Romney torna front runner in Florida

Romney torna front runner in Florida

Al dibattito di giovedì sera, sul palco della University of North Florida a Jacksonville trasmesso da Cnn, si è finalmente visto un Mitt Romney non più succube dello strapotere mediatico di Newt Gingrich, ma attaccante su tutti i fronti.

Sono finiti i tempi in cui Newt Gingrich davanti alle telecamere la faceva da padrone. Nel secondo e ultimo dibattito televisivo prima delle primarie della Florida, Mitt Romney ha finalmente capito come comportarsi ed è riuscito a tenere in mano l'intero incontro dall'inizio alla fine.

Le primarie in Florida di martedì prossimo portano alla convention di Tampa 50 delegati, e vista l'importanza Romney si è preparato e ha fatto bene i compiti assegnati dal nuovo debate coach arruolato per l'occasione. Si è visto l'attacco del felino in prossimità della preda: attaccare prima di essere attaccato e zittire immediatamente Gingrich prima che questi facesse il suo solito monologo davanti a Wolf Blitzer, il giornalista di Cnn che moderava il dibattito.

Mitt ha imparato la lezione, è sembrato brillante fiducioso e sicuro come non era più stato all'indomani dell'Iowa. Ha annientato l'ex presidente della Camera con le sue stesse armi: attacco, velocità e battute sagaci. L'ex governatore è partito sin da subito ad alzo zero, già dalle prime domande si è capito che non era serata per Gingrich. L'immigrazione, il tasto dolente e l'angolo scoperto di Mitt è stato solo l'inizio: «accusarmi di essere anti-immigrati è scorretto, ingiusto e ripugnante. Dovrebbe chiedere scusa», e prima che Gingrich provasse a fare un'altra domanda - "Romney vuole cacciare dal Paese persone anziane e malate" -, Romney non ha perso nemmeno un attimo per correggere il tiro e contrattaccare di rimbalzo:«non voglio cacciare le persone anziane, il nostro problema non sono certo 11 milioni di nonne». Pubblico in delirio e Gingrich ammutolito.

Parlavamo del pubblico. Infatti, a differenza del dibattito di Tampa di lunedì in cui non era autorizzato nemmeno ad applaudire, stavolta i presenti hanno fatto davvero la differenza: i fischi per chi non li convinceva, e gli applausi sbellicosi alle battute più esilaranti, hanno galvanizzato un Romney già al massimo. Ma si vedeva dall'inizio della settimana che l'ex governatore del Massachusetts era cambiato e diventato più solido. Infatti i sondaggi di mercoledì e giovedì lo vedevano nuovamente in vantaggio di cinque punti dopo essere stato indietro in seguito alla sconfitta in South Carolina, e oggi Quinnipiac e Sunshine State News/VSS dannno l'ex governatore del Massachusetts al comando di nove lunghezze su Newt Gingrich, mentre la media di Real Clear Politics lo dà a più 7,2 punti.

In queste settimane Newt ha fatto molta demagogia, specialmente quando ha detto che entro i prossimi otto anni l'America dovrà tornare sulla Luna per impiantare delle basi in cui vivere. La risposta di Romney è stata pragmatica e canzonatoria: «non ce la possiamo permettere, basta andare negli Stati e promettere cose che interessano localmente per guadagnare voti». L'ex governatore ha fatto una buona figura anche sul tema della sanità. Attaccato un po' da tutti perché favorevole al Medicare di Obama, Mitt ha stoppato sul nascere ogni critica dicendo che se fosse presidente abolirebbe l'Obamacare già dal primo giorno del suo insediamento.

Anche se la serata è stata per lo più a favore del front runner di Detroit, per Newt Gingrich non è stata assolutamente benevola. Messo a tacere più volte da Romney, anche Rick Santorum e Ron Paul hanno messo alle corde il lobbista del colosso dei mutui Freddie Mac. E proprio a proposito di soldi, all'ennesima presa di posizione sulla Bain Capital e la sua ricchezza, Romney ha risposto perfettamente come non era mai successo: «non ho ereditato quei soldi, li ho guadagnati, ho rischiato, possiamo lasciarci la questione alle spalle?» Addirittura ha contrattaccato a Gingrich sulle stesso tema: «forse vuoi dare una controllata ai tuoi investimenti? Anche tu hai investimenti in Fannie Mae e Freddie Mac, se non erro». Discussione chiusa una volta per tutte.

Messo all'angolo, Gingrich ha cercato di ripetere il giochino che gli è valso il South Carolina. Ha provato a scagliarsi contro Wolf Blitzer, ma il moderatore di Cnn si aspettava l'effetto sorpresa e ha risposto a tono anche lui:«se si fanno accuse, poi bisogna giustificarle» riferendosi ai presunti conti in Svizzera di cui è stato accusato Romney. E anche questa volta Mitt ha girato la cosa a suo vantaggio:«perché non smettiamo di fare dichiarazioni che poi dobbiamo giustificare durante i dibattiti?». Insomma, a conti fatti, per Gingrich è stata una serata da dimenticare. Non resta che aspettare martedì prossimo per capire se Romney ha vinto la battaglia o la guerra.

Nel frattempo il primo sondaggio in Arizona condotto dall’American Research Group, Newt Gingrich e Mitt Romney sono testa a testa. Entrambi i candidati sono appaiati al 32 per cento. Il sondaggio è stato condotto al telefono mercoledì e giovedì, su un campione di 600 elettori repubblicani: il 12 per cento degli intervistati ha detto che avrebbe votato per Ron Paul e il 10 per cento per Rick Santorum; tra i sostenitori del Tea Party, Gingrich è in vantaggio del 40 per cento contro il 23 di Romney, le donne, invece, preferiscono Romney che sorpassa Gingrich 34 a 28. Le primarie in Arizona si terranno tra un mese dopo quelle di Nevada, Colorado, Minnesota, Maine e Missouri.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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