Stelle di melma

"Così senza volere siamo riusciti a parlare del povero Tartaglia, che nemmeno aveva un profilo Facebook. Peccato, ci si sarebbe trovato bene. E forse iscrivendosi a qualche gruppo idiota gli sarebbe passata la voglia di realizzare le sue idiozie nel mondo vero. Perché Internet è anche questo: una valvola di sfogo per colletti bianchi che giocano a fare gli odiatori di negri, i negatori di olocausti, gli inneggiatori a Tartaglia. Sì, non è molto coraggioso da parte loro. Ma ognuno dovrebbe essere libero di gestirsi la sua melma come vuole, finché non schizza gli altri."

Un grande Leonardo per la prima sull'Unità.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

35 Comments
  1. Hirondo
    17 dicembre 2009 at 00:02
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    ^__^ letto. la chiosa appare condivisibile, il resto mica tanto. perché ripete e ripete di essersi rinchiuso in un'oasi, selezionando gli approdi: è la quadratura del cerchio?

  2. Hirondo
    17 dicembre 2009 at 19:55
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    ciao! :D infatti mi manca un termine di paragone, non ho letto Stella, non in questa occasione. o, se l'ho fatto non me lo ricordo. però ogni tanto mi capita di leggere i commenti agli articoli del corrierone che Leonardo nomina e posso dire che sono abbastanza rappresentativi del ragionamento medio, forse con qualcosa in meno: la "moderazione all'origine", ovvero la "cernita del gestore". invece racchiudersi in un'oasi di.. "benpensanti", diciamo così, è abbastanza comune, al bar come nei socialnetwork. "benpensanti" secondo il gruppo, eh! o secondo il singolo ché è tutto un fiorire di "è bravo perché piace a me/fa schifo perché lo dico io". e non da oggi. ché una cosa è saper usare il pc e ben altra star con la gente da uguali. c'è un pericolo non da poco nel voler "fabbricare" un mondo perfetto su internet perché la rete non è altro che il riflesso parossistico della società che abbiamo e di ciò che siamo, con tutti i nostri sprazzi di creatività. e c'è un pericolo anche in quel "metterci la faccia" così auspicato da molti. perché è propedeutico a una sorta di "società del controllo".

  3. Hirondo
    17 dicembre 2009 at 23:55
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    l'anonimato non c'è mai stato, le connessioni non sono anonime. quello che manca è la responsabilità individuale/collettiva, la stessa che è sempre più rarefatta ogni giorno sulle nostre strade, in altrettanto anonimato, che - attraverso le targhe, - vero non è. ma è sulle strade che ci si fa male davvero. anche internet è strada - tante strade diverse - con incroci, slarghi, piazze, osterie per i viandanti, teatrini.. e con rotonde e sensi unici obbligati sempre più numerosi. l'artefice dell'odio non è certamente internet, come non lo è la strada, entrambi - senza di noi - oggetti inanimati ma piuttosto una sorta di "sentimento di possesso", quello stesso dei bambini per il proprio giocattolo o di tanti per la propria auto. perché il giocattolo è un business, un enorme business che ci vorrebbe tutti in fila ordinata come bambini alla scuola materna, col grembiulino e il fiocco e la merendina. per gestirci ancor meglio. che poi non sarebbe così importante essere anonimi, lo siamo comunque per un'infinità di gente e lo saremmo anche col cartellino sul petto. è quello che pensiamo - l'opinione - che ha il diritto di non essere aggredito, cosa che invece accade sempre più spesso, aggredendo chi la esprime e vestendolo di mille porcherie tanto per zittirlo. e se fra anonimi lasciano il tempo che trovano, tu credi davvero che anonimi non fossero, cesserebbero? no, perché l'infelicità mentale, l'invidia per chi sembra abbia immeritatamente di più, non ha questo confine. anzi, probabilmente si esalterebbe nella ricerca del suo misero "momento di gloria", dato che "ci mette la faccia". intasando del tutto i tribunali. ;) e i commenti ai giornali sì, li leggo. perché ci raccontano ciò che siamo e dove stiamo andando molto più degli " esperti". :)

  4. Hirondo
    19 dicembre 2009 at 15:32
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    ciao a te! *___^ nel frattempo ho letto anche Stella su "il lato oscuro". bel titolo! e bella opinione, ben scritta che, senza Leonardo, mi sarebbe sfuggita. e colma di significati sottesi, provocatoria di risposte a distanza fra sacerdoti che parlano ciascuno ai propri fedeli, indicando convinti i lati oscuri dell'altro. e di tutti, salvo essi stessi naturalmente. però entrambi, nel loro "diverso" dispiegarsi, mantengono una correttezza, contrastando il pensiero dell'altro e non la forma che lo esprime. entrambi pongono una visione personale, a suo modo limitata come quella di ciascuno di noi. puoi sposarla in toto per simpatia di ideale o trarne la tua, che sia zoppicante dalla semplice comparazione o nasca già diversa dalla tua esperienza. perché "limitata"? perché non possiamo passare 24 ore al giorno a leggere gli altri, neppure con internet. e neppure loro possono ché non gli resterebbe neanche il tempo per dir la loro, pro o contro sia. e qui c'è il primo punto, la prima differenza fra la massa di anonimi - comunque "anonimi" - e chi può contare su "un'autorevolezza" conferitagli dal numero di seguaci. ecco, internet ha "trasformato" tutti in possibili "sacerdoti" di se stessi. o chierici, missionari.. o ha comunque dato questa possibilità. e forse è proprio questo il suo vero "lato oscuro". poi, se Leonardo "attacca" - per usare le tue parole - Stella, si limita alla dialettica, al contrasto del suo pensiero o del modo di esprimerlo, si guarda bene dal dargli del mangiapane a ufo o del pedofilo o peggio per schiacciarne l'espressione. e questo è un altro "lato oscuro" che è sotto gli occhi di tutti. ma non è del web, è del mondo. o di una sua parte consistente che vive nel bisogno di prevalere e lo sa tentare solo attraverso la maldicenza, che per loro è la scorciatoia per il palco. da cui anche - consapevolmente o meno - armare qualche mano, dato che per essere al mondo, non occorre la patente di sanità mentale. e tanto meno occorre per "udire dal palco". un palco che non è solo nel web . ps: :D nessuno anonimo e tutti a scaricare "tor"? pps: non è vero che resti impunito se diffami da anonimo bensì sei perseguibile su querela di parte e magari capita quando ti sei del tutto scordato del fatto, fra che la persona se ne accorga e i tempi dei tribunali. certo, forse un non anonimato favorirebbe le indagini. forse. perché sai quanta gente probabilmente è su facebook senza sapere di esserci? o semplicemente non esiste? quindi che tipo di non-anonimato avresti in mente? una sorta di schedatura da "stato di polizia"?

  5. Hirondo
    19 dicembre 2009 at 21:50
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    NO! non lo sto dicendo! non riferito al tipo di articoli di Leonardo o di Stella. quindi se hai inteso questo sì, hai capito male. lo sto dicendo riferito a quei poveri di spirito che si sentono inadeguati o incapaci a sostenere una dialettica e che quindi si inventano sconcezze su sconcezze sull'altro, per intimidirlo e zittirlo o, quanto meno, "isolarlo", renderlo inascoltabile, e per mero calcolo politico. ma non è del web, o non solo. vien da "fuori", il web solo lo riprende, se vuoi l'amplifica perché lo conserva. e l'esaltato che s'improvvisa "giustiziere" perché è stato preso da un qualsiasi gossip - raccolto sul web, su un giornale o all'osteria non fa differenza - è sempre dietro l'angolo. perché, mi ripeto, non occorre la patente di sanità mentale per andare all'osteria o leggere un giornale come per navigare online. quindi, e rispondo al punto 2), "l'anonimato" - nel senso di usare un nick - ci protegge un po' tutti e non è da scambiare con paura o "vergogna di essere" ma piuttosto con la possibilità di dire senza temere ritorsioni di qualsiasi tipo o, quanto meno, confinandole nel virtuale. Scorza, ad esempio, ragiona su un uso di condivisione responsabile, di responsabilità individuale. ma l'uso responsabile sarebbe ancor più genuino se anonimo perché dichiaratamente non teso a raccogliere consensi personali. io penso che il ragionamento vada fatto partendo da un web che raccoglie, esaspera e talvolta recita le situazioni reali e quotidiane che raggiungono un po' tutti noi attraverso un'informazione spesso parziale nonché superficiale anche nella sua lettura. del resto, è in atto la "globalizzazione del sapere", quindi dell'ignoranza. per il punto 1): chi offusca la connessione per il gusto di diffamare qualcuno forse tanto sano di mente non è. ps: ::D guarda che non è vero, come stan dicendo in questi giorni, che "con la rete il privato è pubblico".

  6. Hirondo
    20 dicembre 2009 at 02:33
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    :D lo so. ma tu non puoi risalire a me da quell'IP anche se a me puoi risalire da quella mail particolare e probabilmente l'hai fatto. ma è per mia volontà perché a chi non si nasconde io non mi nascondo ma nel contempo esigo la sua responsabilità verso la mia libertà. ;) diciamo che ci siamo incrociati per strada, tu ti sei presentato e io di rimando. a te, non a tutti i passanti. e anche tu, per il momento, di me sai quanto ogni passante, con in più forse - se hai trovato il tempo di indagare sulla mail - un nome anagrafico che, se è la dialettica a interessarti, resta ininfluente. se usassi il mio nome? nulla mi cambierebbe. infatti lo uso dove ritengo vada usato ma mai per dar più enfasi al commento in un blog.. perché quando li leggo, i commenti, non mi interessa "chi" li abbia scritti bensì quel che dicono. e lo stesso desidero sia per i miei. e certo, "il pubblico non è privato" ma attenzione al "falso privato in pubblico" ché, se non è di pugno dell'interessato, è probabile che tanto vero non sia. quindi la responsabilità starebbe anche nel non divulgarlo tanto per aver qualcosa da dire. :)

  7. Hirondo
    20 dicembre 2009 at 15:43
    Reply

    :D no, non puoi. o meglio, in casi particolari anche potresti ma - senza l'ordine specifico di un giudice - commetteresti un reato. mi spiego: l'IP è "pubblico", è come una targa dell'auto un po' particolare. ti porta al mio provider e al nodo e alla "porta" che trovo fruibili al momento della connessione, dati che variano. e lì ti fermi. certo, se tu fossi un dipendente del mio provider con accesso a determinati dati è probabile che tu possa anche andar oltre, risalendo al numero telefonico e all'intestatario ma, se lo facessi per tua mera curiosità sempre lì ti dovresti fermare e tenerlo per te. in mail? uhm, dipende dalla mail e dalle sue motivazioni. :D se sei curioso provaci e si vedrà. sui "troll" non sono tanto d'accordo: più che "per apparire" è forse gente in cerca di una giustificazione per esserci che non sa darsi.

  8. Hirondo
    20 dicembre 2009 at 18:52
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    :D questo lo so. non sono un neonato della rete. ma, appunto, sarebbe "in via esclusivamente illegale". e con tutte le possibili conseguenze del caso. ;) e se per te ha tutta questa importanza, lo sai già come mi chiamo: ti ho messo io in condizione di saperlo. e senza illegalità. e se quel "personalmente" vuol significare una birra in compagnia, perché no? :D [però niente tessera. :P] sulle "motivazioni", troll o non troll: internet altro non è che un prodotto della tecnica del nostro tempo. quindi "esserci" non è altro che essere al mondo. e giustificarsi per "esserci" equivarrebbe a giustificarsi per essere al mondo.

  9. Hirondo
    20 dicembre 2009 at 22:36
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    :) neanche per me lo è, importante. e, pur su due, siamo già in due a non ritenerlo importante. quindi, perché per tanta gente sembra invece esserlo, importante?

  10. 20 dicembre 2009 at 23:54
    Reply

    A me cambierebbe usare nome e cognome perché la gente malata, e ce ne sono, a cui magari sto sul C riuscirebbe a rintracciarmi (in tutta Italia ci sono pochi con il mio nome e cognome e nella mia città sono l'unico). Per quanto riguarda l'essere anonimi ha ragione Jack, in Internet si lasciano tracce a destra e a manca senza neanche accorgersene. Meglio far valere il diritto alla privacy. ciao ciao :-)

  11. Hirondo
    21 dicembre 2009 at 12:59
    Reply

    @ Jack: qui non comunichi con "una persona" ma con una potenziale infinità di occhi, più o meno collegati ai loro cervelli. esattamente come la televisione o un qualsiasi giornale. e di chi materialmente abbia scritto - o ci legga - la notizia non ce ne frega alcunché, di solito. a meno che non siamo in cerca di chi ci spieghi cosa pensarne, ovvero quale ne sia il sunto o la morale più "politically correct" [di parte] a cui adeguarsi e diffondere o su cui litigare e così via. e più l'opinione del singolo acquista seguaci, più diventa "vera" e il suo autore una star, che lo sia fra i lettori del quotidiano o quelli del blog. ché qui sta uno dei paradossi di internet: ci ha resi tutti possibili "star di opinione" però rosicchiando spazio alle star della stampa solo in teoria, dato che la maggior parte si limita a far proprie le loro opinioni, e dando per scontato che così sia per tutti. da questo penso derivi per una parte - anche consistente - il bisogno di identificazione, perché l'opinione acquista "corpo" in base al numero di seguaci e col nome viene quasi automaticamente resa veritiera. invece è proprio chi "ci mette la faccia" che spesso diffonde le balle più grosse, sfruttando il meccanismo. [;) per dirla con un'antica battuta, "gli asini volano, io non li ho mai visti ma ci credo perché l'ha detto Bertinotti"] a questo, su internet si aggiunge un altro meccanismo, che per render l'idea chiamo "paternalistico" : chiamare per nome uno - che si conosca o meno nella propria realtà - per imporglisi virtualmente, o il chiamarsi per nome fra un gruppo ristretto per imporsi nei confronti degli altri. @ lufo88: ;) se ti riferisci a nick, è una possibilità remota. chi è assatanato nel web, il classico nick spaccamondo, facilmente è una persona schiva, "schiacciata" dalla sua realtà e in cerca di sfogo. il che non toglie che potrebbero effettivamente - con un martellamento ripetuto - "caricare" una mente labile fra chi ronza nel tuo quotidiano, sconosciuto a loro e a te e che potrebbe trasformarti nel suo personale "vaso di Pandora". e magari non proprio te ma qualcun altro al posto tuo ché, sai com'è, "vox populi".. ci può cader chiunque: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=83764&ordine=asc http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=84896&sez=NORDEST

  12. Hirondo
    21 dicembre 2009 at 19:50
    Reply

    :D un'opinionista caso mai e, a proposito di opinioni, anche questa è interessante: http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_21/costituzione-web-censura-facebook-social-network-marco-orofino_86b96f00-ee22-11de-9127-00144f02aabc.shtml ;) di Berti no, di qualcuno certamente sì dato che l'ho sentita varie volte. :D :D grazie per la risata! però mi tocca deluderti, mi mancan parecchi lustri.

  13. Hirondo
    21 dicembre 2009 at 21:15
    Reply

    :) come preferisci. io però ho seguito l'ordine, ein, zwei, drei. stavo leggendo i tuoi link sopra che sono alquanto in tema proprio con "stelle di melma" nel suo significato più terraterra. vuoi davvero un'opinione su quel che hai scritto "di là""? ti avviso, non ti piacerà. e se quel testo parlasse del figlio di D'alema sarebbe esattamente la stessa.

  14. Hirondo
    21 dicembre 2009 at 22:19
    Reply

    :D eh, lo so che mi capita di far questo effetto.. mi riferivo a qualcosa che avevi scritto da poco, questo: http://www.openworldblog.org/2009/12/21/i-pseudonimi/ vuoi un commento sullo scritto che hai linkato in quel link? lo vuoi lì o lo posso far qui, dato che sarebbe perfettamente in tema con questo argomento?

  15. Hirondo
    22 dicembre 2009 at 17:49
    Reply

    :) ok. qui allora. [e comunque "qui" intendevo. la domanda era se in "i pseudonimi" o in "stelle di melma", dato che mi pare in tema con quest'ultimo] premetto che non sono un giudice e non sono un avvocato. ritengo però, da passante, che un "manifesto" del genere, sul sito di una sezione di partito, sia controproducente proprio per la stessa perché ti fa "toccare con mano" il fine principale, pur mascherato superficialmente di ironia e soprattutto quel che sembra dica a un "non-allineato" è "non ho idee, non ho proposte, quindi spargo farina d'accatto, chissà che qualche pizzico non finisca nel mio sacco". nello stesso tempo è abbastanza ben costruito per vanificare un'eventuale querela, proprio perché riprende vecchie bufale e altrettanto vecchie smentite, roba della scorsa estate che politicamente è appunto antica. però poi - anche se prende velatamente le distanze dalle bufale - le propaga e c'è quel "trota" ripetuto che non lo rende innocente dato che sembra arrotondarsi nella goduria di scriverlo, contribuendo all'irrisione di un ragazzo che non mi pare sia - ancora - un artefice della politica italiana e neppure lombarda. e poi, che gusto c'è a prender in giro uno perché è stato bocciato? :D guarda che venir bocciati dalla scuola italiana potrebbe anche diventare sinonimo di intelligenza/cultura alternativa dato che girano insigni laureati di questo tipo: http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_22/orbetello-concorso-tutti-bocciati-gasperetti_71abd676-eeda-11de-82de-00144f02aabc.shtml quindi la prima domanda che un passante si pone è "perché ne ri-parlano ora?" io penso di aver individuato un due/tre possibili risposte: .- suggerire un termine di paragone con l'oggetto degli articoli precedenti e successivi, una sorta di "vedi che noi siamo migliori" .- prendere - malamente - le distanze dall'aggressione a Berlusconi .- godere della supposta umiliazione del "figlio di", mentre lo si usa per colpire il padre, non "trota" quindi ma "amo per trote", le proprie. **** hai da qualche giorno una citazione di Wales che campeggia in home: "Immagina se ogni persona sulla terra potesse condividere con accesso libero e totale tutta la conoscenza umana". il buffo è che già, in gran parte, si può ma non si fa, correr dietro alla fuffa è così liberatorio?. anche questo incide non poco sul propagare le bufale, anche per mero calcolo nel classico "mors tua vita mea". per dire, i siti dell'unione eu son abbastanza prodighi di informazioni, anche sull'iter degli assistenti. assistenti personali che in genere vengon scelti dal deputato [o dal suo partito] per ovvie ragioni e attraverso un percorso che non è proprio "standard" anche se lo è in un altro senso: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+IM-PRESS+20070209FCS02971+0+DOC+XML+V0//IT non ho interesse al momento ad approfondire la composizione direzionale dell'expo di milano ma, se tu vuoi, è qua: http://www.milanoexpo-2015.com/ita/consiglio-di-amministrazione.htm [le altre "entità" son nella finestrella sulla stessa pagina] tutto il resto è truppa, a concorso o a chiamata nomitativa sia, fino all'ultimo fattorino. e, nel caso fosse, un lavoro di truppa è nel diritto di tutti, anche dei "figli di". **** ah, tornando all'articoletto: non dimenticare che la gente spesso legge a spizzichi e fin troppo spesso non quel che c'è scritto ma quel che vuol trovare. è quindi abbastanza normale che un tuo accolito ti faccia i complimenti mentre un opposto vedrà solo offese. ps: anch'io "rivoglio il mio Paese" ma "quel Paese" c'è mai stato? o era solo un sogno raccontato che internet ha spogliato?

  16. Hirondo
    23 dicembre 2009 at 00:09
    Reply

    :) i "però" stan dappertutto ma se manca il companatico rimane solo mangiarsi il coperto. e i tuoi "però" trovan la loro sintesi in "BB". ;) o, per dirla in musica: "dove sono andati i tempi di una volta per Giunone quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione".

  17. Hirondo
    24 dicembre 2009 at 00:20
    Reply

    :) è il sito di una sezione locale di un partito e su questo non ci piove. ma che sia nato principalmente per i locali iscritti, simpatizzanti e cittadini, non toglie che sia una piazza spalancata sul mondo. pubblica, dunque. e sta a voi far in modo che non appaia - o non sia - discriminatoria a - o per - qualsiasi passante. ovvero che non appaia inversa a ciò che predicate. perché in quel tuo "pezzo" si avverte una chiusura più che un'apertura, proprio come nell'opinione che ha dato origine a questo nostro dibattito. ora non vorrei che il mio spirito libero ti faccia sentire in difficoltà: che la notizia sia vecchia e smentita lo dici chiaramente nel post ma non spieghi perché l'hai rievocata, si può solo intuire: gettar discredito sull'avversario - nonché, di straforo sulla superficialità di molti giornali - e cavalcando ora un'azione difensiva. e questo può portar a pensare che anche le accuse ricevute che ora rivendichi non sian poi così pregnanti. e che il tutto sia nato da un suggerimento altro - alquanto di cattivo gusto - per me era evidente perché "quel" post non appartiene al tuo modo di essere che conosco da questo blog. poi, se "trota" sia un appellativo "anche di suo padre" non lo so. in ogni caso se è in famiglia, in famiglia deve rimanere e anche se udito pubblicamente nessun estraneo ha il diritto di appropriarsene. e questo è uno dei fondamenti della libertà. su certi articoli "giornalistici" mi par che ti ho già detto la mia: gli spazi vuoti van riempiti, possibilmente superando il condizionale del vero. e se fa rumore vende, si sa. ad altrettanta superficialità, nella solita legge di mercato. poi, il tuo - o vostro - pensiero sulla lega o qualsiasi altro partito, posto nei termini in cui l'hai esposto, credi vi faccia apparire diversi? ché tu puoi dirmi che sono cattiva ma non significa che tu sia buono. anzi, dai piuttosto l'impressione di essere ben più perfido di quel che accusi. ;) ché quella chiosa, "noi non siamo terroristi", postando un falso recidivo assume proprio il significato che neghi. magari a una lettura superficiale no, per me sì. :) con un sorriso.

  18. Hirondo
    24 dicembre 2009 at 18:46
    Reply

    :) eh, in quel post "lì" giran tanti elettroni ma.. saranno anarchici o all'inseguimento di una cometa?

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