Santorum davanti a Romney di 15 punti

Santorum davanti a Romney di 15 punti

Negli ultimi sondaggi Mitt Romney cede ben quindici punti a Rick Santorum in Michigan, il suo stato. Secondo Gallup e Pew il frontrunner repubblicano è alla pari con l'avversario conservatore. Sempre più vicino lo spettro della brokered convention.

Mitt Romney in caduta libera nei sondaggi

In Michigan Rick Santorum è avanti di quindici punti su Mitt Romney

Mitt Romney vede negli specchietti Rick Santorum. Secondo gli ultimi sondaggi di Public Policy Polling per le primarie in Michigan del 28 febbraio, la distanza tra l'oltranzista cattolico e il frontrunner repubblicano è di quindici punti, 39 a 24, che diventerebbero ventuno se Gingrich si ritirasse prima del Michigan e dell'Arizona (si vota lo stesso giorno).

[hr_3d][toggle title="Tutto quello che c'è da sapere sulle Primarie americane"]


Negli Stati Uniti, al contrario della tradizione europea, il voto non è considerato un dovere civico ma un diritto, è un'espressione volontaria di democrazia che richiede un impegno attivo da parte dell'elettore, inclusa la volontaria iscrizione alle liste elettorali di un partito o come indipendente.
Con il termine 'primarie' negli Stati Uniti si fa riferimento al criterio con il quale gli americani di un determinato Stato o distretto elettorale scelgono i candidati per un voto amministrativo o politico. Lo spettro e le modalità variano in maniera drastica, e si applicano a competizioni elettorale molto diverse tra loro, dalla scelta di un candidato per un seggio alla Camera o al Senato di uno Stato fino alla corsa per la Casa Bianca.
Non ci sono regole predefinite e omogenee per scegliere un candidato. Le differenze dipendono dallo Stato, dal partito che le indice. Le primarie possono, ad esempio, essere "chiuse", il sistema preferito in genere dai due grandi partiti americani, che consentono cioè solo a chi è formalmente iscritto di scegliere un candidato. In questo caso gli elettori indipendenti non possono partecipare. Oppure possono essere "aperte": chiunque può votare, indipendentemente dalla militanza politica. Al punto che persino i 'franchi tiratori' del partito avversario possono votare, nella speranza di selezionare un candidato debole per avvantaggiare il proprio il giorno delle elezioni vere e proprie.
C'è una via di mezzo, le primarie "semi aperte" che consentono a chiunque di votare per un candidato, ma impongono che al momento del voto avvenga l'iscrizione nelle liste elettorali di uno dei due partiti. Aperta è anche la scelta dei candidati: tutti possono partecipare al voto. Questo impedisce ai partiti dall'appoggiare un particolare candidato, e li obbliga a uniformarsi alla scelta della gente.
I sistemi 'chiusi' sono una garanzia maggiore per i partiti, ma le primarie 'aperte' vengono privilegiate per il valore aggiunto della libera partecipazione.

(Le date contrassegnate da un asterisco sono soggette a modifiche. I dati dei dibattiti tv inseriti nel prospetto sono ipotesi plausibili non ufficiali. In rosso primarie e caucuses, in giallo eventi già avvenuti, in celeste dibattiti tv)

February 22, 2012 CNN / Arizona GOP Debate Mesa, AZ
February 28, 2012 Arizona and Michigan Primaries
March 1, 2012 CNN / Georgia GOP Debate Atlanta, GA
March 5, 2012 Reagan Library Debate Simi Valley, CA
March 6, 2012 Super Tuesday: AK, GA, ID, MA, ND, OK, TN, TX, VA, VT (Il GOP ha spostato le primarie del Texas al 22/5)
March 10, 2012 Kansas Caucus
March 13, 2012 Alabama and Mississippi Primaries, Hawaii Caucus
March 17, 2012 Missouri Caucus
March 19, 2012 Wash Times / OR GOP / PBS / NPR Debate Portland, OR
March 20, 2012 Illinois Primary
March 24, 2012 Louisiana Primary
April 3, 2012 Maryland, Washington, D.C., Wisconsin Primaries
April 24, 2012 Connecticut, Delaware, New York, Pennsylvania, Rhode Island Primaries
May 8, 2012 Indiana, North Carolina, West Virginia Primaries
May 15, 2012 Nebraska and Oregon Primaries
May 22, 2012 Arkansas, Kentucky and Texas Primaries
June 5, 2012 California, Montana, New Jersey, New Mexico, South Dakota Primaries
June 12, 2012 Ohio Primary
June 26, 2012 Utah Primary
August 27-30, 2012 Tampa Bay Convention

Il termine swing state indica gli Stati che non sono tradizionalmente a maggioranza democratica o repubblicana, il cui voto è decisivo per stabilire l'esito delle elezioni. Per questo motivo, negli Stati viola (chiamati anche così perché, essendo neutri, non sono identificabili rossi come i repubblicani o blu come i democratici), si concentrano gli sforzi maggiori dei candidati.
Swing state per eccellenza sono Ohio e Florida dove George W. Bush ha vinto nel 2000 e nel 2004. Nelle elezioni del 2008 entrambi gli Stati sono diventati blu, con il 51 di preferenza per Obama. Un fenomeno simile è avvenuto in Colorado, dove un governatore democratico e la crescita della popolazione ispanica hanno fatto virare in blu il rosso tradizionale dello Stato. Stesso discorso per il Nevada, Stato tradizionalmente repubblicano ma diventato più democratico negli ultimi anni, in seguito a un boom demografico dovuto all'immigrazione ispanica e alla provenienza di famiglie da zone democratiche. Rientrano tra gli swing state anche New Mexico, Wiscounsin, Iowa, Pennsylvania, Nord Carolina e Virginia, dove Obama ha segnato nel 2008 la prima vittoria repubblicana dal 1964.
Gli altri Stati, invece, sono notoriamente schierati con uno dei due partiti e sono chiamati safe state (letteralmente Stati sicuri). Sono tradizionalmente democratici California, Massachusetts, Oregon, Hawaii, Connecticut, Rhode Island e New York. Sostengono il partito dell'elefante, invece, gli Stati mediamente più meridionali come Missisipi, Alabama, South Carolina, Wyoming, Idaho e Nebraska.


Quest’anno dal 3 al 6 settembre quella democratica a Charlotte, in Nord Carolina, e dal 27 al 30 agosto a Tampa, in Florida, quella repubblicana. Vengono spesso scelte città del Midwest, perché a meta strada, oppure città nei cosiddetti “swing state” (vedi sopra), stati che non votano tradizionalmente sempre per lo stesso partito e che quindi assumono grande importanza strategica.

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Dopo l'umiliante debacle di settimana scorsa che ha visto prevalere il candidato italo-americano in tre Stati su tre, la buona sorte sembra aver abbandonato l'ex governatore del Massachusetts. Considerato pure che il Michigan è lo Stato in cui Romney è nato e cresciuto e suo padre è stato governatore dal 1963 al 1969, e che è lo stesso Stato nel quale quattro anni fa vinse agevolmente - 39 a 29 - contro John McCain, colui che successivamente ricevette la nomination repubblicana, la distanza che lo separa da Santorum lo porterebbe a rivedere drasticamente le sue ambizioni presidenziali. E dire che febbraio doveva essere il mese in cui doveva prendere il largo nei consensi.

Se a livello locale Romney è messo malissimo, nel nazionale le cose non vanno certo meglio. Secondo l'ultimo di Gallup, Romney precede Santorum di soli due punti, 32 a 30. Se l'ex senatore della Pennsylvania ha di che essere orgoglioso essendo quello di ieri il miglior dato di sempre ricevuto da Gallup, Romney ha di che disperarsi leggendo l'ultimo documento di Pew nel quale si vede dietro al rivale di due punti. Sempre secondo Pew, se si votasse oggi e Romney fosse lo sfidante di Obama, il presidente vincerebbe di otto punti che diventerebbero undici con gli elettori indipendenti, quelli che, in pratica, decidono da sempre l'esito delle presidenziali.

In queste due settimane che lo separano dal doppio confronto Michigan-Arizona, Romney deve necessariamente recuperare se non vuole fare davvero una brutta fine a una settimana dal Super Tuesday del 6 marzo.

Insomma, il mese di febbraio per Mitt Romney non può essere più nero.

Non è che i suggerimenti sul da farsi non gli siano arrivati, tutt'altro. A gennaio Jonathan Chait descrisse come "un matrimonio senza amore" quello che da lì a poco si sarebbe dovuto celebrare tra Romney e i repubblicani, i dati di oggi confermano che c'è già aria di divorzio senza nemmeno aver consumato l'unione. In vista del Super Martedì in cui a votare saranno dieci Stati, con gli spot televisivi che aumenteranno vorticosamente e il proliferare degli attacchi personali, la columnist del Wall Street Journal Peggy Noonan qualche giorno fa diede un consiglio preziosissimo al frontrunner: «tra gli elettori conservatori nessuno odia Rick. Newt è odiato da molti, e Mitt da alcuni; ma Santorum è uno che piace». Il consiglio dietro le righe è semplice: finché attacca Gingrich va tutto bene; se invece inizia ad attaccare Santorum come ha fatto con l'ex speaker, ridarebbe l'immagine di se stesso - guadagnata grazie a Gingrich - come di chi si fa largo grazie al denaro e ai SuperPac. «Nessuno ama la Morte Nera», conclude la Noonan.

A questo punto la brokered convention è sempre più vicina e sempre più certa.

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Guida alle elezioni statunitensi

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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