Segnali di pace tra Usa e Iran

Segnali di pace tra Usa e Iran

In occasione dell’assemblea generale dell’Onu tenutasi a New York martedì scorso, non c'è stato l'atteso incontro tra il presidente iraniano Hassan Rouhani e il suo omologo statunitense Barack Obama. I toni però sono decisamente cambiati tra i due paesi.

Nel suo discorso Rouhani si è detto pronto ad una trattativa sul programma nucleare ed ha confermato che il suo paese non vuole costruire armi nucleari, ma sviluppare l’uranio per scopi commerciali. Non ha naturalmente lesinato critiche per le sanzioni all’Iran, definendole “una forma di violenza”, anche se tutto sommato le sue parole stanno nella normale dialettica politica.

Intervenendo qualche ora prima del presidente iraniano, nel suo discorso alle Nazioni Unite Barack Obama ha definito “incoraggianti” i segnali lanciati da Teheran, aggiungendo inoltre che gli ostacoli per il dialogo saranno difficili da superare. Il presidente degli Stati Uniti ha infine confermato le voci secondo cui avrebbe chiesto al segretario di stato John Kerry di avviare colloqui ufficiali con il ministro degli esteri iraniano Mohammed Javad Zarif.

Ovviamente i media di tutto il mondo hanno commentato gli interventi alle Nazioni Unite di Hassan Rouhani e Barack Obama.

Il giornalista Bernard Guetta su Radio France Inter ha detto che la diplomazia è l'unica strada rimasta: «Adesso Francia e Stati Uniti credono alla possibilità concreta di uno sbocco diplomatico sulla questione del nucleare iraniano. Siamo ancora all’inizio di un inizio, ma Parigi e Washington si sono convinte che le sanzioni economiche internazionali contro il programma nucleare iraniano sono state efficaci».

L'analista politico Shahir Shahid Saless su Al Monitor scrive che tocca al presidente iraniano fare un passo avanti e Obama è costretto necessariamente a seguirlo per non perdere il treno della pace: «La verità è che Rouhani, per convincere Khamenei a fare qualche concessione sul programma nucleare, ha bisogno di offrire in cambio un alleggerimento delle sanzioni economiche. Un approccio diverso non funzionerà. Gli Stati Uniti dovranno essere pronti a dare tanto se vogliono ottenere tanto».

Dopo aver parlato al Palazzo di vetro, il presidente iraniano ha rilasciato alcune interviste alle tv americane.

Una, soprattutto, rilasciata alla Cnn, ha fatto il giro del mondo perché ha avuto parole molto più moderate del suo predecessore Ahmadinejad condannando ufficialmente l'Olocausto: «Ho già detto che non sono uno storico, e che dovrebbero essere gli storici a parlare della Shoah. Ma in generale posso dire che qualsiasi reato contro l’umanità, tra cui il crimine commesso dai nazisti contro gli ebrei, così come contro le persone non ebree, è stato riprovevole e da condannare». Qui il video con le sue dichiarazioni alla Cnn.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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