Ma chi glielo doveva dire…

Ma chi glielo doveva dire…


C'è troppo tifo da stadio, troppa euforia, troppo finto giustizialismo in queste ore. Troppa festa intorno ad un evento che non dovrebbe rallegrare per nulla. Il crollo della Lega di Bossi, la scoperta, ulteriore, di faccende familiari, conti e bancomat di soldi pubblici utilizzati per questioni domestiche, sembra da un lato placare la voglia di sbarazzarsi di un partito razzista, rozzo, tornacontista e becero (buona parte dell'opinione pubblica, con tante giustificate ragioni), ma dall'altro lato spunta la soddisfazione di molti altri partiti che non vedevano l'ora di potere trascinare nel fango anche gli irriducibili rompicoglioni leghisti. Fatto, così non c'è più nessuno, o quasi, al di sopra del sospetto o, peggio, con le carte brutte e macchiate. Anche la Lega, era ora sembra di intuire tra i sorrisetti degli eredi della prima repubblica e reduci certi di questa seconda che va a finire. A finire come?

Converrebbe non esultare del tutto per il de profundis della Lega, non perchè servisse a qualcosa, non perchè fosse utile, ma perchè, in qualche modo, rappresentava una sorta di argine artificiale all'avvento totale del regime finanziario nel nostro paese. Calcolo banale, ma non troppo. La Lega e Di Pietro sono rimasti gli unici a fare opposizione al governo Monti, con prospettive e ottiche diverse. Ma facevano sentire voci diverse. Quella della Lega si spegne così, miseramente; quella Di Pietro è sempre più banalmente populista, carica di spunti demagogici, priva di contenuti e di proposte che possano essere condivise da qualche altro pezzo di politica.

Quindi entreremo nella Terza Repubblica con Alfano, Bersani e Casini che non avranno nessuna forza oggettivamente bastante a governare, l'Italia che verrà segnalata sempre sull'orlo del default, quindi con il rischio di grecizzarsi. Il debito pubblico ancora lì, da contrastare, da abbassare, da ridimensionare con altre lacrime e altro sangue. La Terza Repubblica non sarà né di Alfano né di Bersani, Casini non sarà punto d'equilibrio nè di un governo nè di un altro. Dovranno sostenere ancora tutti insieme appassionatamente Monti e i suoi tecnici, non sembrano esserci autentiche vie d'uscita politiche per l'Italia.

Curiosamente, ma noi non abbiamo mai creduto nella giustizia ad orologeria, molto stranamente l'escalation di sputtanamenti e ladronerie addebitate alla Lega stanno saltando fuori da qualche mese, con cadenza impressionante. Giustamente qualcuno dalla base padana ha detto che di ladri sì, ce ne saranno davvero, ma tutti ladri e tutti scoperti nello stesso momento?

Mah, infatti. La Lega non c'è più, Di Pietro sembra autoisolarsi nei suoi eccessi, l'ABC non può più decidere niente perchè i partiti contano zero di fronte ai tecnici. Siamo tutti nelle mani di Monti e la Marcegaglia si lamenta per la riforma sul lavoro. Bene dice Monti alla confindustriale: ma chi te la doveva fare una riforma così? Te la sognavi senza di noi... Questo è vero, il sogno di donna Emma, l'incubo di tutti gli altri: i giovani di 30 anni che non entrano nel mondo del lavoro, i vecchi di 50 espulsi. Ma chi glielo doveva dire...


Bio autore

Si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona

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