Contro-potere

Contro-potere

Alla fine l’unico discorso vero resta quello di Pasolini: «Io so. So i nomi, ma non ho le prove». Sappiamo i nomi ma non abbiamo prove lo dicono anche i supremi giudici di Cassazione. Lo ripetono: la verità è stata corrotta e le indagini depistate fino a diventare illeggibili.

Ma lo sappiamo che l’aereo di Ustica non cadde per il cedimento strutturale, e averlo detto fu un crimine non solo contro le vittime ma contro la compagnia aerea e il suo proprietario; non cadde per la bomba, ma cadde per un missile francese o americano.

Ma dove il discorso di Pasolini frana è nella sua ingenua convinzione che da noi ci fosse un contro-potere che avrebbe potuto bilanciare - paese sano in un paese malato - la grande congiura del silenzio sulle stragi. Quel contro-potere è andato più volte al governo, guida da otto anni la Repubblica, si ammanta ad ogni passo di retorica europeista e non ha saputo neppure chiedere conto di quello che accadde quella notte.

E siamo sempre qui a dire noi sappiamo, sappiamo i nomi ma non abbiamo le prove.

About the Author

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione politica per il Partito Democratico friulano, responsabile comunicazione Pd Cordenons e dei social media del Pd della provincia di Pordenone. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica americana e le primarie statunitensi. Twitter @giacomo_lagona, @PDCordenons, @PDFVG #PdCommunity

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
free vector