Articoli con tag Aborto

San Bocelli

Una giovane sposa in stato interessante arrivò in ospedale per un semplice attacco di appendicite, i medici dovettero applicarle del ghiaccio sulla pancia. Alla fine di questi trattamenti i medici le consigliarono di abortire il bambino, perché sarebbe sicuramente nato con qualche infermità, ma la giovane coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque: quella signora era mia madre e il bambino ero io”.

Se Bocelli lo invitassero a sedere alla destra del Santo Padre non sfigurerebbe per niente; ma se lo invitassero ad un convegno medico e lui recitasse questa breve filastrocca, beh, probabilmente nel migliore dei casi lo butterebbero fuori a calci.

Come mi insegna Malvino, nel 1958, anno di nascita di San Bocelli, l’aborto era illegale in Italia tranne particolari casi di rischio per la vita del bambino o della madre, e quindi non lo immagino il medico consigliare alla futura madre quale sia la mammana migliore di quel periodo. Per cui, mio caro San Bocelli, la smetta di dire fregnacce sui poteri sottonaturali del ghiaccio o addirittura del medico che predige il futuro. E visto che c’è, non ricicli la stessa filastrocca ogni anno per dar di che vivere ai portatori di croce: loro non ne hanno proprio bisogno, e lei, San Bocelli, rischia solo una pessima figura.

E suvvia: la storia di Beethoven è già stata usata molto volte, e finiamola su.

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Formigoni: «Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche»

Leggo sulla Stampa che il presidente ciellino della regione Lombardia Roberto Formigoni, ha deciso di stanziare cinque milioni di euro per le coppie che decidono di rinunciare all’aborto a causa delle difficoltà economiche. L’operazione è encomiabile se non fosse per i termini, dato che si tratterrebbe di salvare famiglie in difficoltà, però non credo che un assegno di 250 euro al mese risolva il problema, anzi, darebbe l’opportunità a chi è in una situazione difficile – e che voglia avere comunque un figlio – di aderire all’iniziativa regionale. E poi c’è sempre il lato peggiore che sta alla base del provvedimento.

Nel merito, Formigoni deroga i centri pro-vita a gestire – per i primi 18 mesi del bambino – il versamento di 4500 euro con un assegno mensile di 250 euro pagati dalla regione. Quindi per il presidente lombardo le coppie si distinguono tra cattoliche alle quali viene deliberatamente concesso l’uso dei fondi regionali per portare avanti la gravidanza, e non cattoliche a cui sarà negato l’accesso a qualsiasi forma di protezione familiare destinato alla parità costituzionale della famiglia. Praticamente in Lombardia i cittadini non possono essere tutti uguali.

Le linee guida della delibera prevedono che, quando una donna presenterà la richiesta di interrompere la gravidanza, qualora questa sia determinata soprattutto da motivazioni economiche, gli operatori del consultorio o i servizi ospedalieri che la riceveranno per gli esami pre ricovero e per il colloquio, la metteranno in contatto con il Cav (Centro di aiuto alla vita) per consentirle di conoscere e valutare le opportunità di aiuto.
Il Centro le presenterà gli interventi di aiuto che potrà offrirle, sia direttamente sia in raccordo con gli enti locali e le altre organizzazioni del terzo settore. A quel punto il Cav e il Consultorio familiare, se la donna accetta, stenderanno un «progetto personalizzato» che sarà sottoscritto anche dalla donna e nel quale saranno descritti i diversi interventi attivati o da attivare sia prima sia dopo la nascita del bambino. L’effettiva partecipazione della madre al progetto concordato sarà la condizione necessaria per ottenere il contributo, che potrà essere utilizzato per acquistare beni e servizi sia per la madre sia per il bambino.

«Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche» aveva detto Formigoni qualche giorno fa, si è però dimenticato di dire che la deliberà si dovrà attenere alla legge 194 e dovrà sottostare alla medesima legge per quanto riguarda la libera scelta della donna. Per cui, se Formigoni ha davvero a cuore l’esito della famiglia – che a quanto pare è il fine ultimo della delibera regionale -, dovrà rendersi conto conto che affidare al centro di aiuto alla vita l’opportunità di aiutare la donna è illegittimo, in quanto non sono gli enti preposti a farlo: gli unici per legge in grado di accompagnare la donna verso una scelta personale sono i consultori, non le associazioni private – e pro-vita a tutti i costi – come i Cav.

La situazione potrebbe persino degenerare quando una coppia, in uno stato di deficienza economica poco sostenibile, voglia avere un figlio e chieda il sussidio con la scusa di averci “ripensato”. Tutto ciò comporterà uno spostamento di massa verso i Cav di chi se ne frega dei buoni propositi del presidente della regione, chiedendo il sostegno religioso (è di questo che si tratta in fin dei conti) al costo di 250 euro al mese.
A Formigoni bastava aumentare i bonus bebè o incrementare i fondi destinati alle famiglie invece che deliberare per la rinuncia ad un diritto sancito dalla Costituzione. Ma sarebbe andato contro Comunione e Liberazione, e per Formigoni è inaccettabile.

[h/t Stefano]

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Condono ecclesiale

Un attimo, fatemi capire: anche la chiesa ha il suo condono, e quindi il do ut des con l’attuale governo è definitivamente confermato? Peccato che l’abuso di potere, la truffa, il falso in bilancio, la corruzione et similia non vengano contemplati nell’ordinamento giuridico ecclesiastico, perché il loro primo cliente sarebbe sicuramente l’ometto che sta al governo.

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La legge umana non ha valore

La legge umana non ha valore quando si scontra con quella di una chiesa ipocrita e ottusa

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Frase della settimana

“Più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che ha abortito”

Mons. Gianfranco Girotti

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Costrizione di corretta informazione

provette_scambio

Quando si inizierà a capire che la pillola del giorno dopo è un ANTICONCEZIONALE e non una pillola abortiva?

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Mettersi in coda

Aborto_giuridica_nascituro

Oggi si decide sul concepimento, settimana prossima verrà il turno dello spermatozoo. Chissà che delizie tra un mese…

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Cos'è e come funziona la pillola del momento

Sembrava essersi chiusa la battaglia cha ha visto contrapporsi sostenitori ed oppositori del metodo farmacologico, conflitto che si è articolato su un piano pluridisciplinare, coinvolgendo e spesso confondendo considerazioni cliniche, giuridiche, etiche, filosofiche che non poteva non coinvolgere il piano “biopolitico”.

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Assassine!

Aletti_assassine

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La lobotomia non era vietata?

Pensavo che la lobotomia fosse una pratica ormai vietata, ma vedo che certe persone l’hanno subita e continuano a subirla. Non si capisce il ragionamento che ci sta dietro altrimenti.

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