L’America si è fermata

L’America si è fermata

Dalle 6 di questa mattina, la mezzanotte di Washington, gli Stati Uniti sono in shutdown, il primo dopo 17 anni: tutte le attività governative non essenziali sono chiuse per mancanza di fondi. Il motivo è il mancato accordo tra repubblicani e democratici per l'approvazione delle legge finanziaria 2014 che prevede, tra le altre cose, l'entrata in vigore della riforma sanitaria voluta dal presidente: l'Obamacare.

Le stime parlano di 800mila dipendenti statali in aspettativa senza stipendio e senza garanzie di tornare a lavoro nel breve termine. Altri, i cosiddetti essenziali, continueranno a lavorare nei loro dipartimenti e agenzie. Con tutto ciò le prime conseguenze si sono già viste: il 97 per cento dei dipendenti della Nasa - circa 17mila - sono a casa, il 94% dell'Agenzia di Protezione Ambientale, l'81% dei parchi nazionali, l'80% del Tesoro e così via. Il New York Times ne riassume la situazione in questo grafico

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Lunedì sera in Italia, il tardo pomeriggio di Washington, Obama ha parlato alla Nazione spiegando le conseguenze dello shutdown

Alle 12,30 (le 18,30 italiane) di oggi, dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, il presidente americano in conferenza stampa ha aspramente criticato la "crociata ideologica del GOP" contro la sua riforma sanitaria costringendo il governo a chiudere alcune attività federali.

Anche se il Congresso non ha trovato un accordo, la riforma sanitaria è comunque entrata in vigore su tutto il territorio americano: dal 1 ottobre 34 milioni di americani potranno sottoscrivere un'assicurazione sanitaria che garantirà una copertura a chi in passato non poteva permettersene una. L'assicurazione sarà attiva dal primo gennaio 2014.

L'Obamacare è diventata la linea di confine tra repubblicani e democratici a Capitol Hill: domenica scorsa la Camera, a maggioranza repubblicana, aveva licenziato la legge finanziaria rimandando però di una anno la riforma sanitaria sostenendo che era l'unico modo per far approvare la legge. Lunedì il Senato, a maggioranza democratica, aveva rifiutato di farla passare senza il provvedimento principale dell'amministrazione Obama.

Cosa copre l'Obamacare.

  •  L’Affordable care act, meglio conosciuta come Obamacare, prevede che tutti i cittadini statunitensi abbiano un’assicurazione sanitaria. La legge prevede che dal primo ottobre 2013 tutti gli americani devono obbligatoriamente comprare un'assicurazione sanitaria: ai 50 milioni di statunitensi che non possiedono una copertura assicurativa perché con basso reddito o senza lavoro, e ai 15,7 milioni che se la sono comprata individualmente, dopo aver fornito tutte le informazioni necessarie su reddito familiare e occupazione, verrà detto per quale tipo di assicurazione sanitaria sono qualificati. A quel punto hanno tempo fino al 31 marzo 2014 per acquistare un piano di copertura tra i quattro livelli disponibili nei mercati statali.
  •  Buona parte degli statunitensi hanno una copertura sanitaria pagata dal loro datore di lavoro. Dal gennaio 2015 tutte le aziende con più di 50 dipendenti sono obbligate a fornire ai lavoratori una copertura sanitaria.
  •  Il 30 per cento degli americani non usufruiranno dell'Affordable care act perché già sottoposti ad altre coperture statali come il Medicaid e il Medicare.
  •  Chi decide di restare senza copertura dovrà pagare una multa che parte da 95 dollari o dall’un per cento del proprio reddito nel 2014, per poi aumentare progressivamente fino a raggiungere 695 dollari o il 2,5 per cento del proprio reddito nel 2016.
  •  La maggioranza degli statunitensi che ancora non hanno una copertura sanitaria sono di etnia ispanica, hanno un'età compresa tra i 19 e i 25 anni ed hanno un reddito annuale inferiore ai 25mila dollari.

Le info fornite dalla radio pubblica di New York

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Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

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