Santorum e Romney si dividono la posta

Santorum e Romney si dividono la posta

Santorum porta a casa il cuore di Dixie vincendo in Alabama e Mississippi, ma Romney regge vincendo con venti punti di scarto i caucuses minori delle Hawaii e delle Samoa Americane. Alla fine i due si dividono il bottino.

Santorum e Romney si dividono la posta

E' un Rick Santorum soddisfatto quello che parla davanti alle telecamere dopo la doppia vittoria in Alabama e Mississippi. "We did it again", ce l'abbiamo fatto ancora, dice l'ex senatore. Gli stati gemelli erano difficili da sottomettere, specialmente con la fantomatica “Southern Strategy” di Newt Gingrich a far presa sull'elettorato conservatore. E lo sconfitto in fin dei conti non è Romney ma Gingrich: ha fallito, ha perso proprio negli stati che rappresentano lo zoccolo duro dei repubblicani, gli stessi stati in cui fino a ieri era in testa nei sondaggi il frontrunner del Massachusetts.

Per Mitt Romney, finito terzo in entrambi gli stati, è un giorno di dolore. Il diretto di Santorum si sente ma non è ancora un ko definitivo. Romney ha perso di sei punti in Alabama e di tre in Mississipi, però sempre dietro a Gingrich di appena un punto. E pensare che ieri, davanti alle telecamere, non aveva nascosto l'ottimismo della vigilia mostrando ai network i sondaggi in cui era in testa praticamente ovunque. E invece il paladino degli evangelici l'ha beffato: troppo moderato, troppo del nord per vincere al sud.

Fortunatamente per lui le cose si son messe subito meglio vincendo i caucuses di Hawaii e Samoa Americane dando venti punti a Santorum guadagnando probabilmente tutti e 27 delegati in palio. I delegati, che fondamentalmente sono i numeri che fanno la differenza, sono stabilmente in mano all'ex governatore: 480 Romney, 234 Santorum e 139 Gingrich.

Le due vittorie in Alabama e Mississipi sono per lo più di facciata ma ottime per il morale anche se a livello numerico lasciano il tempo che trovano. Nei due stati gemelli si assegnano i delegati col proporzionale. Ma mentre in Alabama pesa di più la distribuzione dei voti sul territorio, e Romney vincendo esclusivamente nelle grandi città ha fatto il gioco di Santorum che ha stravinto nell'area rurale dello stato, in Mississipi conta tutta l'area federale, per cui il numero dei delegati che verranno assegnati ai tre contendenti è pressoché identico. Alla fine della giostra il divario tra i due contendenti è talmente modesto che dare per netta la vittoria di Santorum è quasi un ossimoro.

Mitt rimane il favorito, ma è un favorito azzoppato: «Un frontrunner che arriva terzo, non è un grande frontrunner» dice Gingrich alle tv che lo intervistano. L'ex speaker continua a punzecchiare Romney, ma è Santorum probabilmente il suo "nemico": «sarebbe bellissimo se Gingrich uscisse dalla competizione» continua a dire l'entourage dell'ex senatore della Pennsylvania. La conta, infatti, è assolutamente sfavorevole per Gingrich, tanto che al momento appare contraddittoria la sua frase "si deciderà alla convention a Tampa".

Dopo Alabama e Mississipi si guarda a sabato in Missouri, il 24 in Illinois, e poi nel District of Columbia, Maryland, Wisconsin, per poi passare agli stati del nord-est. Romney nei primi due parte sfavorito, ma è al nord che guarda con ottimismo: per arrivare a 1.144 delegati bisogna vincere nei gradi stati del nord-America, specialmente quelli in cui si assegnano i delegati con winner take all. E lì Romney è decisamente il favorito.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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