto di Roma. Si tratta di difendere i nostri cittadini e la nostra sovranità». Da par suo il Parlamento keniano dovrebbe votare entro trenta giorni una proposta di legge per abrogare lo Statuto di Roma, in quel caso il Kenya sarebbe il primo paese africano a disconoscere la Corte penale internazionale.

Le accuse. Nel 2007 i principali candidati alle presidenziali erano il presidente uscente Mwai Kibaki e Raila Odinga: il primo sostenuto da Uhuru Kenyatta, leader del Kenya African National Union e figlio del primo presidente del paese Jomo Kenyatta, il secondo sostenuto da William Ruto, suo vice nel National Development Party (partito sganciatosi del KANU nel 2002). Secondo le accuse Kenyatta avrebbe ordinato la soppressione di migliaia di sostenitori di Raila Odinga; Rutu avrebbe fatto lo stesso con i sostenitori di Mwai Kibaki. Gli scontri hanno causato un migliaio di morti e circa seicentomila sfollati. Alle elezioni del 2013, il NDP e il KANU sono tornati nuovamente insieme eleggendo il presidente (Kenyatta) e il vice presidente (Ruto).

Lo Statuto di Roma. La Corte Penale Internazionale (CPI) è il tribunale che si occupa dei più seri crimini internazionali (genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra), ha sede all'Aia, in Olanda. Lo Statuto è stato ratificato il 12 luglio 1999 ed è entrato in vigore in Italia il 20 luglio dello stesso anno, nel mondo invece il 1º luglio 2002 con la ratifica del sessantesimo stato. Attualmente sono 122 i paesi che hanno firmato il trattato, di cui 34 africani. Altri 32 paesi hanno firmato ma non ratificato - Israele, Stati Uniti e Sudan - e tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Francia, Regno Unito, USA, Cina, Russia) Russia e Cina, oltre agli USA, non hanno aderito alla Corte Penale Internazionale. In caso di approvazione della legge, il Kenya sarebbe il primo stato africano a disconoscere lo statuto di Roma dopo averlo firmato e ratificato.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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