Romney malissimo nei sondaggi in Michigan e Arizona

Romney malissimo nei sondaggi in Michigan e Arizona

Romney da stallone è diventato quasi un ronzino. Dopo la triplice sconfitta di settimana scorsa, nei sondaggi in Arizona e Michigan l'ex frontrunner repubblicano vede assottigliarsi le probabilità di vittoria non solo nei due Stati, ma anche a Tampa.

Romney malissimo nei sondaggi in Michigan e Arizona

Romney è messo malissimo nei sondaggi

In questo momento Mitt Romney ha in Arizona un vantaggio di otto punti, ma continua a perdere consensi. Secondo Rasmussen l'ex governatore del Massachusetts ha il 39% delle preferenze contro il 31 di Santorum, il 15 di Newt Gingrich e il sette per cento di Ron Paul. L'ex senatore della Pennsylvania due settimane fa, sempre nei sondaggi di Rasmussen, godeva di un misero 13 per cento: le preferenze a suo favore sono cresciute vertiginosamente del 250 per cento in poco meno di venti giorni e continuano a crescere ad un ritmo che a Romney non staranno facendo dormire sonni tranquilli.

Nei sondaggi di due settimane fa, il margine di Romney sul secondo - che era Gingrich - era doppio, 48 a 24, mentre i numeri del candidato italo-americano non venivano nemmeno presi in considerazione tanto ero bassi. Poi ci fu il Missouri, il Colorado e il Minnesota con la famosa tripletta in un solo giorno. Tutto è cambiato, e in dieci giorni Santorum è diventato l'uomo da battere.

[hr_3d][toggle title="Tutto quello che c'è da sapere sulle Primarie americane"]


Negli Stati Uniti, al contrario della tradizione europea, il voto non è considerato un dovere civico ma un diritto, è un'espressione volontaria di democrazia che richiede un impegno attivo da parte dell'elettore, inclusa la volontaria iscrizione alle liste elettorali di un partito o come indipendente.
Con il termine 'primarie' negli Stati Uniti si fa riferimento al criterio con il quale gli americani di un determinato Stato o distretto elettorale scelgono i candidati per un voto amministrativo o politico. Lo spettro e le modalità variano in maniera drastica, e si applicano a competizioni elettorale molto diverse tra loro, dalla scelta di un candidato per un seggio alla Camera o al Senato di uno Stato fino alla corsa per la Casa Bianca.
Non ci sono regole predefinite e omogenee per scegliere un candidato. Le differenze dipendono dallo Stato, dal partito che le indice. Le primarie possono, ad esempio, essere "chiuse", il sistema preferito in genere dai due grandi partiti americani, che consentono cioè solo a chi è formalmente iscritto di scegliere un candidato. In questo caso gli elettori indipendenti non possono partecipare. Oppure possono essere "aperte": chiunque può votare, indipendentemente dalla militanza politica. Al punto che persino i 'franchi tiratori' del partito avversario possono votare, nella speranza di selezionare un candidato debole per avvantaggiare il proprio il giorno delle elezioni vere e proprie.
C'è una via di mezzo, le primarie "semi aperte" che consentono a chiunque di votare per un candidato, ma impongono che al momento del voto avvenga l'iscrizione nelle liste elettorali di uno dei due partiti. Aperta è anche la scelta dei candidati: tutti possono partecipare al voto. Questo impedisce ai partiti dall'appoggiare un particolare candidato, e li obbliga a uniformarsi alla scelta della gente.
I sistemi 'chiusi' sono una garanzia maggiore per i partiti, ma le primarie 'aperte' vengono privilegiate per il valore aggiunto della libera partecipazione.

(Le date contrassegnate da un asterisco sono soggette a modifiche. I dati dei dibattiti tv inseriti nel prospetto sono ipotesi plausibili non ufficiali. In rosso primarie e caucuses, in giallo eventi già avvenuti, in celeste dibattiti tv)

February 22, 2012 CNN / Arizona GOP Debate Mesa, AZ
February 28, 2012 Arizona and Michigan Primaries
March 1, 2012 CNN / Georgia GOP Debate Atlanta, GA
March 5, 2012 Reagan Library Debate Simi Valley, CA
March 6, 2012 Super Tuesday: AK, GA, ID, MA, ND, OK, TN, TX, VA, VT (Il GOP ha spostato le primarie del Texas al 22/5)
March 10, 2012 Kansas Caucus
March 13, 2012 Alabama and Mississippi Primaries, Hawaii Caucus
March 17, 2012 Missouri Caucus
March 19, 2012 Wash Times / OR GOP / PBS / NPR Debate Portland, OR
March 20, 2012 Illinois Primary
March 24, 2012 Louisiana Primary
April 3, 2012 Maryland, Washington, D.C., Wisconsin Primaries
April 24, 2012 Connecticut, Delaware, New York, Pennsylvania, Rhode Island Primaries
May 8, 2012 Indiana, North Carolina, West Virginia Primaries
May 15, 2012 Nebraska and Oregon Primaries
May 22, 2012 Arkansas, Kentucky and Texas Primaries
June 5, 2012 California, Montana, New Jersey, New Mexico, South Dakota Primaries
June 12, 2012 Ohio Primary
June 26, 2012 Utah Primary
August 27-30, 2012 Tampa Bay Convention

Il termine swing state indica gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, il cui voto è decisivo per stabilire l'esito delle elezioni. Per questo motivo, negli Stati viola (chiamati anche così perché, essendo neutri, non sono identificabili rossi come i repubblicani o blu come i democratici), si concentrano gli sforzi maggiori dei candidati.
Swing state per eccellenza sono Ohio e Florida dove George W. Bush ha vinto nel 2000 e nel 2004. Nelle elezioni del 2008 entrambi gli Stati sono diventati blu, con il 51 di preferenza per Obama. Un fenomeno simile è avvenuto in Colorado, dove un governatore democratico e la crescita della popolazione ispanica hanno fatto virare in blu il rosso tradizionale dello Stato. Stesso discorso per il Nevada, Stato tradizionalmente repubblicano ma diventato più democratico negli ultimi anni, in seguito a un boom demografico dovuto all'immigrazione ispanica e alla provenienza di famiglie da zone democratiche. Rientrano tra gli swing state anche New Mexico, Wiscounsin, Iowa, Pennsylvania, Nord Carolina e Virginia, dove Obama ha segnato nel 2008 la prima vittoria repubblicana dal 1964.
Gli altri Stati, invece, sono notoriamente schierati con uno dei due partiti e sono chiamati safe state (letteralmente Stati sicuri). Sono tradizionalmente democratici California, Massachusetts, Oregon, Hawaii, Connecticut, Rhode Island e New York. Sostengono il partito dell'elefante, invece, gli Stati mediamente più meridionali come Missisipi, Alabama, South Carolina, Wyoming, Idaho e Nebraska.


Quest’anno dal 3 al 6 settembre quella democratica a Charlotte, in Nord Carolina, e dal 27 al 30 agosto a Tampa, in Florida, quella repubblicana. Vengono spesso scelte città del Midwest, perché a meta strada, oppure città nei cosiddetti “swing state” (vedi sopra), stati che non votano tradizionalmente sempre per lo stesso partito e che quindi assumono grande importanza strategica.

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Santorum avanti di quindici punti in Michigan

Santorum avanti di quindici punti in Michigan

La fortuna di Mitt Romney è che il Michigan è lo Stato in cui è nato e cresciuto e dove il padre, George Wilcken Romney, fu governatore per sei anni dal 1963 al 1969 prima di tentare la scalata - mai nata per la verità - alla Casa Bianca. Giocherebbe in casa quindi. Purtroppo anche qui l'ex governatore non è messo bene, anzi sta proprio messo malissimo: indietro di 15 punti, 39 a 24.

Non è solo PPP a dare per sconfitto l'ex governatore del Massachusetts. Anche Detroit News e Cnn nei loro sondaggi vedono Rick Santorum in netto vantaggio sull'avversario anche se in maniera più ridotta. Secondo le due testate nazionali,  il 34% degli intervistati sostiene l'ex senatore della Pennsylvania, mentre solo il 30% è a favore di Romney. Il 12% poi sostiene Newt Gingrich e il 9 per cento Ron Paul. Nei sondaggi di entrambe la percentuale di indecisi è del 12 per cento circa.

Per concludere i delegati che si assegnano il 28 febbraio. L'Arizona assegna 29 delegati con il metodo maggioritario del Winner Takes all, mentre in Michigan in palio ci sono 30 delegati ma qui si va col proporzionale. Ciò significa che in Arizona basterebbe vincere anche di un solo punto per portare a casa tutti e 29 delegati, mentre nel Michigan si passa al più normale proporzionale nel quale la quota di delegati viene calcolata in base ai voti ricevuti. E questo, probabilmente, sarà tutto a vantaggio di Romney che se conferma i dati degli ultimi sondaggi si ritroverà col pieno di delegati in Arizona e una differenza risibile in Michigan dato il suo vantaggio sugli avversari.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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