Romney torna in testa ma Bush lo stronca

Romney torna in testa ma Bush lo stronca

Jeb Bush a Dallas attacca i candidati repubblicani dicendo di non riconoscersi in nessuno di loro. Dice inoltre di sentirsi inquieto guardando i dibattiti in tv perché tengono più al pubblico che hanno davanti che alle prospettive future del paese. Intanto Romney diventa "The Artist" e si riprende la leadership nei sondaggi.

Jeb Bush stronca i candidati repubblicani

L'ex governatore della Florida Jeb Bush, durante un evento a Dallas, in Texas, attacca i quattro candidati repubblicani alla Casa Bianca dicendo di non riconoscersi in nessuno di loro. Il fratello di George W. dice inoltre di sentirsi inquieto quando guarda i dibattiti in tv perché i quattro tengono più al pubblico che hanno davanti che alle prospettive future del paese.

«Mi considero un conservatore, guardo i dibattiti fra i candidati e mi chiedo che cosa è avvenuto. Divento inquieto davanti a candidati che fanno appello a paure e emozioni del pubblico anziché tentare di guardare oltre l’orizzonte, offrendo una prospettiva più ampia». Con queste parole Jeb Bush - il fratello e figlio furbo della dinastia dei Bush - ha liquidato Romney, Santorum, Gingrich e Paul davanti al pubblico amico di Dallas, lo Stato della sua famiglia.

All'ex governatore della Florida non sono piaciuti gli attacchi personali che i quattro candidati alla nomination di Tampa si sono rinfacciati in queste prime settimane di campagna elettorale, perché, secondo Jeb, invece di rivolgersi «solo agli elettori delle primarie bisogna parlare anche agli indipendenti per cercare un consenso più vasto».

Santorum e Romney nel dibattito alla Cnn


La base del Grand Old Party serve solo per le primarie
, dice giustamente Jeb Bush, ma per diventare presidente ci vogliono gli indecisi. E' proprio quello che sta facendo Obama negli ultimi dieci giorni, perché gli indecisi e gli indipendenti sono storicamente gli elettori che fanno vincere le presidenziali, e se i quattro repubblicani non riescono ancora a capirlo l'election day di novembre è già scritto.

Bush Jr. è stato governatore della Florida dal 1999 al 2007, ed è ancora uno dei politici repubblicani più stimati e popolari negli Stati Uniti. Nel dibattito a Dallas, Bush ha poi chiarito che conosce i candidati come persone capaci e serie, ma aggiunge anche che bisognerebbe andare oltre le conflittualità degli ultimi tempi perché bisogna «unirci attorno a un unico candidato senza sembrare un plotone di esecuzione». In questa frase gli analisti hanno visto come un'apertura verso ciò che in parecchi considerano la soluzione definitiva data la mediocrità dei quattro candidati, ovvero la brokered convention. Jeb però ha stoppato immediatamente la tesi: «Potete essere certi che non avverrà, non ci sono possibilità per me di entrare alla Casa Bianca, spero però che nel 2016 potrò dare il mio contributo per la rielezione di un Presidente repubblicano uscente».

La verità come sempre sta in mezzo: Jeb Bush non ha ancora dato il suo sostegno a nessuno dei candidati in lotta per la nomination, e questo dato lo metterebbe in una posizione tale da poter essere l'uomo chiave durante la convention a Tampa il 27 agosto. Per cui se non potrà diventare il candidato repubblicano con la brokered convention, Jeb, insieme all'enfant prodige Marco Rubio, diventerà fondamentale per la scelta di chi dovrà affrontare Obama.

Martedì si vota in Arizona e Michigan

Non dimentichiamoci che martedì si voterà in Michigan e in Arizona. Santorum dieci giorni fa aveva dato ben 15 punti di distacco a Romney, oggi il distacco è praticamente scomparso, anzi secondo Rasmussen si è addirittura invertito.

Rasmussen Reports dà il 40% a Romney e il 34% a Santorum in Michigan, lo Stato di nascita di Mitt, mentre gli altri due sono molto distanti: Ron Paul al 10 e Newt Gingrich al 9 per cento. Più lieve il margine secondo Mitchell/Rosetta Stone: 36% per Romney, 33% per Santorum. Ma Romney ha ricevuto l'endorsement di Jan Brewer, la governatrice anti-immigrazione dell'Arizona, anche per questo i sondaggi sono schizzati dalla sua parte. Ma il colpo di coda, prima dell'endorsement del Governatore del Michigan, Romney l'ha avuto mercoledì scorso a Mesa, in Arizona, nell'ultimo grande evento tv prima del super tuesday, stracciando ancora una volta Santorum davanti al pubblico televisivo della Cnn.

Per finire, dato che siamo ormai in prossimità della notte degli Oscar (su Lavika Roxy ha scritto un bel pezzo sulla vigilia), il rinnovato frontrunner repubblicano ha messo online un filmato che riprende The Artist, il film francese candidato a dieci statuette. Lo vedete qui sotto.

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About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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