Ipocrisie

Ipocrisie


L’Emilia e altre regioni d’Italia hanno bisogno d’aiuto, ma il Governo se ne frega

Ipocriti! Ecco cosa sono gli italiani. Sapete benissimo che gli Organi di Governo e la Chiesa Cattolica non contribuiranno mai a sostenere economicamente e spiritualmente la popolazione: non lo fanno per tentare di risanare la grave crisi economica che imperversa l’Europa, figuriamoci se davvero si premureranno a dare il loro reale contributo agli abitanti delle zone terremotate emiliane! Non lo hanno fatto per Irpinia, non lo hanno fatto per Catania come per Messina, non lo hanno fatto per L’Aquila, e non lo faranno neppure pure per Modena. È molto più conveniente tenere l’attenzione concentrata sulle disgrazie e tragedie della popolazione per catastrofi naturali piuttosto che sul loro cattivo operato per il Paese. Ma la colpa non la si può attribuire più di tanto a chi si gode lo spettacolo comodamente seduto sulle poltrone parlamentari, quanto a chi mette in pratica le accurate lezioni di autocommiserazione impartite dai media. Barbara D’Urso per esempio è stata un’ottima insegnante nella scuola di indottrinamento altamente specializzata per la richiesta di compassione collettiva. Ma non può esserci nessuna pietà per chi non ha previdenza. E mentre la procura di Modena indaga, l’occhio cade sulle modalità di crollo di edifici e capannoni: l’unico elemento che emerge è la forte possibilità che si trattasse di costruzioni abusive e/o non a norma.

E la colpa a chi è imputabile? Sicuramente non al sagrestano di provincia, né tantomeno agli scrivani catastali. La colpa è solo di chi accetta di andare a vivere e a lavorare in luoghi poco sicuri per ragioni esclusivamente di natura economica, incrementando le tasche e il potere di chi ha messo in ginocchio l’Italia.

In Sicilia, Basilicata, Abruzzo e Umbria ancora sono in uso le baraccopoli allestite per i terremoti e per le vittime di altre catastrofi naturali di oltre trent’anni fa: è un insulto all’intelligenza e alla dignità umana anche solo pensare di andare a richiedere sostegno economico a chi ha vissuto in passato e che vive ancora oggi i segni della stessa esperienza che in questi giorni vede protagonisti gli abitanti dell’Emilia Romagna. Mentre nelle altre regioni italiane si continua a “sopravvivere” in silenzio, tra suicidi per disperazione e omicidi mafiosi (o di Stato?), c’è chi ancora cerca solidarietà. Non scherziamo con le cose serie.

Gli italiani sono solo dei chiacchieroni che se non si lamentano cadendo nel vortice del delirio collettivo, corrono solamente il rischio di sentirsi snaturati dalla loro stessa identità!

Ma intanto qualcuno ancora ci prova. Tra le iniziative avanzate per raccogliere contributi economici da destinare alla ricostruzione per la regione romagnola il Movimento 5 Stelle emiliano è da considerarsi realmente tra le più lodevoli perché dettata da vero altruismo, e sicuramente di buon esempio.

Abbastanza opinabile è invece l’accisa di 2 centesimi a litro sul carburante, proposta nelle ultime ore.

Inverosimile la richiesta del popolo italiano al fine di annullare la parata militare del 2 giugno. Senza festeggiamenti cosa ne rimarrebbe della nostra amata Repubblica? Decidere di dirottare i finanziamenti per gli allestimenti della festa doveva essere un’azione logica e ovvia da parte del Presidente Napolitano che ahimè, non ha la benché minima idea di cosa significhi non avere uno stipendio per mesi e ritrovarsi senza un tetto dove andare a dormire perché i sacrifici di una vita sono andati distrutti!

Interrompere il campionato? Impensabile. Sarebbe deleterio per le casalinghe che non avrebbero più motivo di contestare contro i propri mariti il loro sentirsi trascurate per un pallone! E i calciatori poi? Sarebbero costretti alle liste di collocamento. Perché dunque prolungare le liste e soprattutto l’attesa?

Signori, diamoci tutti una bella svegliata.

Se pensate che il suicidio sia l’unica soluzione per il dramma che stiamo vivendo, bene. Uccidetevi pure. Ma non buttatevi dalla finestra né penzolando con una corda al collo, spendete la vostra ultima azione per il bene della società: imbottitevi di tritolo e andate al Quirinale a farvi esplodere. Un po’ di pulizia radicale non guasterebbe a nessuno.


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