Doppietta di Romney in Michigan e Arizona

Doppietta di Romney in Michigan e Arizona

Mitt Romney trionfa in Michigan e in Arizona allungando il passo sugli inseguitori. Ma in Michigan, lo Stato in cui è nato, è stata una vittoria sofferta con tre soli punti di differenza.

Romney ha vinto sia in Arizona dando più di venti punti a Santorum, che in Michigan con soli tre punti di scarto. Ma il Michigan è lo stato dove è nato, perdere qui sarebbe stato uno smacco, e per Santorum significava arrivare al Super Tuesday di settimana prossima da vincitore anche se molto staccato come numero di delegati.

Doppietta di Romney in Arizona e Michigan

Romney vince in Arizona e Michigan

Fortuna ha voluto che Mitt riuscisse a riprendere parte dei quindici punti che lo vedevano distanziato dal suo avversario, e vincere - sul filo di lana - nello Stato in cui nel 2008 sconfisse il futuro candidato John McCain con un maggiore distacco - 38,9 contro 29,7. Quel che contava era vincere: "non abbiamo vinto di molto, abbiamo vinto di quel tanto che basta e questo è quello che importa", dice Romney ai suoi sostenitori (nel video sotto).

Una vittoria quindi che vale moltissimo anche se ha speso molti più dollari del suo avversario e gli è costata tanta energia quasi quanto la gloriosa vittoria in Florida: lì almeno si vinceva con gli spot e la presenza sui grossi network.

Chi l'ha presa davvero male è Rick Santorum. Avanti di quindici punti due settimane fa, l'ex senatore si è ritrovato indietro di tre punti a giochi fatti. Uno smacco che lo pone ai repubblicani come l'ennesimo ultra-conservatore fallimentare, o, in caso di nomination, il "perdente garantito" come scriveva stamani John Cassidy su New Yorker.

Ancora prima che il risultato definitivo fosse acquisito si è congratulato con Romney per la vittoria. L'ha fatto però senza mai mollare: «un mese fa non sapevano chi fossi, ora lo sanno». E poi la necessità di sperare, cambiare, andare avanti. Del resto è consapevole che la partita si giocherà esclusivamente tra lui e l'ex governatore del Massachusetts, con Gingrich e Paul nel ruolo di semplici comprimari.

Nel suo discorso Romney è tornato a battere sui temi a lui più congeniali: il vero avversario è Obama non Santorum. «Lo toglieremo da quell'ufficio e lo rimanderemo a casa, dove merita di stare. Abbiamo bisogno di riprenderci da questa cosiddetta ripresa. Obama dice che non possiamo aspettare e io dico yes, we can» riprendendo il datato slogan del presidente.

Romney vince in Arizona e Michigan

Santorum sconfitto per un soffio

Anche ammettendo le ragioni del caso, Romney non può permettersi ulteriori passi falsi d'ora in poi. Con un Santorum graffiante in ogni Stato e con la base più conservatrice che non lo ama affatto, il frontrunner deve sottostare ai loro umori perché saranno loro a decidere le sorti del futuro sfidante di Obama. In Michigan tre elettori su dieci si riconoscono come "molto conservatori" e metà ha votato per Rick Santorum contro il 35 per cento che ha preferito Mitt Romney. E' con questa gente che dovrà avere a che fare.

Attualmente l'unico che salta di gioia è Obama. Se Romney ieri sera avesse perso in Michigan, l'ipotesi della brokered convention - con la più che probabile discesa in campo di Jeb Bush - non sarebbe stata fantapolitica ma qualcosa di molto simile alla realtà. La vittoria di stanotte, pur risicata e sofferta, elimina questo scenario molto suggestivo regalando al presidente la serenità e il sonno per non avere più un avversario arcigno e popolare come Bush Jr.

L'Arizona metteva in palio 29 delegati con il winner take all (chi vince prende tutto); in Michigan invece si calcolano i 30 delegati col proporzionale. Di questi 30, quattro vengono assegnati con un premio di maggioranza, due a chi ha ricevuto complessivamente più voti nello Stato e due a chi ha prevalso nei singoli collegi elettorali. Ma in Michigan la dirigenza repubblicana ha deciso di dimezzare i delegati (sempre per la vecchia storia dell'anticipo delle primarie), per cui vanno 7 delegati a Santorum e 8 a Romney. Un nulla.

Il 7 marzo c'è l'attesissimo Super Tuesday e per Rick Santorum è probabilmente l'ultima occasione di riscatto prima di approdare in quegli Stati notoriamente più moderati. Anche perché si ritorna nel Midwest e l'Ohio regala più delegati di Arizona e Michigan messi assieme, ben 88, e l'ex senatore della Pennsylvania è messo molto bene nei sondaggi.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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