Il correntone di minoranza a vocazione maggioritaria

Il correntone di minoranza a vocazione maggioritaria

Ieri in Transatlantico a Montecitorio i giovani turchi cercavano di convincere Cuperlo che no, un altro correntone come nel terzo congresso DS non s'ha da fare: stop, punto e a capo, non torniamo indietro nel tempo col rischio dell'ennesima scissione. Ma Gianni è plateale: declina, e poi declina e ancora declina la presidenza dell'assemblea offerta da Renzi a lui o a qualcuno del suo gruppo. Plateale, non ostile. Ha promesso di collaborare col neo segretario, ma ognuno rimanga ai propri posti. Non è un Aventino, ma poco ci manca: Cuperlo predica un nuovo socialismo, lo stesso che nel 2005 sgretolò i Democratici di Sinistra dando vita ai partitucoli che negli anni a venire trombarono Prodi premier. C'è voluto il Partito Democratico, due anni dopo, per ricompattare il centrosinistra sotto un'unica bandiera. Cuperlo, negando la presidenza, pare voglia diventare quella minoranza a vocazione maggioritaria del 2005. Il tempo però non si è fermato.

Ieri in Transatlantico con Cuperlo c'erano quasi tutti i Giovani Turchi: Mat­teo Orfini, Sil­via Velo, Andrea De Maria, Fran­ce­sco Ver­ducci. A cercare di convincere Gianni ad accettare la presidenza dell'assemblea è toccato ad Andrea Orlando, ministro dell'Ambiente nel governo Letta. Niente, il secondo alle primarie considera l'offerta non negoziabile. Simile a quel "mi tengo fuori" di dalemiana memoria. D'altra parte, alla riunione degli anti-Renzi di martedì sera - ber­sa­niani, dale­miani ed ex ppi - a mancare erano proprio i Giovani Turchi. Non c'era nemmeno il viceministro Fassina, ideologicamente più vicino a Bersani che a Cuperlo. Ieri il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, bersaniano, scriveva su Facebook: «Renzi abbrac­cia Ber­sani. E fa bene per­ché a lui deve molte delle sue for­tune. D’Alema dichiara che starà fuori dal con­fronto poli­tico. Fosse stato fuori già dal con­gresso per Cuperlo sarebbe andata meglio». Ecco, è questo il cruccio della minoranza attuale dentro al Pd: chi vuole l'unità costi quel che costi (Giovani Turchi), e chi, invece, vuole formalmente scaricare - chi ha detto uccidere? - i padri.

Le colpe della sconfitta elettorale vanno attribuite a più fattori. Ma den­tro quell’area c’è di tutto e restano troppi nodi da scio­gliere: da chi imputa la scon­fitta ai toni tie­pidi sul rin­no­va­mento, a chi pro­pone l’organizzazione di una resi­stenza interna in attesa che passi il cada­vere di Renzi (poli­ti­ca­mente par­lando), a chi punta sulla futura pre­mier­ship di Letta. Dice l’ex ppi Fio­roni: «Cuperlo non accetti. A me è già suc­cesso di fare una bat­ta­glia con­gres­suale in com­pa­gnia e poi restare solo all’opposizione». Allude al pas­sag­gio in mag­gio­ranza dell’area Fran­ce­schini, all’indomani della vit­to­ria di Ber­sani allo scorso congresso. Gli acrobatici franceschiniani.

Ma lo spettro del correntone è in agguato. Mat­teo Orfini, turco (Renzi lo voleva in segre­te­ria, niet di Cuperlo): «Ma vogliamo capire cos’è suc­cesso alle pri­ma­rie? Metà dei nostri ha votato Renzi per­ché non ne può più dei lea­der della scon­fitta. L’altra metà ora ci chiede di non comin­ciare a logo­rare Renzi, e ha ragione. Spero che Cuperlo accetti: noi vogliamo che lui diventi un nuovo Rei­chlin. C’è invece chi vuole tra­sfor­marlo in un nuovo Folena. Sta a lui sce­gliere». Il correntone, appunto. Stamattina Cuperlo scioglierà la riserva, qualcuno ha già fatto sapere che gradirebbe non accettasse e che al suo posto andasse Epifani. Dipenderà da Renzi, che intanto si gode lo spettacolo come non accadeva da anni.

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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